Renzi Salvini Di Maio Elezioni Social

Quella che si avvia verso la conclusione è stata di certo una delle campagne elettorali più atipiche della storia repubblicana. L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ha comportato la quasi totale scomparsa delle pubblicità elettorali in formato cartaceo, tra lo scetticismo dei più anziani che guardano ormai con nostalgia i muri delle città vuoti come fossero cantieri.
E ha fatto sì anche che esponenti politici più giovani come Renzi, Salvini e Di Maio, spinti anche dall’enorme diffusione dei social media, decidessero di puntare principalmente su questo tipo di comunicazione per cercare di indirizzare queste elezioni.

Tra le modalità di comunicazione sui social di questi tre leader però, sussistono evidenti differenze.

(Don) Matteo Renzi, il riflessivo

Ricapitoliamo prima un attimo i numeri: Renzi ha 1,1 milioni di “mi piace” su Facebook, 117mila followers su Instagram e 3,37 milioni su Twitter.
Sui social, Renzi ha adottato una strategia forse inusuale ma che sembra aver dato qualche frutto: la creazione di contenuti originali di una certa lunghezza, privi di hashtag o comunque stratagemmi comunicativi più immediati. Il riscontro è stato buono: i post con più “mi piace” sono proprio catalogabili in questa categoria:

Negli ultimi tempi inoltre, Renzi ha anche provato a scrollarsi di dosso l’idea del politico “tutto numeri e calcoli” su cui ha incentrato gran parte della sua campagna per queste elezioni, partecipando allo spot elettorale del PD nelle vesti del “ciclista responsabile” che invita un padre di famiglia scettico a votare PD.
I paragoni con il Matteo ciclista interpretato da Terence Hill si sono sprecati, ma lo spot ha decisamente centrato l’obiettivo di svecchiare l’immagine di Renzi e del suo partito:

Matteo Salvini, il desiderato

Anche qui, dati: Salvini raccoglie 2 milioni di fan su Facebook, 122mila followers su Instagram e 655mila su Twitter.
Il netto primato su Facebook — anche rispetto a Di Maio, come poi vedremo — è spiegato sicuramente da una quantità maggiore di post (anche 10 al giorno) e dall’uso di catalizzatori come gli hashtag (#primagliitaliani e #4marzovotolega vanno per la maggiore):

Ma il ‘boom’ su Facebook è dovuto anche al lancio dell’iniziativa “Vinci Salvini”: un contest legato alle condivisioni e ai ‘mi piace’ sui post del “Capitano”, in cui chi vince ha diritto a una telefonata o un incontro con il candidato della Lega:

Questa singolare iniziativa sembra però essere riuscita a far schizzare alle stelle i numeri social di Salvini, dalla cui pagina possiamo notare un altro dettaglio: ormai accantonata ogni traccia del verde che aveva contraddistinto la Lega federalista e legata al Nord, Salvini nei suoi post ha optato per una tonalità scura di blu. Un taglio definitivo con il passato della Lega Nord dovuto all’apertura verso il Meridione? Un richiamo al Front National della Le Pen? O un modo per collocarsi come diversa sfumatura, anche politica, rispetto all’azzurro di Forza Italia?
Probabilmente, un po’ tutte insieme.

Luigi Di Maio, il webmaster istituzionalizzato

Un po’ di dati anche sul candidato del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio: 1.2 milioni i fan su Facebook, 129mila followers su Instagram e 288mila su Twitter.
A prima vista, sembrerebbero dati abbastanza scarsi per il leader di un Movimento che sul web ha basato gran parte della propria stessa esistenza. Il motivo è presto detto: l’intento di Di Maio è quello di porsi come “volto istituzionale” del M5S. Intenzione confermata anche dal suo profilo Instagram che abbonda di foto in giacca e cravatta, mentre quello dell’altro leader pentastellato Alessandro Di Battista (non candidato a queste elezioni) rispecchia l’anima “di piazza” del Movimento:

La svolta istituzionale di Di Maio è resa possibile anche dai canali comunicativi “non ufficiali” del Movimento 5 Stelle, efficaci come nessun altro ad assicurare un’ampia diffusione delle notizie (e talvolta delle fake news).
A far crescere poi l’hype sul M5S ci ha pensato la scelta di annunciare già prima delle elezioni l’ipotetica squadra di governo a 5 Stelle: una decisione che nella preannunciata confusione post-elettorale potrebbe rivelarsi utile come un maglione ad agosto, ma che di certo ha offerto a media e social uno spunto utile su cui dibattere:

I Google Trends sulle elezioni

Prima di concludere, infine, una piccola curiosità: l’andamento su Google Trends dei nomi “Renzi”, “Salvini” e “Di Maio” negli ultimi due mesi, cioè il numero di ricerche sul noto motore di ricerca riguardo ai tre nomi.

Anche qui come su Facebook, possiamo vedere un Salvini in netto vantaggio rispetto agli altri due inseguitori praticamente appaiati.
Ma sarà così anche il 4 marzo?

Simone Martuscelli

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