Unposted, Chiara Ferragni

Unposted è il titolo del docu-film di Chiara Ferragni, “non postato”, in uscita al cinema come evento in esclusiva per soli tre giorni: 17-18-19 settembre 2019, subito dopo la sua presentazione alla 76 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’idea del documentario autobiografico è nata dalla regista Elisa Amoruso che ha provato a raccontare della blogger fuori dai post. Il film è stato prodotto da Francesco Melzi di MeMo Films con Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution.

Il debutto è stato clamoroso: il primo giorno, in sole 24 ore, ha incassato circa 513.543 euro con 399 copie a disposizione. Una media di 1307 euro a sala e 51.219 spettatori paganti. Immaginiamo a quanto siano salite queste cifre in circa tre giorni, il miglior debutto per una pellicola italiana nel 2019. Insomma, da brava influencer, Chiara Ferragni, è riuscita a trascinare tutti i suoi follower al cinema. Il docu-film passerà prossimamente su Amazon Prime e tra circa sei mesi sulle reti Rai.

Chiara Ferragni, 31 anni, 17 milioni di follower, si definisce imprenditrice digitale. In vetta alle classifiche Forbes sembrerebbe essere la prima influencer al mondo nel campo della moda diventata un’icona in così poco tempo, attraverso il mondo dei social network. Il suo successo è stato tale da diventare un case study preso a cuore dalla prestigiosa Università di Harvard. Per chi si stesse chiedendo quanto guadagna Chiara Ferragni la risposta è: la modica cifra di 12mila dollari a post.

Se da un lato c’è da ammettere che non è l’unica influencer che guadagna così tanto, dall’altro c’è da considerare il fatto che sia la prima influencer italiana a riscuotere tanto successo e soprattutto a celebrare l’Italia e i suoi grandi marchi all’estero. Su VanityFair al primo posto c’è l’influencer americana Huda Kattan, truccatrice, con 18mila dollari a post; a seguire, Cameron Dallas, youtuber statunitense, 17mila dollari a post. Jennifer Selter, modella americana, 15mila dollari a post. Non meno importanti: Nash Grier, Zoe Sugg, 13mila dollari a post. Potrei continuare per ore… cosa ci fate ancora qui? il mondo degli influencer è lì fuori che vi aspetta! Dalla cultura all’alta moda, dal beauty alla cucina, tutti possono inseguire i propri sogni.

Unposted: Chiara si propone di svelare il lato più vero di se, senza filtri, quello che non emerge dai social. Ma ci riesce davvero? E poi… influencer di chi? di cosa?

Procediamo con ordine. Unposted si incentra sulla sua vita e il suo percorso lavorativo, una crescita personale e professionale in una cornice fatta di affetti, famiglia, amici, fan, collaboratori e tanti ricordi d’infanzia. Di certo Chiara non è diventata un’influencer grazie ai filmini della madre, Marina di Guardo, che confessa di aver avuto un’ossessione per video e foto delle sue figlie sin da giovane – ma è sicuramente divertente ascoltare racconti in cui suo padre la sgrida, da adolescente, per aver scattato cinquecento foto quasi identiche in due ore, durante un viaggio in montagna, dicendole che non le sarebbe mai servito a niente nella vita. Touché. Un divorzio traumatico, la crescita tra Europa e America (ricordiamo che Chiara è nata a Cremona e ha vissuto a Los Angeles prima di spostarsi a Milano), la voglia di lasciare il segno, di migliorari sempre, essere bravi in qualcosa. Ma in cosa?

Nel documentario emerge una Chiara mediocre, brava in tutto ma non bravissima. Che non eccelle, non compete, non primeggia. Non si laurea, non diventa un medico o una sportiva come suo padre avrebbe voluto. Molto dolce, entusiasta, ricca di voglia di fare. Ispirata in primis dalla figura di sua madre, già proveniente dal mondo della moda, sempre ben vestita e dal carattere forte che le ha dato tanta fiducia in se stessa.

Chiara persegue fin da giovanissima il mondo del fashion, inizialmente con scarsi risultati. Segue sfilate, prova e posta outfit su varie piattaforme social confrontandosi con i primi haters. Si racconta aprendo un blog tutto suo a partire dal 2003. Nel docu-film emergono quelli che ad oggi sono i numeri, record, esordi, The Blond Salad, la nuova società Chiara Ferragni Collection e soprattutto si capisce chiaramente, una volta per tutte, qual è il suo lavoro da imprenditrice digitale. Lei ha creato da sola il suo successo inventandosi letteralmente un lavoro, da pioniera, un suo modo di comunicare che, approfittando della rivoluzione digitale odierna, accorcia le distanze tra l’alta moda e il pubblico, eliminando, di conseguenza, quella che prima era la figura del critico.

Attraverso un fotogramma cattura l’interesse di miloni di persone e ne influenza gli acquisti in tutte le parti del mondo. Ovviamente parliamo sempre di alta moda, destinata ad un pubblico ristretto, e non di noi poveri disgraziati che dovremmo mettere da parte due stipendi per avere una Chanel della vecchia collezione, in saldi.

In Unposted emergono inoltre i retroscena del matrimonio dei Ferragnez, la quotidianità che a tratti ci mostra quanto siano umani e non automi, la scelta di condividere su un profilo social i problemi della gravidanza, la nascita di Leone, i successi lavorativi, gli screzi con Riccardo, suo ex fidanzato nonchè creatore della sua etichetta fin dalla nascita di The Blond Salad. Chiara spiega dinanzi alle telecamere il motivo per cui il loro rapporto professionale è finito del tutto.

Tra critiche e likes, perché seguiamo Chiara Ferragni?

Sarò severa ma giusta: seguiamo Chiara Ferragni perché siamo un popolo di curiosi insoddisfatti, che nell’era della rivoluzione digitale vivono in simbiosi con i propri Iphone e che non sanno più cosa significhi guardare un tramonto prima di fare una foto e postarla. Di certo non la seguiamo perché ci incoraggia a fare acquisti costosi che neanche possiamo permetterci o perchè ci invita a provare il nuovo shampo Pantene, che tra l’altro è anche pieno di siliconi.

Chiara Ferragni è un concetto: quello di esporsi. Esporsi negli anni duemila permettendo ad un pubblico virtuale di conoscerci. Esporsi quando si è tristi, felici, quando si cade o si batte la testa contro un vetro – e trovare solidarietà, condivisione. Mostrare le proprie imperfezioni e scoprire di non essere soli. Chiara è entrata in un mondo digitalizzato nel bel mezzo di una rivoluzione e l’ha fatto suo da protagonista, il suo messaggio è: puoi farlo anche tu. Tutti possono utilizzare i social ed essere persuasivi, credibili, coinvolgenti, simpatici e guadagnarci – se vogliono, se piacciono, se qualcuno si rivede in loro. Chiara ispira le giovani donne perché infondo non è che una ragazza tenace. Aveva un sogno e ha lavorato su ste stessa per entrare nel mondo della moda e farsi spazio, essere accettata. Ad oggi è diventata una testimonial su cui le grandi firme decidono di puntare.

Ricordiamoci sempre che si sceglie cosa postare, cosa mostrare sui social. C’è un momento in cui si mostra, un altro in cui si è e si appare – e per un personaggio così monitorato, h24, anche mezza parola sbagliata può generare una valanga di critiche.

Ciò che i suoi follower ricercano in lei, che a loro parere rappresenta il suo lato più vero, quotidianamente, è la felicità costruita dai legami, legami che si formano dai rapporti umani. Gli affetti, l’amore, la famiglia. Ed è ciò sui cui oggigiorno dovremmo riflettere.

Sabrina Mautone

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