Europa

No, non è la tua Europa.

È la nostra.

È quella dei sognatori, quelli che hanno abbracciato l’idea di riunire insieme tutti i popoli facendo così da argine alle tirannie ed ai totalitarismi. Quella di coloro che, avendo di fronte solo le macerie della guerra, hanno creduto che un nuovo ordine fondato sulla democrazia e la sovranità popolare fosse possibile.

È quella di coloro che hanno sognato un continente libero e unito. Quelli che hanno visto il superamento dell’autarchia e del nazionalismo come presupposto per la creazione di un progetto di Unione che potesse portare al benessere sociale ed economico collettivo.

No, non è la tua Europa.

Non è quella dell’Italia agli italiani. Non è quella della centralità della patria e della nazione. Non è quella della difesa dei confini e delle coste. Non è quella delle frontiere. Non è quella dell’orgoglio nazionale e del made in Italy.

È la nostra.

È quella del trionfo delle tendenze democratiche. Quella della restituzione al popolo degli imprescrittibili diritti di autodeterminazione.

È quella di coloro che hanno lottato e continuano a lottare contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali, per condizioni più umane di vita. È quella di coloro che hanno pensato che le distanze fra le posizioni di partenza nella lotta per la vita dovessero essere ridotte al minimo. È quella della solidarietà sociale. Quella dove tutti, incondizionatamente, possano o non possano lavorare, hanno diritto a un tenore di vita decente.

È quella di una vita economica liberata dagli incubi del militarismo e del burocratismo nazionali, in cui tutti possono trovare liberazione. È quella dell’emancipazione della classe lavoratrice, oppressa dal dominio dei ceti padronali e dalla tirannide burocratica.

È quella della scuola per tutti. Quella per una scuola e una società laica.

No, non è la tua Europa.

Non è quella della negazione del diritto di sciopero. Non è quella della Bibbia a scuola. Non è quella dei condoni fiscali e del contante.

È la nostra.

È quella della libertà di stampa e di associazione. Quella dove tutti i cittadini devono avere la possibilità di partecipare effettivamente alla vita dello stato.

No, non è la tua Europa.

Non è quella delle censure agli scrittori, dei telegiornali pilotati, delle cariche agli studenti, della precettazione, del divieto alle manifestazioni.

È la nostra.

È quella della sovranità popolare, quella del Parlamento come voce diretta dei cittadini. Quella del controllo dei cittadini sulle classi governanti, e non viceversa. Quella dell’indipendenza della magistratura.

No, non è la tua Europa.

Non è quella del premierato, della separazione delle carriere dei magistrati, dell’accentramento dei poteri nell’esecutivo.

È la nostra.

È quella dove si decide insieme. Dove a decidere sono quelli che l’hanno creata.

Quella che quando si decide è bene, e ci mancherebbe altro. Ma che quando non si decide è colpa sua. E solo sua.

È quella che c’è sempre, a prescindere, non solo quando fa comodo. È quella che, come una madre, è sempre lì, al tuo fianco, anche quando non ne hai veramente bisogno. Quella che quasi ti dà fastidio per la sua costante presenza. Ma che poi, quando ne hai bisogno, ringrazi il cielo che lei sia lì e non si sia mai mossa.

È la nostra Europa.

Quella di coloro che credono nella pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo.

È la creazione più grandiosa e più innovatrice che il continente abbia mai visto.

È quella di Ventotene: nata dal coraggio trovato nella disperazione degli esili.

È quella del Manifesto. Quella della libertà, della pace, del lavoro, dell’eguaglianza sociale, contro ogni nazionalismo. È l’Europa degli antifascisti.

È un’Europa che è in continua evoluzione. E non smetterà di farlo.

La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà”.

No, non è la tua Europa. È la nostra. E siamo contenti che non sia anche la tua.

Amedeo Polichetti

fonte immagine: wikimedia commons

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