RicPic 7Seconds
Fonte immagine di copertina: riccardopiccirillo.com

RicPic in arte, Riccardo Piccirillo nella vita ordinaria, è conosciuto nella città di Napoli come il fotografo della musica. 7Seconds è il nome del suo nuovo progetto fotografico, inaugurato sulla rete il giorno 7 maggio.

7seconds sono il tempo che l’utente ha a disposizione per visualizzare le foto presenti sul sito, prima che vengano distrutte per sempre. Quella di RicPic è una modalità espressiva nuova ed unica, che rende l’espressione artistica immortale, attraverso la sua stessa eliminazione.

RicPic, ritrattista e fotografo

RicPic o meglio Riccardo Piccirillo nasce a Napoli il 6 Maggio del 1972. Appassionato di musica sin da bambino e collezionista incallito di dischi, suona per vent’anni la chitarra. Nel 2010 però perde la testa per una reflex, con cui scatta la sua prima fotografia. Fu amore a prima a vista, tanto da indurlo ad abbandonare lo strumento musicale, che tanto l’ha retto e sorretto nella vita.

Nel 2011 RicPic porta per la prima volta la sua amata macchina fotografica al concerto di Ruthie Foster. La foto che scatterà quella sera diventerà la copertina di una rivista internazionale, di un EP e la foto icona della stessa Ruthie Foster. La grande passione per la musica lo spingerà a ritrarre principalmente i musicisti, fino a fargli guadagnare l’appellativo di fotografo rock.

Nella sua carriera fotografa moltissimi artisti di ogni genere musicale: da Jovanotti a De Gregori, da Philip Glass a Laurie Anderson, fino a Joes Satriani. Prima nei loro concerti, poi in location selezionate o nei loro studi professionali. Il successo arriva e la fama da ritrattista cresce sempre di più, in tanti lo scelgono come fotografo.

Enzo Gragnaniello, James Senese, Osanna, Laurence Jones, Corey Harris, Bisca, Solis String Quartet, Maldestro, Foja, Tom McGuinness, Anastasio, Blindur, La Maschera, Raiz, Fabrizio Poggi, Gennaro Porcelli, La Terza Classe, True Blues Band, Assurd, Speaker Cenzou, Francesca Del Duca, Danise, M’Barka Ben Taleb, Simona Boo, Flo, La Famiglia e moltissimi altri utilizzano i lavori di RicPic come copertine dei loro dischi o come foto per ufficio stampa, manifesti e locandine.

Nel 2016 RicPic apre un blog per raccontare le sue storie fotografiche. Le sue fotografie sono state pubblicate sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali (dal Corriere della sera a La Repubblica al Jerusalem Post), così come in moltissime riviste di settore.

Ad oggi collabora con Nikon come moderatore del Nikon Club, le sue foto si trovano anche su quattro libri e cataloghi di Arte contemporanea. Lo scorso anno ha partecipato come speaker al TEDx di Caserta.

La provocatoria autodistruzione di 7Seconds

7Seconds è l’ultimo progetto fotografico di RicPic, lanciato sul web il 7 maggio, per festeggiare i dieci anni della sua attività. www.7seconds.it a primo impatto potrebbe avere le sembianze di uno sito web tradizionale, ma nella realtà è tutto tranne che qualcosa di ordinario. Si tratta infatti di un sito pensato per essere osservato, ma allo stesso tempo distrutto. Una vera e propria installazione artistica, contemporanea e digitale.

7Seconds nasce infatti dall’idea di difendere apertamente l’importanza della memoria, tramite un processo di selezione e distruzione delle fotografie presenti sulla piattaforma. Memoria che si sta sempre più affievolendo e perdendo, a causa dell’aumentare del numero di fotografie realizzate tramite gli smartphone.

Come fare quindi per salvare la memoria degli atti che scattiamo? L’artista RicPic propone di selezionare da una griglia di foto da lui scattate una o più foto che verranno visualizzate a schermo pieno solo per 7 secondi e successivamente distrutte per sempre. 7Seconds è il tempo massimo per imprimere nella memoria ciò che scelgo di vedere e selezionare.

Una presa di posizione forte, un atto provocatorio esplicito, qualcosa fuori dagli schemi, nato da una consapevolezza artistica cresciuta e maturata con il tempo: “Sono convinto che se sai che non potrai mai più vedere una foto, ti verrà voglia di godertela e di conservarne la memoria. La bellezza va vissuta e 7 secondi sono una mia personale scommessa: puoi guardare una immagine per 7 secondi e ne conserverai per sempre la memoria senza bisogno di possederle in una memoria fisica.

In questo modo l’attenzione rimane viva, capace di cogliere l’emozione del momento: “Preferisco che le mie foto vengano distrutte, piuttosto che restino inosservate in mezzo a miliardi di foto. Noi siamo fatti di ricordi, dobbiamo averne cura”.

Il primo sito che distrugge la visione

7Seconds è quindi il primo sito nel quale l’utente distrugge ciò che vede. Ma come funziona nello specifico? Tecnicamente è basato sugli indirizzi IP, perciò le distruzioni rimarranno attive per sempre solo per il singolo visitatore. Il motore del sito, studiato ad hoc, prevede poi delle statistiche sulle foto più distrutte. Le immagini che avranno ricevuto il numero più alto di click di distruzione saranno oggetto di una classifica generale, pubblicata in prima persona dall’artista RicPic.

Distruggere ciò che si vede per poterlo conservare meglio, nella maniera più autentica. Questo è in fondo il messaggio principe dell’atto rivoluzionario dell’artista della musica. Se si pensa a un passato più o meno lontano, la domenica era il giorno del “pranzo da nonna“, dove non mancava un momento per raccogliersi e godere della visione degli album famigliari. Per molti ancora oggi l’album delle fotografie è un oggetto prezioso, legato ai momenti più significativi dell’infanzia. Anche se oggi, per tutto ciò, non sembra esserci più tempo.

Si scatta, si pubblica e poi si dimentica. Non ci si prende più cura di ciò che si è voluto immortalare. La fotografia invece richiede visione, conservazione, selezione e, soprattutto, memoria. Fare memoria di qualcosa è un atto intimo e totalmente personale, che richiede un’acquisizione di consapevolezza non irrilevante. 7Seconds è quindi forse un richiamare l’attenzione su una serie di atti necessari e non così scontati, legati al mondo dell’immagine: vedere, riflettere, selezionare, distruggere e conservare.

L’essenza della fotografia è la memoria e senza selezione rischiamo di perderla finendo per subire le immagini distrattamente invece di osservarle e conservarle. Perciò seleziona una mia foto. Voglio che sia tu a fare scomparire le mie foto. Voglio che sia tu a selezionarle per farne memoria. Non il sistema.” 

Marta Barbera

Marta Barbera
Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

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