I Am Greta fonte: vanityfair.com

«Voi parlate soltanto di un’eterna crescita dell’economia verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. […] La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema. […]». Il passo è tratto dal discorso di Greta Thunberg (allora quindicenne) alla COP24 del 14 Dicembre 2018, meno celebre di quello svolto dieci giorni prima, che sconvolse l’opinione pubblica circa la questione ambientale. Fu uno dei punti più alti del suo straordinario attivismo e della sua mirabile vita, seppur breve, raccontata dal docufilm I Am Greta, scritto e diretto dal regista Nathan Grossman. I Am Greta è stato accolto positivamente in seguito alla presentazione del 3 Settembre durante la 77ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e sarà distribuito sulla piattaforma on-demand Hulu a partire dal 13 Novembre 2020.

I Am Greta: una storia formidabile

I Am Greta
fonte: wikipedia.it

I Am Greta è la storia della bambina svedese il cui attivismo è diventato simbolo mediatico del climate change. Il 20 Agosto 2018 Greta Thunberg iniziò il suo attivismo presentandosi davanti al parlamento svedese ogni giorno durante l’orario scolastico con un cartello che recava lo slogan “Skolstrejk för klimatet” (Sciopero della scuola per il clima). Difatti fu un’estate preoccupante per il Paese a causa di forti ondate di calore con conseguenti incendi boschivi; Greta decise dunque di scioperare sino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018, dopo le quali le manifestazioni si svolsero ogni venerdì. Si diffuse così il movimento internazionale studentesco Fridays for Future: milioni di studenti da Paesi Bassi, Italia, Germania, Finlandia, Danimarca e Australia scesero in piazza ogni venerdì saltando le lezioni con lo scopo di manifestare contro l’immobilismo politico nei confronti della crisi climatica.

Grazie al clamore mediatico, dovuto anche al riuscitissimo coinvolgimento di milioni di giovani studenti, Greta riuscì a denunciare in modo efficace lo sfruttamento ambientale durante la Conferenza sopracitata, divenendo una delle personalità più influenti del decennio. Numerose sono state le iniziative di sensibilizzazione, numerosi gli incontri con personalità di spicco nel tessuto politico-sociale. «Ho pensato che sarebbero state tre settimane di riprese. E che questa ragazza adolescente, questa Greta Thunberg, sarebbe stata la storia di pochi minuti in un breve film artistico sui bambini attivisti. […] Se guardi l’inizio del film, puoi vedere come l’abbiamo girato, usando treppiedi, uno stile molto artistico, inquadrature statiche. Poi improvvisamente le cose sono decollate ed eravamo in un incontro con Greta ed Emmanuel Macron» dice Nathan Grossman. Le riprese del docufilm sono durate un intero anno. I Am Greta presenta allo spettatore non solo l’attivista, ma l’adolescente Greta con le sue aspirazioni e problematiche: il regista, sempre a fianco della giovane, ha seguito la trasformazione dell’attivista ambientale svedese da piccola risoluta con i propri ideali a personaggio pubblico che ha sconvolto gli equilibri nel campo dell’attivismo ambientale.

Luca Longo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui