
Due ventenni americani, due pistole, incisioni che riportano dei messaggi ben precisi sui proiettili e due vittime che simboleggiano tutto quello che di marcio c’è nel “made in USA”. Luigi Mangione e Tyler Robinson non sono soltanto due giovani accusati di aver ucciso due tra le personalità più significative negli Stati Uniti, sono l’esempio lampante e chiaro che negli USA la tanto acclamata democrazia sta fallendo miseramente.
Mangione e Robinson, i sintomi del tracollo
Luigi Mangione, rampollo di una delle famiglie italo americane più ricche degli Stati Uniti, ha ucciso, il 4 dicembre 2024 a New York, il CEO della multinazionale UnitedHealthcare Brian Thompson. Motivazione? La vittima rappresentava un sistema, quello dell’industria delle assicurazioni sanitarie, mafioso e parassitario.
Tyler Robinson, 22enne proveniente dallo Utah, ha ucciso lo scorso 10 settembre nel campus dell’Università dello Utah l’attivista politico e fondatore dell’organizzazione Turning Point Charlie Kirk. Motivazione? Rappresentava l’ala conservatrice più estrema dei repubblicani e sosteneva il diritto di possedere un’arma oltre ad uno stile di vita morbosamente basato sul conservatorismo. Mangione e Robinson, nel compiere quel crimine, non hanno solamente ucciso dei cittadini americani in quanto tali ma hanno voluto eliminare due delle figure più rappresentative delle tematiche che più ostiche della democrazia americana, cioè quella dell’assistenza sanitaria privata e quella relativa al II emendamento della costituzione e del diritto di possedere un’arma.
Sanità e armi: il vero movente degli omicidi
Sarebbe potuto trattarsi di un poliziotto, di un politico di un colore diverso dal proprio o di qualsiasi altro esempio che racchiude questi due omicidi nella classica diatriba tra popolo e potere. Invece negli omicidi compiuti dai due giovani americani il simbolismo è evidente. Le vittime di questi crimini, attraverso le loro professioni, erano sostenitori del classico “made in USA” in cui l’assistenza sanitaria rappresenta un privilegio che solo chi ha la possibilità di pagare può permettersi e in cui si pensa che sia giusto possedere un’arma da fuoco e farne un uso strettamente personale.
Luigi Mangione ha sparato appositamente al CEO della multinazionale americana che ha registrato il più alto tasso di ritardi o negazioni dei pagamenti delle prestazioni sanitarie diventando così uno dei colossi più ricchi degli Stati Uniti. Così come Mangione, anche Tyler Robinson ha sparato a colui che riteneva che in un’America in cui le armi sono nelle mani dei cittadini, qualche “vittima collaterale sarebbe stata più che normale”.
Compiendo questi omicidi dal carattere strettamente politico, Mangione e Robinson invece che passare agli occhi del mondo come due assassini sono riusciti a polarizzare l’opinione pubblica tra chi li condanna e chi li idolatra. In una democrazia sana, tutto questo avrebbe portato solo stupore e indignazione verso coloro che “si fanno giustizia da soli” e invece non è stato così. I sondaggi, lo slogan “free Luigi” o l’ironia attraverso contenuti social sulla morte di Kirk hanno acceso un faro su questo fenomeno dei “vendicatori solitari”: giovani dalle vite apparentemente agiate o tranquille che, invece di esercitare la democrazia unendosi o manifestando, scelgono di farsi giustizia da soli uccidendo.
La violenza e il decadimento del dialogo democratico
La storia di Mangione e Robinson (e la fanbase che si è generata intorno alla loro figura) sono la prova che i cittadini non credono più che i metodi classici della democrazia come votare, protestare o discutere possano davvero cambiare le cose.
Quando due giovani preferiscono sparare invece di indire una petizione o manifestare, significa che vedono il sistema politico come bloccato e controllato solo dai potenti (il CEO o il leader politico).
In più, il modo in cui la gente reagisce a questi omicidi, con alcuni che condannano e altri che li festeggiano sui social, peggiora le cose. In una democrazia che funziona, un atto violento unirebbe tutti contro chi l’ha commesso. Invece, in America, la violenza diventa solo un altro modo per dividersi. Il “vendicatore solitario” è la triste dimostrazione che la democrazia ha perso la sua capacità di gestire i conflitti in modo pacifico e civile, trasformando i cittadini arrabbiati in giudici e carnefici che si fanno giustizia da soli.
Benedetta Gravina
















































