In caso di ritardo, scatta una misura eccezionale che prende il nome di “esercizio provvisorio”, durante la quale non si possono adottare variazioni di bilancio ma, al contrario, ci si deve limitare e gestire le operazioni di ordinaria amministrazione.
Fonte: wikimedia.commons

Le elezioni politiche del 25 settembre hanno chiamato alle urne più di 51 milioni di italiani per rinnovare i rappresentanti del Parlamento. Le votazioni hanno chiaramente sancito il successo del partito di Giorgia Meloni, che supera il 25% di consensi e raggiunge, insieme alla coalizione di centro destra, quasi al 50% delle preferenze. Dopo qualche turbolenza politica, il nuovo esecutivo guidato dalla prima Premier donna ha giurato al Quirinale questa mattina. La macchina del governo non si è nemmeno messa in moto che già una questione più che urgente richiama l’attenzione di tutti: la legge di bilancio 2023.

Un momento molto particolare

Queste elezioni autunnali sono una vera rarità della nostra Repubblica. Lo dimostrano i dati: nelle precedenti 18 tornate elettorali, la votazione si sono sempre svolta tra il mese di febbraio e il mese di giugno. Per ritrovare le ultime elezioni autunnali dobbiamo ritornare indietro di ben 103 anni: ci furono nel 1919, sotto il Regno d’Italia. Come mai? Da un lato vi è un motivo che potremmo definire sostanziale: evitare che, mancate le scadenze previste per la legge di bilancio, vi possa essere l’esercizio provvisorio. Ma i partiti evitano anche di certo il disagio di svolgere una campagna elettorale in piena estate e chiamare gli italiani alle urne nel bel mezzo della calura estiva. Cosa succederà, quindi, con il prossimo appuntamento con la legge finanziaria?

Legge di bilancio e scadenze comunitarie

La legge di bilancio prevede dei termini ben precisi: entro il 27 settembre è necessario approvare la nadef (nota di aggiornamento del documento di economia e finanza) ed entro il 15 ottobre bisogna inviare alla Commissione Ue il documento programmatico di bilancio, perché lo esamini e lo validi. Entro il 31 dicembre le camere sono chiamate, una volta ricevuta un parere dalla Commissione entro il 30 novembre, ad approvare definitivamente la legge di bilancio. Se non filerà tutto liscio, vi sarà l’esercizio provvisorio che congelerà tutte le spese straordinarie e dato il periodo storico in cui ci troviamo, alle prese con il PNRR, sarebbe una vera tragedia.

Legge di bilancio e scadenze comunitarie

Il 10 ottobre il dimissionario governo Draghi ha inviato alla Commissione Europea il documento programmatico di bilancio redatto dal Ministro dell’Economia Franco solo per la parte di legislazione vigente, visto che quella programmatica spetterà al prossimo governo. Si legge nella nota di Palazzo Chigi che il documento approvato «contiene le principali linee di intervento a legislazione vigente e i relativi effetti sugli indicatori macroeconomici e di finanza pubblica per il prossimo anno».

Tuttavia, per il prossimo governo non sarà con tutta evidenza possibile rispettare il termine del 15 ottobre, anche perché la prima seduta del nuovo Parlamento si è tenuta solo il 13 ottobre. Dati i necessari tempi tecnici, la prospettiva è che sarà possibile varare la legge di stabilità non prima del 26 ottobre, giorno in cui probabilmente si procederà alla presentazione del nuovo Governo alle camere per la fiducia. Questo passaggio risulta possibile grazie anche alla proroga già preventivata da Bruxelles.

La situazione non è facile, perché gli spazi finanziari del nuovo Governo potrebbero essere pochi e le necessità troppe: adeguare le pensioni all’inflazione e le misure contro il caro bollette in primis. Nel caso in cui non si arrivasse ad approvare la legge di bilancio definitiva entro il 31 dicembre, scatterebbe il famigerato regime di esercizio provvisorio, durante il quale si è obbligati a limitarsi a gestire le operazioni di ordinaria amministrazione a livello di spesa fiscale.

È bene ricordare, inoltre, che il nuovo Governo dovrà seriamente lavorare per ottenere la terza rata del PNRR da 21,8 miliardi e realizzare gli obiettivi previsti anche in questo caso entro dicembre. Una situazione certamente non facile da gestire nell’ambito della finanza pubblica, un elemento chiave per pensare di gestire una congiuntura di crisi come quella che stiamo vivendo. Come agirà il nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni?  

Marianna De Rosa

Nasco e cresco a Napoli. Studio Giurisprudenza alla Federico II. Appassionata di diritto, politica ed esteri. Spero di aiutare a rendere il politichese una lingua comune. Tre cose che non possono mancare nella mia vita: un buon libro, un bicchiere di vino e una partita di tennis.

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