Elezioni amministrative 2021: Beppe Sala si prende Milano al primo turno centrosinistra
Fonte immagine Repubblica.it

Il sindaco uscente di Milano, Beppe Sala, ha trionfato al primo turno delle elezioni amministrative 2021 battendo il candidato di centrodestra Luca Bernardo in un confronto in cui non c’è stata davvero partita. Lo scrutinio ha premiato l’ex dirigente di Telecom, il quale ha ottenuto un poderoso 57%, contrapposto al deludente 32% di Bernardo. Milano è, assieme a Napoli e Bologna, la terza grande città dove il centrosinistra si è imposto senza dover ricorrere al ballottaggio.

Dietro alla riconferma dell’ex manager, ci sono una miriade di motivi che spaziano dalla candidatura completamente sbagliata di Luca Bernardo da parte della Lega di Matteo Salvini, alle divisioni interne del centrodestra che, nonostante avesse affermato di considerare Milano un punto focale del proprio impegno elettorale, non ha di certo compiuto una campagna elettorale entusiasmante. Il simbolo del “disinteressato fallimento” del lavoro di Meloni e Salvini è stato sicuramente uno degli ultimi incontri per sostenere il proprio candidato, quello avvenuto allo Starhotels di Milano, dove la pasionaria romana è arrivata in ritardo e il leader della Lega ha lasciato subito l’incontro per recarsi a Roma. Ma quello appena descritto è stato soltanto l’ultimo degli inconvenienti della campagna elettorale del centrodestra, i quali hanno di sicuro inciso sull’elevata astensione registrata tra i votati del centrodestra, scoraggiati dal nome poco noto del candidato e dal mancato supporto dei loro paladini.

Ovviamente Beppe Sala ha vinto anche per propri meriti. La sua giunta ha ottenuto risultati invidiabili nel corso degli ultimi 5 anni, proseguendo il già ottimo lavoro di Pisapia, trasformando Milano da capitale italiana dello sviluppo economico a città di respiro europeo, all’avanguardia in numerosi settori, tra cui quello dei trasporti, avviando un lavoro di riqualificazione di scali ferroviari e di interi quartieri. Inoltre, il merito politico di Sala è stato anche quello di godere di un consenso trasversale, il quale spazia da centrosinistra alle aree più moderate della destra. Infatti fino a qualche mese fa, l’attuale sindaco non è stato iscritto a nessun partito. Solo di recente ha aderito ai Verdi, sposando la causa (e i voti) degli ambientalisti.

Beppe Sala: una riconferma scontata

I sondaggi, già molti giorni prima del voto, davano la riconferma di Beppe Sala come una cosa scontatissima. Però, come anticipato, ci si aspettava una più strenua resistenza da parte del centrodestra, il quale sperava di avvicinarsi il più possibile alla soglia del 40%, considerato un risultato più che accettabile per una sconfitta dignitosa. Così non è stato e il centrodestra ha incassato la peggior sconfitta alle amministrative di Milano. Dal canto suo, non era mai accaduto che il centrosinistra vincesse al primo turno in questa città.

Come anticipato, quella di Sala è stata una riconferma scontata per diversi motivi. Innanzitutto il suo approccio politico alla cosa pubblica milanese è apprezzato sia dai più abbienti – cioè coloro coinvolti direttamente negli investimenti, eventi e grandi opere – che da coloro che pensano che la grande città debba dedicarsi alle fasce più deboli. Di conseguenza, una campagna elettorale incentrata sulla divisione ideologica destra-sinistra, cioè il classico mantra adoperato da Salvini e Meloni, è perdente in partenza con un candidato trasversale. Per vincere le elezioni amministrative 2021 di Milano, in sostanza, serviva innanzitutto un programma che si fondasse sull’idea di città da voler trasmettere non solo agli elettori del presente ma anche ai cittadini del futuro.

Anche durante la campagna elettorale, l’ex manager si è concentrato maggiormente sul dover garantire una spesa efficace del denaro che giungerà dall’Unione Europea grazie al Recovery Fund, affrontando anche il tema del sviluppo, del decoro e della sicurezza. In tutto ciò, un posto di rilievo lo rivestono le grandi opere e le Olimpiadi Milano-Cortina del 2026, per cui Beppe Sala si è impegnato in prima persona.

Oltre al lavoro compiuto e al programma, ci sono anche motivazioni più squisitamente politiche dietro la vittoria del sindaco di centrosinistra. Le prime analisi compiute in merito al voto affermano che l’affluenza tra gli elettori di centrodestra abbia subito una flessione a causa degli errori, a cominciare da quelli sulla candidatura, compiuti dai leader della coalizione. La scelta di Luca Bernardo, un pediatra avvezzo alla politica della cui campagna elettorale si ricordano solamente le dichiarazioni circa la pistola che si portava con sé in ospedale e le minacce di ritirare la sua candidatura per la scarsità dei fondi destinata dai partiti alla campagna elettorale, non è stata una scelta condivisa da tutti e 3 i leader della coalizione e dal gotha dei partiti. Ad esempio, Bernardo era inviso a Giancarlo Giorgetti e a Silvio Berlusconi. Inoltre, essendo il pediatra il candidato di Salvini, la sonora sconfitta non potrà non influire sui rapporti di forza all’interno della coalizione, in particolare nei confronti della corsa verso la leadership tra Lega e FdI.

Milano va al centrosinistra. Flop Lega e M5S

Prima di rivolgere l’attenzione ai risultati dei partiti, è necessario concentrarsi sui preoccupanti dati relativi all’affluenza. La partecipazione è stata soltanto del 47,69%, la più bassa di sempre a Milano. Non c’è dubbio che le elezioni amministrative 2021 siano state una tornata sotto tono per diversi motivi – dalla pandemia all’insolita collocazione temporale, passando per una campagna non entusiasmante – ma c’è da dire che alla base della bassa affluenza c’è la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti della politica. Nello specifico, agli aventi diritto non interessa più chi debba occuparsi della cosa pubblica, vicina o lontana che sia. Se quello dell’astensione fosse un partito, si può dire che alle amministrative 2021 il vero vincitore è stati lui.

Mettendo da parte questo importante aspetto, c’è da dire che il Partito Democratico è risultato il partito più votato in città con il 33,86% (circa 152mila voti). Segue la Lega che, rispetto alle Europee 2019, raccoglie circa la metà dei voti (10,76%) e rispetto al 2016 perde circa un punto percentuale. Il grande balzo, nel centrodestra, però lo compie Fratelli d’Italia che passa dal 2,42% al 9,76%. Forza Italia, invece, registra l’ennesimo deludente risultato: dal 20,20% al 7%.

Delude enormemente il Movimento Cinque Stelle che passa dai 52mila voti del 2016, corrispondenti al 10%, ai 12mila odierni (circa il 2%). In generale, i grillini deludono un po’ ovunque e tengono botta soltanto grazie all’alleanza con il centrosinistra in alcune città. Le elezioni amministrative 2021 rappresentano l’ennesima tappa di una riflessione profonda circa lo stato di salute del partito.

Da annoverare tra le delusioni anche la lista di Gianluigi Paragone, il quale raccoglie qualche centinaio di voti in più rispetto ai grillini, grazie alla presenza di una seconda lista “Grande Nord” che ha raccolto 608 voti, ma che per una manciata di consensi non è riuscito ad entrare nel Consiglio comunale. L’ex giornalista ha manifestato la sua intenzione di richiedere il conteggio delle schede, dato che lo scarto tra il 2,99% e il 3% richiesto per accedere a Palazzo Marino è minimo.

Donatello D’Andrea

Classe 1997, lucano doc (non di Lucca), ha conseguito la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e frequenta la magistrale in Sistemi di Governo alla Sapienza di Roma. Appassionato di storia, politica e attualità, scrive articoli e cura rubriche per alcune testate italiane e internazionali.

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