Ambiente, un 2017 da dimenticare

Il 2017 si è concluso da poco più di una settimana. Abbiamo salutato il vecchio anno augurando agli altri e a noi stessi, come da tradizione e senza crederci più di tanto, un futuro migliore. Ma oggi parliamo del passato, di quello recente, recentissimo, che a quanto pare è già entrato nella storia. Il 2017 infatti è stato un anno terribile per il nostro pianeta, per l’ambiente che ci circonda e per gli animali, compreso l’uomo, che ne traggono ogni sorta di beneficio.

Partiamo dal 18 gennaio, giorno in cui venivamo a conoscenza del rapporto della Nasa che certificava il surriscaldamento globale, confermando che il 2016 era stato l’anno più caldo di sempre. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) l’anno appena passato verrà invece ricordato come il terzo più caldo della storia. La temperatura media globale registratasi da gennaio a settembre ha raggiunto gli 1,1°C sopra i livelli preindustriali. E’ importante ricordare che l’Accordo di Parigi, firmato da 195 Paesi, prevede un aumento massimo della temperatura globale di 1,5°C, soglia che, come abbiamo appena visto, è pericolosamente vicina.

L’Accordo di Parigi stesso è stato protagonista in negativo del 2017. Il Presidente americano Donald Trump ha infatti ritirato gli Stati Uniti dal piano d’azione globale a favore dell’ambiente, etichettando il surriscaldamento globale come “un invenzione cinese” e nel contempo rinnegando anni e anni di studi scientifici.

L’aumento di temperatura, però, è solo uno dei record negativi raggiunti nell’anno che si appena chiuso. I cambiamenti climatici rendono gli eventi meteo sempre più estremi e ne abbiamo avuto prova durante tutto il corso dell’anno. Abbiamo sentito parlare non poco dell’uragano Irma che ha devastato i Caraibi per poi abbattersi sugli Stati Uniti sud orientali. Quest’ultimo è stato solo uno degli eventi atmosferici estremi avvenuti nel 2017. Durante la stagione degli uragani infatti ci sono state ben 13 tempeste tropicali, di cui 7 si sono trasformate in uragani. Tra questi i più potenti, Irma, Maria, Jose e Harvey, hanno raggiunto la categoria 4 nella scala Saffir-Simpson (sistema di misurazione dell’intensità dei cicloni tropicali) che va da 1 a 5.

Il cambiamento climatico ha riguardato anche l’Europa . Secondo il CNR il 2017 è stato l’anno più secco in Italia dal 1800 ad oggi: le piogge sono infatti diminuite del 30% con gravi conseguenze per le riserve idriche.

Le brutte notizie purtroppo non finiscono qui. I grandi ghiacciai situati nell’Artico e in Antartide risentono maggiormente del surriscaldamento globale e lo dimostra il fatto che negli ultimi 30 anni il Polo Nord si è scaldato più di qualunque altra regione del Pianeta. Secondo la Nasa l’estensione del ghiaccio nell’Artico è diminuita del 2,8% a partire dal 1979, mentre il ghiaccio che circonda l’Antartide è calato di ben 184.000 chilometri quadrati dal 1997.

E che dire della presenza di plastica negli oceani? Il report “Un Mediterraneo di plastica” stilato da Greenpeace indica che negli oceani sono presenti circa 270.000 tonnellate di rifiuti plastici prendendo in considerazione solo quelli che galleggiano e, quindi, escludendo quelli presenti sui fondali marini e sulle spiagge.

Per chiudere abbiamo le sempre più famose emissioni di gas serra. Dopo tre anni in cui erano rimaste stabili nel 2017 queste ultime hanno ripreso ad aumentare. Secondo uno studio condotto da Global Carbon Project, pubblicato in occasione della Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sul clima (Cop23), proprio il 2017 si è chiuso con un totale di 41 milioni di tonnellate di CO2 disperse nell’atmosfera: il 2% in più rispetto al 2016.

Tutto questo ovviamente favorisce la perdita di biodiversità che è ai massimi storici e che ha un impatto diretto sull’uomo. Lo stesso uomo la cui opera è responsabile di tutti i disastri naturali sopra elencati. Aldo Leopold, ecologo statunitense disse “Noi abusiamo della Terra perché la consideriamo come un bene appartenente a noi. Quando vedremo la Terra come una comunità a cui apparteniamo, potremo cominciare a usarla con amore e rispetto“. Proprio così, finché l’uomo si riterrà al di sopra della natura e non parte di essa la situazione peggiorerà sempre di più. Mai come ora l’uomo è padrone del proprio destino.

Marco Pisano

1 commento

  1. un 2017 da dimenticare? Al contrario, da eternamente ricordare per iniziare a proteggere il resto della BIODIVERSITA, vera unica ricchezza, vera unica moneta, di cui siamo debitori, al posto di dollari, euri o bit-coins.

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