Le disuguaglianze economiche e le mafie sono fatti l'uno per l'altro
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Mentre la comunità internazionale sta tentando di fronteggiare la crisi sanitaria prodotta dal Covid-19, le disuguaglianze economiche all’interno della società stanno iniziando a diventare sempre più marcate. Da una parte, i Tech Giants stanno crescendo esponenzialmente, dato che lo smart working e il boom dello streaming stanno facendo impennare le azioni di multinazionali come Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google. Dall’altra, l’economia reale composta da tutti gli esercenti commerciali sta soffrendo le restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia. Ne consegue che il contributo delle tech-corporation nell’aumento delle disuguaglianze è cruciale, ed il divario economico tra classi sociali può accrescere, in modo esponenziale, il ruolo delle mafie all’interno della società.

Libera contro le mafie ha dichiarato che la situazione che stiamo vivendo è “la tempesta perfetta”, poiché si stanno andando a creare le condizioni ideali per l’intervento delle organizzazioni criminali. Questa emergenza sanitaria, infatti, si sta rivelando essere la migliore alleata di tutti quegli affari che hanno bisogno di oscurità per procedere in modo spedito. In economie come quella italiana, messe a dura prova dal virus e già caratterizzate da esasperate disuguaglianze, le mafie potrebbero mettere a disposizione il proprio denaro senza incontrare grandi ostacoli. Rilevazioni statistiche riportano che il giro d’affari delle organizzazioni criminali è immenso: solo la ‘ndrangheta computa circa 60 miliardi di euro all’anno, la camorra tra i 20 e i 35 miliardi. Questo significa che la massa di denaro di cui dispongono questi soggetti è talmente ingente, che permetterebbe di rimpiazzare i fondi europei, in modo tanto celere quanto conveniente. I controlli antiriciclaggio, di fatto, possono essere efficaci quando ci si trova in una situazione economica positiva, ma quando manca liquidità e i consumi cominciano inesorabilmente a ridursi, il denaro torna ad essere utile a chiunque, senza guardare alla sua provenienza.

Disuguaglianze in Italia. Fonte: www.ilsole24ore.com

Dunque, come dichiarato dal capo della Polizia Franco Gabrielli: «Le mafie, potrebbero cannibalizzare i settori in crisi per il Covid ed insinuarsi nell’economia legale». Le organizzazioni mafiose, infatti, sono tra le strutture meglio organizzate per sostituire lo Stato e offrire i propri servizi senza essere intralciate da vincoli burocratici. Innanzitutto, il rischio è rappresentato dal doping finanziario, ossia dall’immissione sul mercato di capitali che vanno a sostenere e rigenerare i settori in crisi. In questo momento di difficoltà, tali soggetti criminali potrebbero insinuarsi nelle gare pubbliche e nelle compagini societarie delle imprese in difficoltà. Basti pensare alle sole RSA che, dopo il dramma delle migliaia di morti da contagio in tutta Italia, necessitano di grandi capitali per la ristrutturazione secondo le nuove norme di sicurezza. Con loro, praticamente ogni attività che opera nel commercio.

Inoltre, le organizzazioni criminali possono promuovere un distorto welfare alternativo, ovvero più consistente rispetto a quello varato dal governo, che potrebbe interessare moltissime aree e strati della popolazione già segnati dalle disuguaglianze socio-economiche. In Italia, 3,7 milioni di persone lavorano nell’economia sommersa, il che significa che non ricevono alcun tipo di reddito da diversi mesi e non hanno idea di quando potrebbero ritornare a lavorare. Se lo Stato non interverrà presto per aiutare queste persone e tutte le altre che riversano in condizioni simili, tali organizzazioni forniranno i loro servizi e in cambio imporranno il loro controllo. Per questo motivo Federico Varese, professore di criminologia all’Università di Oxford, afferma che: «Le mafie non sono solo organizzazioni criminali. Sono innanzitutto organizzazioni che aspirano a governare territori e mercati. I commentatori spesso si concentrano sull’aspetto finanziario delle mafie, ma tendono a dimenticare che la loro forza deriva dall’avere una base locale dalla quale operare».

Disuguaglianze in Italia. Fonte: www.istat.it

Dunque, meno verrà sostenuta l’economia reale provata dalla pandemia, più potere sarà lasciato alla criminalità organizzata. Per questo motivo, il governo spagnolo ha deciso di aumentare del 2% la tassazione sui redditi da lavoro superiori ai 300 mila euro l’anno e di innalzare del 3% il prelievo sui redditi da capitale che superano i 200 mila euro. Un provvedimento non solo dall’alto valore simbolico e politico, ma anche teso a diminuire, in modo concreto, le disuguaglianze economiche tra ricchi e il resto della popolazione. Le risorse, infatti, contribuiranno a finanziare un ingente piano di investimento per rilanciare il paese e le varie misure redistributive. La Spagna ha deciso di ridistribuire la ricchezza e combattere le disuguaglianze, piuttosto che ricorrere ai fondi del Mes o utilizzare i prestiti del Recovery fund. L’Italia, invece, sembra aver scelto di percorrere un’altra strada, che si avvicina pericolosamente a quella delle mafie.

Gabriele Caruso

Greenpeace

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