Confronto Boldrini Salvini Immigrazione
Foto ANSA

Sono le 20. Per decidere come trascorrere la serata cerco su Google “stasera in tv”, e la mia scelta si riduce a due eventi: Juventus–Tottenham di Champions League o Otto e Mezzo su La7, con l’attesissimo incontro tra Laura Boldrini e Matteo Salvini.
Alla fine propendo per una via di mezzo: decido di guardare il confronto politico e provare a descriverlo come fosse una partita di calcio. E allora la vittoria del confronto non può che andare indiscutibilmente alla tematica dell’immigrazione.

Per la verità, se dovessi scegliere un vincitore tra i due non avrei bisogno dei supplementari per indicare la Boldrini, brava a beccare più di una volta impreparato Salvini.

La candidata di Liberi e Uguali si è dimostrata più abile in difesa, ovvero nel capire il funzionamento della macchina amministrativa — dopo 5 anni di Presidenza della Camera, ne ha ben donde — rimproverando più volte Salvini che la accusava di non aver fatto nulla al governo (vani erano i tentativi di spiegargli che la Boldrini NON era in maggioranza ma all’opposizione) e demolendo il piano del leader della Lega sui rimpatri come era già stato fatto da Maroni pochi giorni fa: senza accordi bilaterali con i Paesi d’origine, nessun rimpatrio è possibile.

Non solo: la Boldrini ricorda anche che la legge attualmente in vigore sull’immigrazione è la Bossi-Fini (voluta dal centrodestra), e che sempre il centrodestra al governo ha emesso due sanatorie che hanno regolarizzato circa un milione di immigrati irregolari. La mia sensazione è che la Boldrini stesse rimproverando a Salvini di non aver sviluppato una capacità cognitiva che di solito si acquisisce sin da piccolissimi, ovvero il rapporto causa-effetto: non tutto quello che accade durante un governo di centrosinistra, è colpa del centrosinistra.

La Boldrini però ha giocato bene anche in attacco: nonostante molti — me compreso — pensassero che il confronto sarebbe stato un dibattito per molti versi inutile tra chi parla alla pancia (Salvini) e chi alla testa (Boldrini), l’ex Presidente della Camera è stata brava anche dal punto di vista comunicativo nel parlare un linguaggio comprensibile alle masse, con la ciliegina sulla torta dei cartelli con gli hashtag (#paroleparoleparole, #risorsesalviniane, #donnenonbambolegonfiabili) per richiamare il modello comunicativo tanto caro al leader della Lega. Notevole anche la capacità di ribaltare lo slogan elettorale della Lega “Prima gli Italiani”«I post di Salvini su Facebook parlano solo di immigrati, pensi un po’ anche agli italiani».

Di certo da questo punto di vista anche il buon Salvini ha contribuito con un paio di autogol clamorosi realizzati soprattutto verso la fine del match, una volta giocata (maluccio) la carta “Io sto con il Paese reale”: quello che una volta faceva con le felpe dedicate alle città, Salvini prova a ripeterlo con la lettera arancione dell’INPS di una ragazza cieca, diabetica e trapiantata, che probabilmente preferirebbe aiuto concreto piuttosto che la strumentalizzazione del proprio caso. Memorabile il «alcune donne vorrebbero smettere di lavorare per fare le mamme» che ha suscitato la reazione infastidita anche di una Lilli Gruber ad onor del vero sempre un po’ tendente verso il team Boldrini; tristemente ironica la risposta alla Boldrini che lo accusava di avere una visione dell’Italia “vecchia e chiusa”, quel «mia nonna è vecchia e stava bene, dormiva con la porta aperta» tormentone dei fascisti nostalgici e che male si sposa con la “dura condanna” nei confronti dell’attentatore di Macerata.

Quello che più ha impressionato del confronto, però, è la quasi totale assenza di temi che non siano inerenti all’immigrazione.

Certo, era chiaro sin alla vigilia che l’attenzione sarebbe stata posta in particolare su questo tema dove i due avversari si sono sempre scontrati in maniera anche piuttosto dura — anche in studio Salvini ha definito «incapace e razzista» la Boldrini, la quale ha risposto che il leader leghista «ha prodotto un’onda di odio» — ma da due esponenti di grande spessore dei rispettivi partiti era lecito aspettarsi un minimo di attenzione in più sugli altri temi della campagna elettorale. Niente.
Più volte la Gruber ha provato a riportare la partita su altri binari, ma il richiamo era sempre troppo forte.

Da questo punto di vista, la Boldrini ha perso la sfida.
Dare l’impressione che l’immigrazione sia l’unico problema in Italia significa da un lato ignorare ancora di più i già sfiduciati cittadini che chiedono risposte su lavoro, sanità, istruzione e mille altre tematiche; dall’altro ingigantire un problema che esiste, ma non ha la portata apocalittica che la destra da anni cerca di raffigurare.

Per questo, anche se la Boldrini ha probabilmente stravinto nel merito, la scia che si porta dietro questo confronto non è del tutto positiva.
E può essere sintetizzata in due battute malinconicamente vere: la Boldrini che dice a Salvini «non avresti fatto politica senza i migranti», e Salvini che augura alla Boldrini di «raccogliere, in termini di voti, ciò che hai seminato».

Una non-vittoria, per citare Bersani, per certi versi simile al pareggio della Juventus con il Tottenham. Magari avremmo fatto meglio tutti, juventini e non, a vedere “Il Principe Libero” su Rai Uno.
Se solo me ne fossi accorto prima.

Simone Martuscelli

2 Commenti

  1. Dal punto di vista meramente comunicatvo una come la Boldrini che parla agli elettori di “eterogenesi dei fini” ha perso il confonto in partenza.
    Salvini mi è apparso molto vicino alle esigenze del paese reale (asili nido, violenza sulle donne) ed ha potuto richiamarsi all’ottima amministrazione leghista (Lombardia) , la Boldrini sembra (è) la tipica rappresentante di una classe politica lontana dai problemi reali del paese.
    Sarà anche piaciuta a certi intellettuali ma l’autocompiacimento non sono voti e i cittadini italiani hanno comunque potuto inquadrare bene i due personaggi ed il paese che vogliono e il 4 marzo lo dimostreranno.

    • Salvini sarà anche vicino alle esigenze del paese reale, ma ha dimostrato di non avere la minima idea di come realizzare le sue proposte… può un candidato Premier non sapere neanche quale ruolo svolge il presidente della Camera?

      PS: eddai però, Salvini vicino al tema della violenza sulle donne… dopo che ha detto che le donne devono stare a casa a fare le mamme anche no, su

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