Ambientalisti di tutto il mondo, unitevi alla Ribellione di XR

See you on the streets, ci vediamo nelle strade: è questa la promessa con cui gli attivisti di Extinction Rebellion invitano a prender parte alla ribellione internazionale che sorgerà a partire dal 7 ottobre: un movimento, un flusso d’anime e di corpi schierati a difesa del pianeta, dei suoi ecosistemi e delle forme di vita che li abitano. Decine di capitali in tutto il mondo – fra cui Roma – saranno teatro di una scena inevitabile, il fioco preludio di un sipario che si arricchirà di luci inedite. Siamo sull’orlo di una catastrofe climatica e ambientale e i grandi decisori della civiltà umana non stanno agendo abbastanza rapidamente per evitarlo. La ribellione arriva a colmare questo indugio, a sfrenare via l’esitazione. Non solo ambientalisti di lungo corso: la crisi coinvolge ogni essere umano in quanto tale, e in quanto tale chiama tutti a raccolta, alla presenza, alla partecipazione.

Alla ribellione.

Dal Teatro dell’Opera alla Statua della Libertà, dalla Tour Eiffel al Colosseo, dalla Porta di Brandeburgo al Templo Mayor, l’onda lunga degli ambientalisti ed ecologisti di Extinction Rebellion (o XR, come la sigla che li identifica) solcherà i continenti per due settimane trascinando con sé le tre richieste fondamentali del gruppo: farla finita con i negazionismi e ammettere che ci troviamo di fronte a un’emergenza climatica e ambientale, attivarsi immediatamente per portare a zero le emissioni nette di CO2 già entro il 2025, istituire assemblee di cittadini con potere decisionale sulla governance dei territori.

Con il prezioso aiuto di Marco Carraro, fra i coordinatori di Extinction Rebellion nel Lazio, possiamo farci un’idea di quel che succederà a partire dal 7 ottobre. Obiettivo degli attivisti sarà infatti quello di protestare pacificamente e in forma nonviolenta in corrispondenza dei luoghi di potere. A Roma, per esempio, verrà installato un presidio permanente con tanto di sciopero della fame presso il Parlamento, affinché chi di dovere recepisca le istanze della ribellione. Per un’Italia che torna dal summit ONU sul clima con tasche piene di buone intenzioni e dichiarazioni coraggiose, infatti, ce n’è un’altra ancora ostaggio di inedia politica e titubanza. Inconcepibile, se consideriamo che il nostro Paese è tra quelli più esposti agli effetti sovversivi del climate change, al punto da rischiare di finire inglobato nel deserto sahariano nel giro di un secolo.

Ambientalisti, unitevi a Extinction Rebellion nella ribellione
La Ribellione Internazionale di XR fa tappa a Roma dal 7 al 13 ottobre

Perché esitare, dunque? L’Accordo di Parigi è palesemente inadeguato alle necessità contingenti del pianeta, e se non verranno fissati obiettivi più ambiziosi nel medio-lungo termine la catastrofe ecologica sarà lo spauracchio di ogni futura generazione. Gli ambientalisti sollevano a gran voce ciò che la comunità scientifica asserisce da troppo tempo. Tempo sprecato in congetture e inazione. Tempo che Extinction Rebellion non intende diluire oltre. E anche se le azioni di protesta, in coerenza con la filosofia del movimento, saranno improntate alla nonviolenza e al rispetto del lavoro di autorità e forze dell’ordine, la chiamata alle armi è generale. Perché non possiamo aspettarci che sia Greta a fare tutto, come si legge nel comunicato dell’evento; è necessario guardare dentro sé stessi e infine acquisire la consapevolezza necessaria alla ribellione.

Una ribellione che implica la rottura del patto sociale, la disobbedienza civile come esplicitazione ultima del fallimento della democrazia rappresentativa, che stenta e singhiozza ovunque davanti ai nuovi spettri dell’isolazionismo, dello scetticismo e della discriminazione. Ogni gesto, anche quello apparentemente più banale ha il suo valore. Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza. Siamo tutti parte dello spettacolo, non resta che decidere se come attori o spettatori.

E una prima risposta l’abbiamo avuta durante la Week for Future. Oltre sette milioni di persone in marcia per chiedere azioni urgenti contro il cambiamento climatico. Una marea umana che ha sommerso e spazzato via haters di professione, improvvisati climatologi laureati all’Università delle Pringles e invidiosi sociali divorati dalla frustrazione. «Oggi siamo in milioni a marciare e scioperare di nuovo. E se le persone al potere non si assumeranno le loro responsabilità, saremo noi a farlo», ha ribadito Greta Thunberg dal palco di Montreal. Perché è giusto restituire la corretta dimensione alla questione: non è un affare che riguarda una ragazza svedese. E quella gente disseminata in ogni angolo del globo, unita da una volontà comune, è un patrimonio che nessuno può permettersi di oltraggiare o sminuire.

Lanciamo apertamente una sfida a noi stessi e a questo sistema tossico: è un altro degli inviti, forse il più pregnante, che XR rivolge ai vecchi e nuovi “ribelli”. Il sistema ha fallito, contribuendo alla devastazione di habitat ed ecosistemi, mettendo a repentaglio la sopravvivenza della specie umana. Riconoscerlo è il primo passo, rifiutarlo il secondo; ribellarsi la naturale conseguenza. E dal 7 ottobre lo potremo vedere. Lo potremo fare. Non occorre essere ambientalisti, ma esseri umani.

Ci vediamo nelle strade.

Emanuele Tanzilli

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