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“Oltre Parigi, oltre il 5 maggio. Lazio e Inter eterno gemellaggio”. Questa una delle frasi più celebri che da sempre rispecchia lo storico legame tra la tifoseria biancoceleste e quella nerazzurra, accomunate dalla netta contrapposizione nei confronti delle rispettive “cugine” (Roma e Milan) e, a detta di molti, anche da idee politiche tendenti all’estrema destra. Un sodalizio talmente forte da essere in grado di resistere ad “urti” come quello del 6 maggio 1998, quando, in occasione della finale dell’allora Coppa Uefa, l’Inter di Simoni, trascinata dal solito fenomeno Ronaldo, mise al tappeto i capitolini per 3-0, o quello del 5 maggio 2002, quando una Lazio priva di obiettivi sconfisse l’Inter di Cuper per 4-2 nell’ultima giornata di campionato, consegnando lo scudetto alla Juventus di Lippi. L’ultima conferma dell’indiscusso legame tra tifoserie risale al famoso “scansamose” del 2 maggio 2010, termine riferito all’invito rivolto dai tifosi della Lazio ai propri giocatori a scansarsi nella partita casalinga che li vedeva contrapposti all’Inter, al fine di impedire un eventuale sorpasso della Roma ai danni della squadra all’epoca guidata da José Mourinho, che alla fine la spuntò per 2-0 grazie alle reti di Samuel e Thiago Motta, avviandosi, così, verso la conquista dello scudetto numero 18.

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Fonte immagine: sport.sky.it

Se, da un lato, è difficile dire se nell’ultima occasione citata i giocatori laziali abbiano realmente raccolto l’invito dei propri sostenitori e abbiano spianato la strada all’Inter, dall’altro lato va detto che il legame tra le due squadre è molto più sentito sugli spalti che in campo. Ecco perché siamo abbastanza sicuri che, in occasione del match dell’ultima giornata in programma all’Olimpico, lo storico e sentito gemellaggio non influirà minimamente sul risultato finale, che verosimilmente potrebbe (e salvo sorprese negli ultimi due turni di campionato a danno di una Roma che, in buona sostanza, può dirsi già qualificata) valere l’accesso in Champions per uno solo dei due club. Un obiettivo che entrambe le compagini inseguono da tempo e che non hanno intenzione di farsi sfuggire per l’ennesimo anno.

L’ultima partecipazione dell’Inter in Champions League risale alla stagione 2011/2012, quando nel gruppo ancora presenziava qualche eroe del Triplete realizzato pochi anni addietro. Da quel momento, un filotto di posizionamenti al di sotto della quarta posizione ha impedito ai Nerazzurri di ritornare nell’Europa che conta, causa soprattutto la sistematica mancanza di uno stabile progetto societario, che al termine di ogni stagione sembrava naufragare, portando con sé continui cambi di allenatore, dirigenti e giocatori. Anni difficili che, tuttavia, appaiono in procinto di lasciare il passo a momenti migliori, il tutto grazie ad un dirigente sportivo che ha saputo individuare gli uomini giusti per la rinascita, mettendoli al servizio di un allenatore che, comunque vada, ha dimostrato di saper gestire il gruppo nel migliore dei modi e, in parte, di aver riportato a Milano quel gioco che da troppo tempo mancava. Ciononostante, è proprio l’addio di qualche mese fa del citato dirigente sportivo, l’ex Roma Walter Sabatini, a spaventare tifosi, giocatori ed allenatore, preoccupati dall’eventuale immobilismo che potrebbe manifestarsi sulla finestra di mercato nonostante l’eventuale accesso in Coppa dei Campioni. Quello stesso immobilismo che, probabilmente, aveva già fiutato il vecchio Walter, decidendo di lasciare la nave in anticipo senza dare troppe spiegazioni.

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In termini di immobilismo sul mercato, la situazione potrebbe essere addirittura più spinosa per la Lazio. I sostenitori biancocelesti sono ormai abituati al poco dinamismo sul mercato del buon Claudio Lotito, e temono di poterlo rivivere anche quest’estate, nonostante il tanto sperato approdo in Champions. Eppure, va detto che l’imprenditore romano, comproprietario anche della Salernitana insieme a Mezzaroma, da anni riesce a mettere a segno colpi a basso costo, riuscendo a valorizzarli nel corso degli anni. Il problema è che, una volta valorizzati, tali colpi di mercato finiscono, quasi sempre, per essere rivenduti a cifre nettamente maggiori. Gli esempi passati sono Candreva, Keita, Biglia. Gli esempi attuali potrebbero essere Milinkovic-Savic, Immobile, Felipe Anderson. Si presume, infatti, che almeno uno dei tre potrebbe essere messo sul mercato ed, eventualmente, lasciato partire di fronte ad una offerta irrinunciabile. Tutto ciò stride con il forte desiderio di ritorno in Champions manifestato in ogni occasione dalla tifoseria e dalla città, che gradirebbero rivedere la propria squadra prendere parte alla più importante competizione europea dopo esservi mancati per più di 10 anni, se si esclude la breve parentesi del preliminare della stagione 2015/2016 perso malamente contro il Bayer Leverkusen.

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Fonte immagine: Il Giornale

La Champions League è una competizione che va affrontata con gli uomini adatti e con un progetto societario affidabile, specie dopo la riforma che, per l’appunto, dal prossimo anno vedrà partecipare le migliori squadre dei principali campionati europei. Di fronte a tale scenario, entrambi i club non possono permettersi di sfigurare e farsi trovare impreparati. Ecco perché l’ambiguità societaria che circola in tutti e due gli ambienti lascia un pò di perplessità in merito alle reali capacità dei due club di prendere parte in maniera dignitosa al torneo. La domanda è: Inter e Lazio sono davvero pronte ad affrontare la Champions League?

La risposta è che tutto dipenderà dal comportamento attuato dalle rispettive società nel corso della sessione estiva di mercato, il quale, a sua volta, sarà inevitabilmente condizionato dall’eventuale qualificazione in Champions. Vale sia per l’Inter, che risolverà solo dopo l’ultima giornata le questioni relative a due pedine importantissime come Rafinha e Cancelo (il cui riscatto dipende anche dalla permanenza del gruppo Suning e dai paletti del Fair Play Finanziario), così come per la Lazio, che solo dopo lo scontro diretto deciderà se la verosimile partenza di uno dei suoi top player dovrà essere tamponata con l’arrivo di un giocatore in grado di rimpiazzare al meglio il suo predecessore.

Nel frattempo, l’ambiguità regnerà sovrana in entrambi gli ambienti societari, e mentre i giocatori si preparano a darsi battaglia in campo, quel che è certo è che, chiunque la spunti, il legame tra le due tifoserie rimarrà ancora lo stesso.

 

Amedeo Polichetti

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