
Aprire un libro consente di iniziare un vero e proprio viaggio: I giorni della solitudine di Ida Sassi trasporta immediatamente il lettore in un’atmosfera dove il silenzio si fa denso e ogni ombra sembra nascondere una verità taciuta. In questo noir la solitudine non è solo un tema, ma la vera protagonista di un enigma che sfida il lettore a guardare oltre le apparenze.
Il ritorno di Guido Valenti tra crimini farmaceutici e fantasmi del passato
Milano è lo scenario di I giorni della solitudine, il nuovo capitolo della saga firmata Ida Sassi, con protagonista il detective Guido Valenti. Questa volta Guido si trova incalzato su più fronti: da un lato, una serie di messaggi anonimi minaccia direttamente lui e la sua famiglia; dall’altro, un caso di alto profilo scuote i salotti della città. Lisa Mandelli, a capo di un colosso farmaceutico, viene rinvenuta priva di sensi accanto a un cadavere nel suo appartamento.
L’indagine, che vede la Mandelli come principale sospettata, si trasforma presto in una discesa negli inferi di una famiglia dalla mentalità patriarcale e segnata da segreti inconfessabili. Accompagnato dalla sua squadra di uomini e donne uniti da forza di volontà, spirito di osservazione, umanità e amicizia, Valenti dovrà districare una matassa che unisce la violenza domestica al potere economico.
Dopo il successo dei precedenti quattro volumi editi da Leone Editore, Ida Sassi (già nota traduttrice per Adelphi e Newton Compton) firma I giorni della solitudine, un giallo riflessivo che scava nelle pieghe più oscure dell’animo umano.
Ida Sassi e la fortunata serie di Guido Valenti
Nata a Bari ma milanese di adozione, Ida Sassi si è occupata di traduzioni dalla letteratura francese. Dagli studi di fisica ha ereditato una precisione scientifica che si trasmette nelle sue opere e nell’analisi psicologica dei suoi personaggi. Il protagonista della sua serie è Guido Valenti, che lavora al commissariato di Porta Ticinese ed è descritto come un uomo molto riservato e riflessivo, spesso in lotta con se stesso e col senso del dovere. Il primo romanzo della serie, La morte dimenticata, è il debutto che ha vinto come miglior thriller al Premio Città di Como.
La solitudine come protagonista
In I giorni della solitudine, la solitudine è un’esperienza umana profonda e complessa declinata sotto molti aspetti: è la solitudine che prova Guido quando si ritrova a combattere da solo contro la sua enorme paura di perdere le persone che ama; è la solitudine di una donna come Lisa Mandelli, a capo di una grande azienda ma a cui è sempre mancato anche il più piccolo affetto; è la solitudine di chi ha scelto il denaro invece della vita vera, e ancora di chi si è isolato volontariamente per non essere più ferito. Tutto ciò diventa un viaggio, attraverso i personaggi e questo mistero che è la vita, in cui la sottile linea che separa ciò che è giusto da ciò che è sbagliato è tanto labile da confondere e dove anche le risposte sembrano porre altre domande.
La capacità all’interno di I gironi della solitudine di intrecciare introspezione, mistero e solitudine si traduce in un viaggio dentro se stessi. Attraverso gli occhi di Guido Valenti, il lettore si ritrova davanti a uno specchio, sospeso su un filo sottile dove ogni minima esitazione può portare al fallimento. Ma è proprio qui, tra i fantasmi personali e i vincoli sociali, che la letteratura si fa carico di mappare quel territorio complesso e affascinante che sfugge alla banale dicotomia tra bene e male nell’infinito sfumare delle nostre scelte. Più che un racconto, l’opera è una sfida e il protagonista, tra dubbi e imperfezioni riesce ad accoglierla e forse, in un certo senso, a vincerla.
Simona Esposito
















































