Bonisoli

“Dopo l’estate elimineremo le domeniche gratuite nei musei”.

Così Alberto Bonisoli, ministro dei beni e delle attività culturali nel governo Conte, ha dichiarato martedì 31 luglio durante la sua visita alla Biblioteca Nazionale di Napoli, in occasione della presentazione delle lettere di Giacomo Leopardi appena acquisite dal Mibact.

“Le domeniche gratis – ha spiegato il ministro – andavano bene come lancio pubblicitario ma, se continuiamo così, a mio avviso andiamo in una direzione che non piace a nessuno. Lascerò maggiore libertà ai direttori”.

Tali dichiarazioni hanno scatenato molte critiche, soprattutto dal fronte PD: il primo a commentare la decisione di Bonisoli, è stato Dario Franceschini, ex ministro dei beni culturali, il quale ha invitato il suo successore a riflettere attentamente su quanto annunciato.

Istituita con un decreto ministeriale, insieme con i venerdì ed orario prolungato e le notti bianche, la giornata a porte aperte riguarda ben 420 musei e luoghi culturali statali. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di valorizzare l’immenso patrimonio artistico e culturale di cui dispone l’Italia, dando la possibilità a tutti, di poterlo visitare gratuitamente.

In realtà, da ciò che si apprende nelle ultime ore, sembra che il Ministro Bonisoli voglia semplicemente rivedere l’iniziativa così come questa è stata formulata, ritenuta, a suo avviso, non più applicabile ma è sua intenzione lasciare ai direttori dei musei la facoltà di tenere aperto per qualche domenica all’anno.

Naturalmente, i musei, così come i siti archeologici, sono di tutti in quanto patrimonio culturale, ma essi esigono un notevole sforzo economico per quanto concerne il mantenimento e la sicurezza. Sarebbe opportuno renderli sì accessibili a tutti ma, al contempo, non rischiare di far decrescere la componente economica che occorre al loro stesso mantenimento.

Tuttavia, facendo un rapido calcolo alle stime dei visitatori dei vari musei e siti archeologici nel 2017, sono state oltre 50 milioni le presenze turistiche in queste aree e una quota incassi vicina ai 200 milioni di euro. I dati sono stati registrati ufficialmente dai musei e dai monumenti nel corso del 2017. Cifre che mostrano e sottolineano un forte incremento e un record per quanto riguarda alcune aree o zone spesso poco visitate o conosciute.

Quindi, dei dati assolutamente positivi, che guidano un trend in continua crescita.

Sicuramente tra i siti archeologici più visitati ci sono Pompei e Roma con il Colosseo, che si classificano ai primi posti per numero di visitatori nel 2017.

Proprio di Pompei ha parlato il Ministro Bonisoli, affermando: “chi ci va a novembre? magari la prima o tutte le domeniche di quel mese si può aprire gratis perché non c’è tanta gente. Il problema è quando si viene costretti dal ministero ad aprire la prima domenica di agosto, con migliaia di turisti stranieri che arrivano e pensano che gli italiani siano pazzi perché li fanno entrare gratis”.

Si potrebbe dire che il museo è un’istituzione permanente, essendo un ambiente che per mantenersi ha bisogno di costanza e spazio, di attenzione e integrazione. Una politica attenta e accorta, potrebbe dare molto spazio di cultura in particolar modo alle nuove generazioni. Le attività culturali hanno carattere prettamente idiosincratico così come accade in ambito scientifico, o museale, tendenzialmente sfuggenti a qualsivoglia forma di codificazione e generalizzazione a fronte delle specificità delle singole situazioni e collezioni. Dunque, anche la gestione politica diventa “problematica”, soprattutto quando si affrontano temi così delicati, quali il carattere gratuito dei musei.

È risaputo che l’arte ha un costo, soprattutto in quanto “prodotto culturale”. Dunque la teoria economica, nella proposta del Ministro Bonisoli, potrebbe essere valida: basta andare indietro nel tempo e fare riferimento, nell’ambito della teoria legata all’economia della cultura, ad Arnold Hauser, storico dell’arte belga, il quale elaborò una vera e propria teoria dell’arte, secondo la quale le forme artistiche risultano strettamente collegate ai fenomeni socioeconomici e quindi ai costi stessi che l’opera d’arte in sé presenta. Ecco, quindi, che la proposta del Ministro Bonisoli potrebbe avere un significato di natura economica e trovare una propria collocazione in quella che sembra essere una vera e propria disputa politica senza fine.

Inoltre, facendo sì che tutti possano usufruire di un servizio (in questo caso di un museo, una galleria, un sito archeologico) in modo gratuito, dà un’immagine estremamente sbagliata del valore delle cose, in questo caso dell’arte e quindi della cultura, denigrando in un certo senso il valore che esse rivestono.

È da precisare che la proposta del Ministro Alberto Bonisoli darà libertà di scelta ai vari direttori dei diversi musei. Ogni attività culturale sarà mirata a dare risalto a una caratteristica o a più fattori propri di un dato museo o sito d’interesse, in particolar modo per far sì che essi non perdano valore.

Dunque,  in questo contesto e secondo quanto detto sino ad ora, probabilmente la scelta del Ministro, membro del cosiddetto Governo del cambiamento, porterà ad una serie di diatribe interne tra i vari partiti, tra chi è convinto che sia sbagliato e chi invece appoggia Bonisoli, lasciando però spazio a qualche riflessione positiva e, si spera, a conseguenze vantaggiose.

Pamela Valerio

2 Commenti

  1. Pur apprezzando la profondità e le argomentazioni dell articolo non sono d’accordo con quanto sostenuto
    Trovo che la possibilità di fruire in completa libertà ( e quindi gratuitamente) del patrimonio artistico comune sia un occasione imperdibile per condividere beni di tutti che concorrono a creare un sentimemto di appartenenza comune di cui mi pare si senta sempre più la mancanza.
    Sul profilo economico certo apparentemente vengono a mancare introiti diretti ma credo che l’indotto che ne deriva sia sufficiente a compensare almeno in parte tale mancanza (ingresso gratuito non significa no merchandasing)
    Non dimenticherò mai le sensazioni raccolte nei grandi musei inglesi dove, gratuitamente, intere famiglie si trovano a stupirsi e vivere nell’arte e nella storia…Lì mi è parso che la nazione Inglese trovasse una delle sue radici…

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