Elezioni amministrative 2021: a Bologna è un trionfo per Matteo Lepore centrosinistra
Fonte immagine Repubblica.it

Le elezioni amministrative 2021 a Bologna sono state una partita chiusa fin dall’inizio. Il centrosinistra, guidato da Matteo Lepore, ha vinto contro il candidato di centrodestra Fabio Battistini. Lo scarto tra i due è stato tale che il ballottaggio, previsto tra 15 giorni per Roma e Torino, non si è reso necessario. La battaglia è terminata al primo turno. Non c’è di che stupirsi, comunque, i sondaggi avevano ampiamente previsto il trionfo del centrosinistra in una città tradizionalmente a trazione prima comunista e oggi democratica.

Lo scrutinio vede il candidato Matteo Lepore al 62%, mentre Battistini con ogni probabilità arriverà a poco più del 30%. C’è da dire che il capoluogo dell’Emilia Romagna non era una delle città su cui il centrodestra aveva intenzione di puntare. Si tratta di un terreno difficile, come confermò anche la vittoria di Stefano Bonaccini alle regionali del 2020, nonostante una campagna elettorale serrata da parte di Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni con una Lega in stato di grazia.

Lepore era sostenuto dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle. Si tratta di uno dei due esperimenti amministrativi operati dall’alleanza giallorossa (l’altro è stato Napoli). L’affluenza definitiva è stata del 51%, otto punti in meno rispetto al 2016, quando si attestò al 59%.

Chi è il nuovo sindaco Matteo Lepore

Matteo Lepore, 41 anni, è stato assessore all’Economia nella prima giunta di Virginio Merola, sindaco di centrosinistra uscente, e alla Cultura nella seconda. Ha una lunga carriera amministrativa e milita nel Partito Democratico fin dalle sue origini a Bologna, tanto che nel 2007, anno di nascita del PD, diventò coordinatore del circolo di Savena.

Alle amministrative del 2011 riesce a farsi eleggere nelle fila dei democratici ed ottiene l’incarico all’assessorato dell’Economia e alla promozione della Città. Dopo 5 anni si ricandida e le urne lo premiano come uno dei candidati più votati di Bologna. Una conferma elettorale costante e un secondo incarico amministrativo, questa volta alla Cultura e al Turismo.

Oltre alle cariche amministrative, Matteo Lepore, nel corso della sua proficua carriera politica, ha ricoperto la vicepresidenza della Rete ECCAR (Città Unesco contro il razzismo e la xenofobia), la presidenza della Commissione Innovazione di ANCI Nazionale e quella del Forum Cultura della rete di città europee Eurocities. Durante il suo secondo mandato assessoriale ha anche ricoperto il ruolo di presidente del Comitato di indirizzo della Destinazione Turistica Metropolitana.

Diventa candidato sindaco alle elezioni amministrative 2021 dopo aver battuto alle primarie di centrosinistra, tenutesi il giugno scorso, l’astro nascente della galassia renziana Isabella Conti con quasi il 60% delle preferenze.

Per la stesura del programma elettorale, Matteo Lepore ha dato vita a un percorso partecipato chiamato “La Nuova Fabbrica del Programma” a cui hanno contribuito partiti, associazioni, reti sociali, ricercatori e singoli cittadini. Una serie di incontri e tavoli tematici che hanno dato seguito a circa 1000 proposte. Lepore si è occupato di fare una sintesi di queste posizioni, condensando il tutto in 20 idee programmatiche aventi il fine di rendere la città un polo nazionale per lo sviluppo economico, sociale e punto di riferimento dell’ecosistema urbano del centro-nord.

Tra i punti più importanti, che il nuovo sindaco considera “immediati”, c’è sicuramente la sanità. Si parla di “umanizzare la sanità e riscrivere il sistema sanitario della città, senza frammentazioni”. In sostanza il fine della proposta sarebbe quello di riorganizzare un sistema azzoppato dalla pandemia, potenziando le strutture locali e la sanità territoriale. Nel programma trova spazio anche la scuola. Nello specifico, l’amministrazione si impegnerà ad aprire nuovi asili nido e plessi scolastici. Per i giovani, invece, Lepore si impegnerà a mettere a nuovo un quartiere in zona fiera dove di giorno curare esposizioni e di notte aprire ristoranti e locali alla “movida educata” collaborando con i gestori delle strutture. Ha suscitato interesse anche un’altra proposta del sindaco di centrosinistra, cioè quella di ospitare nella stessa struttura il Tribunale per i minorenni e le sezioni del Tribunale ordinario che si occupano di famiglia, di diritti della persona e di protezione internazionale, creando il “Tribunale dei diritti fragili”, un polo giuridico, culturale e di studio della tutela dei diritti fondamentali.

Le amministrative di Bologna premiano il centrosinistra. Flop della Lega

L’analisi del voto ai partiti è eloquente: nella maxi coalizione, che ha guidato Matteo Lepore al trionfo a Bologna, a sorridere è soprattutto il Partito Democratico. Di quel 60% ottenuto dal candidato, circa il 37% proviene dalla formazione guidata da Enrico Letta. Delude il Movimento Cinque Stelle che non riesce a superare il 4%, dopo che Bugani nel 2016 riuscì a strappare un incoraggiante 16,5%.

Delude il centrodestra, complice una corsa elettorale non entusiasmante e una candidatura del sindaco dettata a livello nazionale. Fratelli d’Italia si conferma, ormai, forza trainante della coalizione, diventando il primo partito del centrodestra con il 12,6%. Seguono la Lega con il 7,76%, la lista di Fabio Battistini con il 4,53% e Forza Italia con il 3,73%.

Tra gli outsider c’è da segnalare l’ottimo risultato di Marta Collot, portavoce di Potere al Popolo, che raddoppia i voti raccolti alle ultime regionali e supera il 3%, la soglia minima per conquistare un seggio nel Consiglio comunale.

Donatello D’Andrea

Classe 1997, lucano doc (non di Lucca), ha conseguito la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e frequenta la magistrale in Sistemi di Governo alla Sapienza di Roma. Appassionato di storia, politica e attualità, scrive articoli e cura rubriche per alcune testate italiane e internazionali.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui