il liceo classico beni culturali
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Il liceo classico per i Beni culturali sarà il nuovo volto di uno dei percorsi scolastici più formativi e tradizionali della storia del nostro Paese. Per ora si tratta soltanto di un indirizzo paritario disponibile in Toscana, ma con prospettive future interessanti.

In un Paese, come l’Italia, con un patrimonio storico ed artistico così ampio e vasto, un Liceo Classico per i Beni Culturali potrebbe trasformarsi in vera e propria linfa vitale per l’intero comparto.

Liceo classico per i Beni Culturali: la proposta

Il 2020 si sta rivelando un anno spartiacque, protagonista di un momento storico nuovo, sotto diversi punti di vista: sanitario, economico, culturale e personale. Un anno attraversato da una crisi pandemica, che non ha risparmiato nessun settore, un anno forse in cui la parola “investimento” è sinonimo di paura e sconforto. Sopratutto se tale investimento è dirottato verso il mondo del turismo, della cultura e del patrimonio artistico.

Ma una voce controcorrente, lontana da quest’aurea negativa, si è fatta sentire. Si tratta della scuola superiore Cavour Pacinotti di Firenze, che ha voluto introdurre dall’anno scolastico 2020-2021 un nuovo indirizzo liceale: il Liceo Classico per i Beni Culturali. L’Italia è infatti una delle nazioni al mondo più ricche di siti ed attrazioni culturali, si contano circa 4.026 musei, gallerie e collezioni, 292 aree e parchi archeologici, 570 monumenti e complessi monumentali, e tra questi 55 siti sono inclusi nella lista del Patrimonio dell’Umanità.

Non si tratta di cifre irrisorie o poco rilevanti, ma un vero e proprio parterre su cui puntare. Almeno così è stato per il liceo Pacinotti di Firenze. Come si evince anche dal sito, l’intento scolastico è chiaro: “Il Patrimonio Culturale rappresenta l’eredità del passato di cui noi oggi beneficiamo e che trasmettiamo alle generazioni future. Paesi e città d’Italia custodiscono un immenso patrimonio artistico e monumentale, fonte insostituibile di vita e di ispirazione, che oltre a rappresentare una importantissima testimonianza della nostra storia, costituisce al tempo stesso una primaria risorsa economica per il turismo e lo sviluppo del territorio. L’identificazione, la protezione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo rappresentano la missione principale del corso”.

Cosa cambia nella sostanza

Il Liceo Classico per i Beni Culturali presenta un’offerta affermativa molto simile a quella del Liceo Classico tradizionale, con alcuni accorgimenti e con un monte orario leggermente differente. Rimane intatto il monte ore dedicato agli insegnamenti classici: greco e latino, storia e geografia, italiano e filosofia. Mentre cambia l’approccio scolastico allo studio della storia dell’arte. Innanzitutto la denominazione cambia in Storia dell’arte e conservazione dei Beni culturali, con due ore settimanali al biennio, con un progredire di tre e quattro ore al triennio. Inoltre, verranno introdotti gli insegnamenti di: Legislazione dei Beni Culturali e Diritto dei Beni Culturali, a partire dal terzo e quarto anno. Anche l’inglese sarà implementato di un’ora, quindi non più due, ma tre ore per l’intero percorso quinquennale.

Si tratta quindi di un totale di 28 ore settimanali per il biennio e 31 per il triennio. Ma non ci sarà solo teoria e studio al nuovo Liceo Classico per i Beni Culturali, bensì anche partecipazioni attive culturali sul territorio, visite mirate ad alcuni musei e a collezioni sia pubbliche che private. Ci sarà anche la possibilità di partecipare a specifiche attività tecnico operative presso laboratori di restauro, cantieri e botteghe artigiane, creare contatti attraverso conferenze e seminari, mettendo in campo tutto ciò che viene appreso e studiato sui bachi. Il Liceo Classico per i Beni Culturali appare quindi essere un buon punto di inizio per una nuova didattica, basata sia sulla preparazione teorica che pratica, che punta all’inserimento dentro un mondo professionale non più così obsoleto come quello culturale.

Il Liceo Classico per i Beni Culturali, la sfida su cui puntare

Il Liceo Classico per i Beni Culturali appare quindi come una nuova sfida su cui puntare, sopratutto per le nuove generazioni. I papabili scenari futuri, dopo aver concluso questo percorso di studi, possono essere sostanzialmente due: accedere a corsi universitari scegliendo facoltà affini alle materie di indirizzo: facoltà umanistiche, per i beni culturali, antropologiche, filosofiche o legate al turismo e alla formazione. Oppure puntare direttamente sul mondo del lavoro.

Il diploma infatti, conseguito dopo il Liceo Classico per i Beni Culturali, può consentire di operare all’interno di realtà museali, gallerie, associazioni culturali, fondazioni, case d’asta, società di comunicazione, enti di progettazione culturale, società per l’organizzazione di eventi artistici, enti per la valorizzazione turistica e del territorio, con lo scopo di  creare nuovi servizi di fruizione culturale per la società attuale e il nostro Paese.

Ora non resta che sperimentare, valutare e trarre le opportune considerazioni, con l’auspicio di riconsiderare la preparazione liceale in termini costruttivi. Imparando a concepirla come una palestra nella quale crescere, e non un mare aperto nel quale annaspare.

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Marta Barbera

Marta Barbera
Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

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