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La situazione del gioco in Italia sta vivendo una fase particolare, che impone una riflessione, alla luce dei dati ufficiali registrati negli ultimi anni, e in particolare di quelli emersi durante il periodo della pandemia, soprattutto in relazione all’ascesa del gioco a distanza, anche per comprenderne meglio i potenziali fattori di crescita, inseriti in un più ampio contesto di digitalizzazione.

Partendo dai numeri diffusi da ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ex AAMS), il 2020, anno in cui è scattata l’emergenza sanitaria globale, l’intero comparto, sia terrestre che digitale, ha visto una frenata generale, con 88,3 miliardi di spesa contro i 110,5 miliardi del 2019, anche per effetto delle chiusure delle sale fisiche e dei casinò durante i lockdown d’inverno e di primavera.

Il recupero, anche a fronte delle parziali riaperture dei punti di gioco terrestri – sebbene con le dovute misure sanitarie, si è avuto però nel 2021, poiché, sempre secondo i dati ADM, la spesa complessiva nel settore ha raggiunto i 107 miliardi di euro, a cui però hanno contribuito in modo determinante gli operatori online.

Secondo la ricerca “Analisi delle determinanti del gioco, della sua evoluzione e del rapporto tra gioco legale e illegale” presentata in Senato il 26 gennaio scorso da Raffaele Oriani della Luiss Business School, il 55 per cento degli italiani preferisce attualmente il gioco a distanza. Quest’ultimo dato è sostenuto anche da Agimeg (Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco), che, nell’elaborazione dei numeri forniti dai concessionari e dal Dipartimento delle Finanze, ha evidenziato, nonostante il volume totale di raccolta, un calo della spesa – intesa come la differenza tra le puntate e le vincite – che è tuttavia stata trainata dal gioco a distanza, in quanto quest’ultimo prevede dei “payout” (ovvero i pagamenti delle vincite) più alti.

A questo punto si tratta dunque di capire quali siano i fattori di crescita del gioco online legale, oltre agli effetti del Covid e a una crescente digitalizzazione degli utenti, di anno in anno. In aggiunta alla componente “payout” vanno considerati anche il costante incremento di offerta in palinsesto da parte degli operatori con licenza ADM, nonché l’attivazione di bonus e formule promozionali. Si tratta di tecniche di marketing e fidelizzazione utilizzate nei migliori casinò online, di cui fanno parte, ad esempio, i bonus di benvenuto senza deposito (ovvero senza il versamento di denaro reale, per provare i giochi), considerando che l’1,1 per cento degli utenti attivi ha iniziato a giocare sul web durante la pandemia.

Le promozioni sono invece probabilmente dirette e mirate a quel 19,7 per cento di giocatori già possessori di un conto di gioco che hanno incrementato il tempo passato sui casinò online di circa un’ora. Va aggiunto che gli operatori a distanza si avvalgono sempre di più della collaborazione di sviluppatori e software house all’avanguardia, cercando di ricreare, per mezzo dei “tavoli live” e dei croupier virtuali, le atmosfere delle sale fisiche.

Proprio la situazione del comparto fisico, a questo punto, merita un approfondimento, in quanto in attesa, da tempo, di un riordino generale del settore, previsto ormai per i prossimi mesi o comunque una volta assestata la situazione governativa a seguito delle elezioni presidenziali.

Nel frattempo, mentre il nuovo decreto impone l’obbligo di Super Green Pass per l’accesso a sale gioco, bingo, scommesse e casinò – restringendo, di fatto, ulteriormente l’utenza delle sedi terrestri – il Sottosegretario al MEF con delega ai giochi Federico Freni fa sapere, in occasione della presentazione del rapporto di Ipsos-Luiss sul gioco, che il riordino del comparto deve essere preliminare alle gare per le concessioni, aggiungendo che la bozza della Legge Delega sul gioco (attualmente alla Ragioneria dello Stato), entro metà febbraio probabilmente approderà al Consiglio dei Ministri. I punti cardine della legge delega sono la distribuzione razionalizzata delle sedi di raccolta, la certificazione degli apparecchi e l’adeguatezza delle strutture adibite, il tutto di concerto tra Mef e enti territoriali, ma anche il rafforzamento delle misure di vigilanza e delle sanzioni, il cui compito spetta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nella piena tutela della legalità del gioco, compreso quello a distanza.

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