Trump e le politiche USA
Fonte: people.com

È un tema molto delicato e dibattuto da sempre, ma ultimamente ancor di più, quello relativo all’immigrazione negli Stati Uniti. Ad alzare il livello di interesse sono state le politiche di Donald Trump, sempre più orientate verso un’intransigenza di base.
Luglio da questo punto di vista è stato un mese di fondamentale importanza: si è assistito a quella che è stata definita una deportazione di massa dalle principali città degli Stati Uniti di immigrati che erano privi di documenti, una grande operazione che come lo stesso Trump aveva evidenziato “riporterà la gente nei loro Paesi e caccerà i criminali”.
Sempre nello stesso periodo, la Casa Bianca è riuscita ad ottenere un accordo con il Guatemala che prevede che i migranti in transito da quel paese, arrivati da Honduras ed El Salvador, chiedano asilo lì e non al confine tra Messico e Stati Uniti.

Accesso solo per migranti con qualifiche elevate

Le politiche stringenti volute da Trump, in generale, sono destinate a far discutere se si pensa anche ad un sistema di accesso agli immigrati che sia basato sull’occupazione: queste le indicazioni del presidente Usa, che prevedono di favorire immigrati con competenze elevate, altamente qualificati e quindi in grado di contribuire in modo proficuo all’economia statunitense.
Tutto questo è ovviamente orientato a contrastare i rischi di una immigrazione clandestina; in quest’ottica vanno lette misure quali procedure più snelle per richiedere i vari permessi, come l’autorizzazione al viaggio ESTA per i brevi periodi. In sostanza negli ultimi anni si è tentato di cambiare le cose anche se, concretamente, le problematiche continuano a restare.

Come funzionano oggi i visti Usa

Per capire come funziona il meccanismo di rilascio dei visti Usa si deve partire da un fatto: ad oggi tutti i paesi, a prescindere dalla loro natura, ricevono il medesimo numero di visti per entrare negli Stati Uniti. E questo a prescindere dalla loro popolazione, con tutte le criticità del caso per paesi altamente popolati quali ad esempio India e Cina.
Ciò porta ad una contraddizione di base: per molti paesi il numero di richieste è realmente elevato, difficile da gestire, mentre per altri si hanno talmente poche richieste all’anno che non si riesce nemmeno ad utilizzare tutte le Green Card a loro disposizione.
Una politica che va cambiata, almeno secondo i disegni di Trump, e che partirà proprio da effettive necessità, andando quindi a favorire l’ingresso di immigrati con elevate qualifiche per far sì che l’immigrazione diventi realmente una fonte di ricchezza, un qualcosa in grado di dare un valore aggiunto al paese dal punto di vista economico.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui