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Rosatellum: come si vota il 4 marzo? Questa domanda diventa sempre più importante con l’avvicinarsi del voto. La legge 165/2017, infatti, è tutt’altro che semplice – tanto che più partiti pensano ad una modifica nella prossima legislatura – ed anche un’operazione rapida come l’apposizione di una X su una scheda richiede una riflessione sulla propria preferenza, espressa non più (solo) in base ad un programma o ad un’appartenenza, ma anche rispetto ad un candidato nel collegio uninominale, ad una soglia di sbarramento da superare, ai rapporti di forza con gli alleati nel collegio plurinominale ed al fatto di non poter esprimere preferenze, e dunque essere costretti a prendere tutto il pacchetto “così com’è”.

Al fine di rendervi la vita un po’ più semplice e di fare in modo che il vostro voto sia espresso in maniera consapevole, Libero Pensiero News vi offre una guida rapida ai meccanismi di base del Rosatellum ed alle modalità di voto.

Come funziona il Rosatellum?

Innanzitutto, è bene ricordare che l’articolo 56 della Costituzione riserva 12 seggi della Camera alla circoscrizione Estero, e che l’articolo 57 ne riserva 6 del Senato alla medesima circoscrizione Estero. Il Rosatellum, pertanto, assegna tramite il voto dei cittadini residenti in Italia 618 seggi alla Camera e 309 seggi al Senato.

Di questi seggi, 232 alla Camera e 116 al Senato sono aggiudicati tramite collegi uninominali: il candidato che riceve più voti all’interno del proprio collegio, anche solo con un voto di vantaggio rispetto al secondo, sarà eletto direttamente in Parlamento. Non è previsto infatti, in nessuna circostanza, un ballottaggio tra i due candidati più votati.

I restanti 386 seggi alla Camera e 193 al Senato, invece, saranno ripartiti tramite i collegi plurinominali, regolati da un meccanismo complesso basato sul principio proporzionale: superano lo sbarramento le liste singole che ottengono a livello nazionale almeno il 3% dei voti e le coalizioni che ottengono almeno il 10% dei voti, ma partecipano alla spartizione dei seggi anche le liste delle minoranze linguistiche che superano il 20% dei voti nelle Regioni a statuto speciale. Le liste collegate a coalizioni, se a livello nazionale raccolgono tra l’1% ed il 3% dei voti, aumentano il numero di voti in favore della coalizione, pur non partecipando alla spartizione dei seggi – a meno che non raggiungano il 20% dei voti in una Regione.

Sembra abbastanza complicato già così? Bene, perché ulteriori complicazioni arrivano al momento di determinare il metodo di ripartizione dei seggi, che tiene conto delle parti intere dei quozienti e dei più alti resti, dettagli tecnici certamente importanti ma che, per chi fosse interessato, è possibile leggere e comprendere nel testo della legge – trattazione che risparmiamo a noi ed ai lettori.

Come si vota il 4 marzo?

Con l’esclusione di Lazio e Lombardia, dove si aggiungerà anche una scheda per l’elezione del Consiglio Regionale e del Presidente della Giunta, gli elettori riceveranno 2 schede, una per la Camera dei Deputati ed una per il Senato della Repubblica.

Vediamo, con l’ausilio delle immagini, come si vota secondo quanto disposto dal Rosatellum.

rosatellum come si vota candidato
Caso 1: voto espresso solo al candidato all’uninominale

È valido il voto espresso solamente al candidato nel collegio uninominale. In questo caso, verrà assegnato un voto al candidato nel collegio uninominale ed un voto alla coalizione nel collegio plurinominale.

rosatellum come si vota lista
Caso 2: voto espresso solo alla lista a sostegno del candidato

È valido il voto espresso solamente alla lista a sostegno del candidato nel collegio uninominale. In questo caso, verrà assegnato un voto alla lista nel collegio plurinominale ed un voto al candidato nel collegio uninominale. Il voto alla lista, inoltre, sarà conteggiato nel totale dei voti alla coalizione.

rosatellum come si vota lista e candidato
Caso 3: voto espresso sia al candidato all’uninominale che alla lista a sostegno

È valido il voto espresso sia al candidato nel collegio uninominale che alla lista a sostegno del candidato nel collegio plurinominale. In questo caso, verrà assegnato un voto al candidato nel collegio uninominale ed un voto alla lista nel collegio plurinominale. Non verrà invece conteggiato il voto nel totale della coalizione, per quanto riguarda la ripartizione delle quote proporzionali — per esempio, il voto assegnato a +Europa in caso di mancato superamento della soglia di sbarramento non verrà conteggiato a favore del Partito Democratico che pure è nella stessa coalizione.

rosatellum come si vota plurinominale
Caso 4: voto espresso al candidato nel collegio plurinominale

Non è valido il voto espresso ad un candidato nel collegio plurinominale. Nel collegio plurinominale legato alla ripartizione proporzionale, infatti, i candidati sono inseriti in un listino bloccato, e possono essere eletti solamente in base ai voti raccolti dalla loro lista ed esclusivamente in base alla loro posizione nella lista: è questo quanto previsto dal Rosatellum. I nomi riportati, difatti, sono un “promemoria” all’elettore, ed una croce sul loro nome renderà la scheda nulla.

rosatellum come si vota voto disgiunto
Caso 5: voto espresso al candidato nel collegio uninominale e ad una lista non collegata

Non è valido, infine, il voto espresso ad un candidato nel collegio uninominale e ad una lista appartenente ad altra coalizione, ovvero la pratica del cosiddetto “voto disgiunto, comune nelle elezioni amministrative ma non prevista dal Rosatellum. O si sceglie il candidato o si sceglie una lista, pena l’annullamento del voto.

Simone Moricca

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