Fairy Oak Elisabetta Gnone
fonte: Zerochan.net

Elisabetta Gnone, scrittrice, giornalista e autrice della trilogia “Fairy Oak”, è la donna che ha segnato l’infanzia e l’adolescenza della generazione degli anni ’90 e che continua, grazie al successo della sua penna, ad accompagnare in luoghi impervi e fantastici i bambini e i ragazzi di oggi.

Dopo esser entrata nella Walt Disney Company e aver collaborato con il settimanale Topolino, inizia a lavorare al sorprendente progetto di W.I.T.CH., dando vita ad una serie di fumetti che diventeranno un successo mondiale e che ispireranno anche la serie animata omonima di produzione francese.


Ma nella fantasiosa mente di Elisabetta Gnone c’era ancora spazio per altre storie in mondi magici e in realtà eteree. Con la trilogia Fairy Oak (Il segreto delle gemelle, L’incanto del buio e Il potere della luce) riesce quindi a dar consistenza ad una nuova storia di streghe e di amicizia, ma con un tono e uno stile completamente differente da quello della sua precedente produzione. Anche in questo caso il successo è stato assicurato tanto da pubblicare, a trilogia conclusa, una collana di altri due romanzi (I quattro misteri e Un anno al villaggio- il diario di Vaniglia e Pervinca) atti ad una descrizione ancor più completiva dell’universo di Fairy Oak.

«Fairy Oak è un villaggio magico e antico, nascosto fra le pieghe di un tempo immortale. A volerlo cercare, bisognerebbe viaggiare fra gli altopiani Scozzesi e le scogliere Normanne, in una valle fiorita della Bretagna, fra i verdi prati irlandesi e le baie dell’oceano. Il villaggio è abitato da creature magiche ed esseri umani, ma è difficile distinguere gli uni dagli altri. Infatti, fate, maghi, streghe e cittadini comuni abitano quelle case di pietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa più caso alle reciproche stranezze. E dopo tanto tempo, tutti si somigliano un po’! A parte le fate, che sono molto, molto piccole e luminose…e volano!I maghi e le streghe della valle le chiamano per badare ai piccoli del villaggio. Questa storia è raccontata proprio da una di loro: Felì, la fata delle due gemelle Vaniglia e Pervinca.»

Elisabetta Gnone presenta in questo modo, al lettore di Fairy Oak, la nuova dimensione in cui sta per immergersi, un mondo fatto di armonia, di diversità, di convivenza e di amore. Un mondo di luce ma raccontato in modo così nitido da sembrare quasi di poterlo toccare, di poterlo scovare tra i boschi e di poterlo vivere. A spiccare è proprio l’atmosfera familiare e confortevole, che ricorda un po’ quella che si respira tra le pagine di un buon romanzo di Harry Potter: il tepore del camino acceso e degli ampi abiti nascosti dai lunghi mantelli, le torte alla carota, il pan di zenzero e la cannella, l’odore dei libri antichi e i fiori che incorniciano i sentieri, una raggiera che conduce alla grande quercia fatata intorno alla quale il villaggio è cresciuto.


Ma la vita a Fairy Oak non è sempre stata così felice. Il Signore del buio trama infatti costantemente per distruggere la luce e la difesa è affidata ai Magici, che già in passato sono riusciti a respingerlo. Il male non è semplice da opprimere, si insinua tra loro provocando contese e l’antica alleanza vacilla. La speranza è incarnata nelle mani di Vaniglia e Pervinca, due streghe gemelle nate rispettivamente a mezzogiorno e a mezzanotte; la prima dolce, radiosa e affettuosa, l’altra solitaria, burbera e tenebrosa.
Solo con la maturazione scopriranno di essere due facce della stessa medaglia: una strega della luce e una strega del buio.

La trilogia “Fairy Oak” accompagna i lettori nella loro crescita, facendo loro affrontare le gioie e i dolori di due bambine inconsapevoli che a man mano diventeranno due eroine col peso del mondo sulle spalle. Il racconto in prima persona della piccola fata baby-sitter Felì apre parentesi di saggezza e di preoccupazione quasi materna, affiancate a continue pause didascaliche pronte a narrarci la storia passata, il finale temuto e quello che tutti si augurano.

Nel complesso Elisabetta Gnone ha creato una lettura per ragazzi costruttiva in cui vengono messi in discussione i principi di libertà e di giustizia. Il mondo fatato è messo in pericolo da un oscuro dittatore e bisogna lottare strenuamente per non cadere sotto il suo gioco e sotto tutte le sue tentazioni. I valori dell’amicizia, della famiglia e dell’originalità che crea continua diversità sono pilastri che arricchiscono e che riempiono di sorrisi le nostre vite, quella luce che rende il mondo un posto migliore.
Pervinca, con il suo cuore buono ma attirato continuamente verso l’oscurità, è il disegno dell’ambivalenza umana, di un animo curioso, profondo, audace. Tutti abbiamo paura e crediamo di non farcela,tutti siamo tentati a cedere a compromessi allontanandoci dal bene comune, ma sta a noi capire come uscire dalla voragine che ci creiamo continuamente, come indirizzare l’oscurità che abbiamo dentro verso opere buone.

Il villaggio di Fairy Oak si compone inoltre di una serie di maschere umane, ognuna con la propria storia (il misterioso ex marinaio, i pettegoli del villaggio, la stravagante e dolcissima ragazzina, il ragazzo solitario ed affascinante etc…), ma nello specifico è interessante scoprire man mano come la paura si insinua nel cuore di questi uomini e come, degli adulti, tendano a crearsi continui capri espiatori. Shirley Poppy sarà uno di questi. Elisabetta Gnone ci descrive infatti una ragazzina stramba, orfana di madre e figlia di un pittore. Vive in una fattoria lontana dal centro, dettaglio che fa aumentare le occhiatacce dei suoi concittadini, troppo impegnati a giudicare dalle apparenze per capire che invece avevano davanti una creatura straordinaria, una delle chiavi per la loro salvezza.

Alessia Sicuro

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Laureata in lettere moderne e laureanda alla facoltà di filologia moderna dell'università Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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