Oggigiorno sentiamo la continua necessità di confrontarci con il mondo esterno e di stare al passo con i contatti e con i molteplici canali di comunicazione. La solitudine viene spesso vista come negativa o come un fallimento personale e, pertanto, si tende ad evitarla in tutti i modi.

Non ci rendiamo conto che così facendo rischiamo di alienarci da noi stessi. È importante di tanto in tanto staccarsi da tutto ciò che ci circonda e riflettere sulla propria interiorità. La solitudine è una dimensione con la quale bisogna familiarizzare.

Spesso capita la sorte si accanisca contro di noi facendoci perdere persone a noi care. La mancanza di un proprio familiare, amico o partner comporta notevoli sofferenze psicologiche, ma è in questi casi che riusciamo a valutare realmente le nostre necessità e le nostre prerogative.

Ammettere di essere soli è una delle cose più difficili da fare, ma la solitudine è senza dubbio meglio di una falsa compagnia e ci permette di sviluppare un nostro punto di vista senza limitarci a ripetere quello che pensano gli altri.” ha detto a riguardo lo scrittore e conduttore televisivo Alain de Bottom, impegnato nel 2008 nell’iniziativa culturale ”School of Life”.

Il motivo per il quale tendiamo a fuggire dalla solitudine è perchè ci sentiamo difettosi e mediocri e vogliamo conferme nell’altro non rendendoci conto che le risposte che cerchiamo sono dentro di noi.

Lavorando sulla propria interiorità è possibile conciliarci con noi stessi e di conseguenza con il mondo esterno. La solitudine, quindi, ha un potere enorme e può agire sulle nostre vite come una spinta alla realizzazione interiore. Non abbiate paura di rimanere soli!

Eugenio Fiorentino

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