Mais OGM, un nuovo studio italiano scongiura i pericoli per la salute

Il 2017 è stato un anno cruciale per le colture OGM: il 27 febbraio i governi europei sono stati chiamati a votare in merito l’autorizzazione della varietà di mai geneticamente modificato Pioneer 1507, Syngenta Bt11 e MON 810. La gran parte dei paesi coinvolti ha votato a sfavore e, pertanto, non è stato raggiunto il quorum di 16 stati favorevoli rappresentanti il 65% della popolazione europea.

Il nostro paese figura tra le nazioni che si sono dichiarate apertamente a sfavore riguardo l’autorizzazione delle tre varietà di mai OGM. L’Italia spicca per i suoi prodotti genuini e salutari e l’agricoltura italiana è considerata tra le più green al mondo. Le colture OGM avrebbero un impatto negativo sull’immagine del mercato agricolo italiano: è per questo che i ministri della salute Beatrice Lorenzin, delle politiche agricole Maurizio Martina e dell’Ambiente Gian Luca Galletti hanno accolto l’appello delle associazioni ambientaliste vietando la coltivazione di varietà di mai OGM.

Di recente uno studio condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna e l’Università di Pisa dal titolo “Impact of genetically engineered maize on agronomic, environmental and toxicological traits: a meta-analysis of 21 years of field data ha smentito la credenza secondo la quale il mais OGM sarebbe dannoso per la salute umana. I ricercatori dell’Istituto hanno monitorato e analizzato colture di mais OGM dal 1996 al 2016 in Usa, Europa, Sud America, Asia, Africa e Australia.

La ricerca è stata coordinata dalla docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna Laura Ercoli coadiuvata da Elisa Pellegrino, Stefano Bedini e Marco Nuti. I tre studiosi hanno spiegato in breve come si è svolto lo studio in questione. Ecco quanto dichiarato: “La metanalisi si è basata su 11.699 osservazioni che riguardano le produzioni, la qualità della granella (incluso il contenuto in micotossine), l’effetto sugli insetti target e non-target, i cicli biogeochimici come contenuto di lignina negli stocchi e nelle foglie, perdite di peso della biomassa, emissione di anidride carbonica dal suolo”. 

Dai dati emersi dalla ricerca condotta dall’Istituto Sant’Anna e dall’Università di Pisa il mais OGM ha una resa superiore dal 5,6% al 24,5% rispetto a quello tradizionale, aiuta a ridurre gli insetti dannosi e i contaminanti pericolosi negli alimenti come micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%). L’obiettivo dei ricercatori è quello di aumentare la fiducia verso i prodotti geneticamente modificati e i pregiudizi che negli anni si sono susseguiti in merito.

Dopo la pubblicazione di questo studio la comunità di ricercatori e studiosi si è disposta in due blocchi contrapposti: da una parte ci sono quelli che avallano completamente la causa e non possono che gioire alla diffusione di questi dati positivi e dall’altra associazioni ambientaliste come Greenpeace che sostengono con fermezza che questo tipo di coltura costituisce un freno per l’innovazione ecologica in agricoltura creando danni alla biodiversità e al Made in Italy.

Tra i sostenitori delle colture OGM spicca la figura di Giorgio Fidenato, agricoltore friulano che negli anni ha lottato per coltivare questi prodotti. Egli da sempre si è dichiarato favorevole all’agricoltura OGM e nonostante i veti imposti dallo stato italiano ha portato avanti la sua causa. Ecco quanto ha dichiarato: “Dovrò fare una causa allo Stato italiano perché attenta alla mia salute impedendomi di seminare un prodotto sano che non ha bisogno di trattamenti fitosanitari e insetticidi. Sono 20 anni che lo diciamo che non ci sono problemi”. 

Ormai Fidenato sembrerebbe essere un caso non isolato. Negli ultimi mesi ha fatto discutere il progetto di Bill Gates e i membri della sua fondazione “Bill & Melinda Foundation” impegnati nella creazione di una fattoria OGM in Africa per arginare la fame e la povertà in questo continente. L’opinione riguardo l’agricoltura geneticamente modificata col passare degli anni sta mutando e oggigiorno non sembrerebbe essere più vista come una minaccia, ma come un modello da intraprendere per migliorare la resa delle colture e di conseguenza la vita dei cittadini.

Nicoletta Crescenzo

1 commento

  1. Bene, anch’io ho fatto la mia ricerca schierandomi col Compianto Prof, Francesco Sala dell’Università di Bologna. Anch’io mi sono persuaso e schierato PRO OGM contro la superficialità tipica eletta a “regime” di parte della politica politicante nostrana ed europea.
    Nel 2015, infatti,mentre stendevo il testo del mio libro ” L’orto per la famiglia” sposavo in pieno le affermazioni di Sala stimato nel mondo un po meno in patria, in appendice al testo con il titolo “Il punto sugli OGM” pag. 118-126 . Suggerirei a chi ancora reisiste di fronte ad ogni evidenza, di uscire da questo “status di pigrizia mentale”ed accettare la logica delle cose. Siamo già ad una svolta e il fronte del no agli OGM sarà presto travolto ,come da un fiume in piena, dai benefici, da tempo evidenti, a tutta l’umanità. Questioni etiche e commerciali a parte da governare a parte. Ma questa è questione diversa. Il testo è in vendita nelle librerie di Catania e, adesso in distribuzione presso varie biblioteche universitarie italiane. E’ disponibile anche presso l’autore Lorenzo Pietrasanta 3805255363 Email ellepiesse36@gmail.com. Consulare pure il sito http://www.lorenzopietrasanta.it L.P.
    e mail. ellepiesse36@gmail.com.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui