La street art per il sociale
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“Street Art For Rights”: il festival del muralismo

Anche quest’anno la capitale ha aperto le porte ad un festival che dal 2020 si fa portavoce di un’emergenza sociale, politica, ambientale sempre più dilagante. Il progetto, intitolato “Street Art For Rights“, è organizzato dall’Associazione culturale Taste&Travel e fa parte delle attività sviluppate da MArteSocial che si occupa di sensibilizzare su problematiche sociali attraverso progetti artistico-culturali che possano avere un impatto incisivo e positivo sui cittadini. Street Art For Rights è difatti un programma triennale volto alla creazione di un museo a cielo aperto, pubblico e gratuito, in grado di smuovere la coscienza dell’osservatore. Protagonisti del progetto sono i Sustainable Development Goals (SDGs), ossia gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Credit: Agenzia per la Coesione Territoriale

Gli artisti delle tre edizioni

La prima edizione ha visto collaborare gli street artist Moby Dick, Diamond e Solo, impegnati nella realizzazione di opere volte al contrasto della povertà e all’esaltazione del benessere in tutte le sue forme.

La seconda edizione ha conosciuto Lia Russi, Oblo, Stereal, i tre artisti Hoek, Tea Boy e Sart, il collettivo Micidial Crew, e Virginio Vona. I goals trattati hanno illustrato il diritto all’istruzione, all’igiene per tutti, all’energia pulita e accessibile, al lavoro dignitoso, alla parità di genere, all’innovazione nell’impresa e nelle infrastrutture.

Alla terza edizione hanno preso parte artisti provenienti da diversi ambiti della scena dell’arte urbana contemporanea nazionale e internazionale, e sono stati selezionati non solo per l’impatto artistico delle loro opere, bensì anche per l’impegno civile dimostrato nel tempo.

  • Obiettivo 10, ridurre le disuguaglianze: Attorep è uno street artist italiano le cui opere invitano a riflettere sulle relazioni umane sempre più “liquide” a causa di un individualismo e di un rifiuto verso la diversità, preoccupanti in particolar modo tra i giovani.
  • Obiettivo 11, città e comunità sostenibili: Davide Toffolo è un illustratore, cantautore e chitarrista, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e tratterà il tema dell’inquinamento attraverso la satira.
  • Obiettivo 12, consumo sostenibile: Etnik, svedese, con le sue illustrazioni geometriche e sottosopra vuole rappresentare l’equilibrio precario dell’essere umano e l’incessante velocità del mondo contemporaneo.
  • Obiettivo 13, lotta al cambiamento climatico: Fabio Petani con le sue storie sulla natura che pongono riflessioni sui cambiamenti climatici.
  • Obiettivo 14, vita sott’acqua: Barbara Oizmud, fotografa e illustratrice italiana, rappresenterà miti ed eroine surreali ma al tempo stesso simboli della realtà dei nostri giorni.
  • Obiettivo 15, vita sulla terra: Natalia Rak, proveniente dalla Polonia, particolarmente sensibile alle tematiche e alle legende legate alla natura.
  • Obiettivo 16, pace giustizia e istituzioni solide: Manuela Merlo, street artist spagnola, si cimenterà nella raffigurazione simbolica dell’ago della bilancia della giustizia.
  • Obiettibo 17, partnership tra gli obiettivi: NSN997, gruppo di origine spagnolo, con i loro pattern grafici capaci di far riflettere sulle relazioni e la multiculturalità.
Attorep per l’obiettivo 10
Credit: Culturaliart.com
Natalia Rak per l’obiettivo 15
Credit: Culturaliart.com
Manuela Merlo per l’obiettivo 16
Credit: Culturaliart.com

Nella street art si fondono dunque l’arte ed il rispetto per l’ambiente e per la persona. Il fine ultimo consiste difatti nel riqualificare il territorio urbano attraverso la creazione di opere d’arte che contrastino il grigiore dell’area e dell’anima con forme e colori che celano al tempo stesso messaggi di carattere sociale, senza censura alcuna. A sostegno del nostro pianeta, il progetto prevede l’utilizzo – da parte degli street artist – di vernici AirLite, una pittura innovativa che mira a combattere gli agenti inquinanti purificando l’aria. Si tratta di una vernice in polvere a cui, aggiungendo dell’acqua che contiene biossido di titanio in grado di attivarsi a contatto con la luce, trasforma gli agenti inquinanti in molecole di sale.

Ogni murale sarà poi contrassegnato da un QR Code in grado di fornire maggiori informazioni sulle caratteristiche dell’opera: il luogo ove è stata realizzata, l’obiettivo specifico, valori a cui tende. Questo perché uno dei punti nevralgici del progetto è il coinvolgimento della comunità. A conclusione del progetto, verranno infatti promosse due passeggiate sostenibili nei quartieri di Corviale e Settecamini che consentiranno ai cittadini di osservare il cambiamento estetico della propria città, a cui corrisponde la speranza di un cambiamento anche morale e sociale.

Giunti alla fine di questo meraviglioso viaggio nel tempo, nell’arte e nelle problematiche quotidiane, Street Art For Rights ha pensato di aggiungere un ulteriore obiettivo, il GOAL 0 che vorrebbe rappresentare il percorso di realizzazione di queste opere oggi presenti sul territorio. “Goal 0” sarà difatti il titolo dell’esposizione fotografica conclusiva presso la Galleria MITREOISIDE di Corviale, resa possibile grazie all’occhio attento delle fotografe che hanno seguito gli street artist durante i lavori, le bozze donate da questi ultimi, e altri contenuti relativi agli eventi.

48×50 Segnalibri: street art a Napoli

Anche Napoli quest’anno si è resa protagonista di un importante evento artistico-culturale intitolato “48×50 Segnalibri“. La mostra, prodotta da INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana – e Fondazione Valenzi – istituzione internazionale promotrice della cultura e del dialogo – pone a dialogo per la prima volta due precedenti collezioni: 48 opere di graffitismo di 24 artisti esposte nel 2005 e 50 opere di 25 street artist esposte nel 2017. Tra i graffiti writers in mostra abbiamo Airone, AtomUan, Bean One, Cyop, Demon, Diamond, Dropsy, Eno, Iabo, Kaf, Kayone, Kemh, Ozon, Phato, Polo, Pope, Rae Martini, Slork, Stand, Verbo, Wany; tra gli street artist e i muralisti, invece, Alberonero, Bifido, Camilla Falsini, Corn79, Flycat, Geometric Bang, Luigi Loquarto (Gig), Giorgio Bartocci, Giulio Vesprini, Gola, Gue, Ironmould, Kerotoo, La Fille Bertha, Loste, Matteo Brogi, Mr. Fijodor, Orticanoodles, RMOGRL8120, Rosk, Zeus40.

48×50 Segnalibri
Credit: FondazioneValenzi.it

Durante la prima esposizione, intitolata “Quarantotto Segnalibri“, 24 graffiti writer italiani riprodussero alcune delle proprie opere su due supporti rettangolari, poi stampati e trasformati in segnalibri d’artista. L’esperimento venne ripetuto nel 2017 con la seconda esposizione, intitolata “Cinquanta Segnalibri“, che coinvolse 25 street artist ed autori del nuovo muralismo.

Cinquanta segnalibri
Credit: FondazioneValenzi.it

Oggi le opere confluiscono all’interno di una stessa mostra, visitabile presso la sede della Fondazione Valenzi, e presentano tre livelli di lettura: in un primo momento si può notare l’evoluzione dei graffiti dai pezzi in miniatura al concettuale; successivamente il riferimento va alla street art e al nuovo muralismo con le sue tecniche e i suoi stili; infine, viene messo in evidenza il rapporto tra le due correnti.

«Graffiti writing, street art e nuovo muralismo stanno vivendo soprattutto negli ultimi anni una stagione d’importante apprezzamento anche istituzionale e popolare – afferma Luca Borriello, direttore di INWARD – che si accompagna al loro valore culturale e artistico già consolidato da decenni presso esperti e studiosi.»

Solo qualche tempo fa, il sindaco di Salerno sottolineava l’importanza dell’arte di strada perché considerata una denuncia sociale visiva, in grado di spostare l’attenzione su tematiche rilevanti quali la disuguaglianza che spesso sfocia in episodi di violenza, l’inquinamento atmosferico che si ripercuote sul benessere fisico di noi tutti, e tante altre ancora. Ad “imbrattare i muri” non sempre sono i “vandali”; tra questi vi sono anche gli artisti, e l’arte ha il potere di far colpo sull’occhio e nel cuore del passante.

Pugliese, classe 1997. Da bambina sognavo di diventare una giornalista, o magari una scrittrice. Oggi sono invece un'educatrice, specializzata nel disagio sociale, con la passione per la scrittura. E non solo.

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