Conte-Governo
Fonte immagine: www.ilfattoquotidiano.it

Il Primo Ministro italiano, secondo il recente sondaggio Demos realizzato per Repubblica, gode del 71% di fiducia, un dato che non si era mai registrato da dieci anni a questa parte. Giuseppe Conte è percepito come un leader capace trovatosi in una situazione che, come lui stesso ammette, nessuno aveva mai affrontato prima d’ora. Il consenso verso Conte e il suo Governo è inarrestabile, nonostante soprattutto dal punto di vista della comunicazione ci siano state diverse pecche.

Il modo di esprimersi di Giuseppe Conte è preciso e strutturato, da vero giurista e accademico, soprattutto quando difende i contenuti dei provvedimenti del Governo o quando spiega cosa sono i DPCM e perché possono essere usati in questo periodo. Il suo linguaggio però, è a volte fin troppo articolato e desta un po’ di confusione quando ai cittadini spetta capirne la sostanza.

La situazione è abbastanza complicata per tutti e questo Conte cerca di ripeterlo ad ogni conferenza stampa, invitando al rispetto delle regole ma cercando anche di rassicurare, appellandosi al senso di unità, al sacrificio odierno per il successo futuro e soprattutto a una frase semplice ma di effetto: “Lo Stato c’è” nonostante lo smarrimento di questi giorni.

Smarrimento provocato non solo dal distanziamento sociale, ma anche dal grande flusso di informazioni a cui ci sottopongono politici, virologi, capi della Protezione Civile, governatori regionali, direttori di ospedali, note interpretative del Ministero degli interni e i famosi DPCM da cui spesso è difficile divincolarsi.

Uno dei principali errori che si imputa a Giuseppe Conte e al suo Governo, oltre che il ritardo di certi provvedimenti, è la modalità scelta per la comunicazione istituzionale. Il caso più emblematico è quello della “famosa” diretta Facebook di domenica 22 marzo alle 23.30 circa, durante la quale si annunciava la chiusura di tutte le attività economiche non essenziali.  

Il mezzo, sicuramente inusuale, e poi la sostanza: un annuncio in tarda serata di quella portata, senza specifiche e senza un decreto a cui riferirsi per comprendere quali attività economiche fossero considerate essenziali e quali no secondo i codici ATECO.

Errori dettati dal momento concitato, dal fatto che nei giorni precedenti si fossero tenute lunghe contrattazioni con i sindacati, con pressioni successive alla stessa diretta che ne hanno ritardato ancor più la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, forse per evitare altre fughe di notizie come nelle scorse settimane, in cui in più di un’occasione sono circolate bozze di provvedimenti approvati poi solo in parte.

Questi errori, la confusione e lo smarrimento non sottraggono gli italiani dall’accordare consenso al Governo e a Conte, che ha una percentuale di gradimento che personalmente il premier non aveva mai raggiunto. La popolarità del Presidente del Consiglio si manifesta anche sui social network: ha oltre 2 milioni e mezzo di follower su Facebook e ha raggiunto quota 1 milione di follower su Instagram con tutto il flusso di interazioni e di meme che ciò comporta, unita a un’avvincente attesa per i suoi messaggi tutte le volte che questi vengono annunciati. Sempre secondo il sondaggio Demos in questo periodo anche la fiducia degli italiani nei confronti delle istituzioni e del sistema sanitario è particolarmente alta, mentre risulta molto bassa quella nei confronti dell’Unione Europea che sembra ancora trovare qualche difficoltà nell’elaborare soluzioni univoche, soprattutto dal punto di vista finanziario.

La situazione eccezionale aiuta la narrazione eroica e il paragone con altri politici che si sarebbero potuti trovare al posto di Conte in una situazione del genere e a favore di Conte, paradossalmente, c’è proprio la sua breve esperienza politica che lo esclude dal “peccato originale” del politico di professione, attribuendogli fiducia, competenza e senso di responsabilità.

Nei momenti di emergenza nazionale il rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni tende sempre a crescere, ma è fondamentale che questa percezione garantisca la tenuta dell’equilibrio e il rispetto delle regole. I cittadini riscoprono la politica, il sacrificio personale in virtù della resistenza di un bene comune e quasi incidentalmente si affezionano al proprio leader, lo attendono, lo fanno entrare in casa loro e se ne invaghiscono quasi.

Conte inoltre gode di un consenso così ampio proprio in un momento di inevitabile solitudine nell’arena politica, sia perché il contraddittorio è quasi minimo, con le opposizioni che collezionano una serie di dichiarazioni azzardate, sia perché il confronto con altre figure è pressoché impossibile, vista l’eccezionalità di un’emergenza mai verificatasi.

Sono tutte circostanze che facilitano il giudizio positivo sulle sue decisioni: nonostante le critiche sui ritardi, non gli si può dire che qualcuno aveva o avrebbe fatto meglio di lui, ma è tutto rimandato a quando la politica non sarà più amministrazione e coordinamento ma compromesso, trattativa e campaigning.

Sabrina Carnemolla

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here