Fonte: https://www.ilcrivello.it/il-museo-archeologico-di-napoli-sulle-orme-degli-etruschi/

Doveva aprire il 16 marzo 2020: parliamo di “Gli Etruschi e il Mann“, la grande mostra interamente dedicata alla civiltà etrusca. L’emergenza sanitaria, la chiusura di tutti i musei e i parchi archeologici e il lock-down hanno, però, messo in stand by qualsiasi progetto. Si sono dovuti aspettare ben tre mesi e la riapertura del Museo Archeologico nazionale di Napoli, questa volta con una promessa: la mostra andrà avanti per quasi un anno e chiuderà il 31 maggio 2021.

Non solo: il progetto ad oggi è quello di trasformare la mostra in un allestimento permanente allo scopo di continuare a raccontare ai campani un pezzo fondamentale della loro identità (spesso sconosciuta), ossia quello etrusca.   

Gli Etruschi e il Mann” è a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo, promossa dal Mann con l’organizzazione di Electa. Si propone di indagare un arco temporale di ben sei secoli (X-IV sec. a.C.) delineando un percorso di indagine che vuole ricostruire le fondamenta della popolazione etrusca e allo stesso tempo indagare lo stretto legame tra etruschi e Campania.

Il Mann contribuisce con questa mostra ad analizzare un percorso di riscoperta della Campania etrusca: l’archeologia si riconferma come una vera e propria scienza capace di delineare percorsi storici, verificandone verità e fonti tramite la raccolta di reperti e loro analisi.

Ben seicento sono i reperti presentati al pubblico e almeno duecento sono opere inedite, visibili per la prima volta.

Il percorso della mostra si articola in due nuclei tematici:

  • Gli Etruschi in Campania, che ha un carattere principalmente archeologico e nasce con l’intento di documentare la presenza della popolazione nella regione fino all’affermazione del popolo dei Campani. Il declino è sancito dalle sconfitte subite a Cuma (VI e V secolo a.C.). I reperti sono organizzati secondo un criterio cronologico;
  • Gli Etruschi al Mann: sezione che vuole valorizzare materiali etrusco-italici acquisiti dal Museo durante le varie fasi della sua storia. I reperti sono organizzati secondo le collezioni acquisite dal MANN e i materiali.

Il percorso di costruzione del percorso è nato dalla volontà di valorizzare le collezioni etrusche del Mann. Così, attraverso il lavoro di “scavo” nei depositi, sono stati resi visibili reperti di valore inestimabile come il bronzetto dell’Elba. Rinvenuto nel 1764, il bronzetto costituisce uno dei reperti più antichi mai presentati in allestimento al Mann: l’opera fu donata a Carlo III di Borbone. Raffigura un uomo con il braccio sinistro piegato e quello destro proteso a sorreggere un oggetto andato perso.

All’interno del percorso, i visitatori avranno l’opportunità di confrontare il corredo della Tomba Bernardini di Palestrina (prestito del Museo Etrusco di Villa Giulia) con l’Affibbiaglio a Spranghe, rinvenuto nella Tomba Artiaco di Cuma, quest’ultimo è evidente testimonianza del fenomeno culturale detto “Orientalizzante Antico” (720-680 a.C.). L’idea di questo è quella di congiungere idealmente l’area etrusco-laziale e quella campana.

Attraverso questa mostra si vuole dare conto del complesso di civiltà che nel corso dei secoli si sono stratificate in Campania, con particolare attenzione agli etruschi.

La ricchezza e l’eterogeneità della Campania, terra di contaminazione, è così celebrata: non bisogna dimenticare che essere campani, ma in generale italiani, vuol dire avere un’origine composita. La nostra identità è frutto di eredità di popoli che si sono succeduti e così la mostra non vuole altro che puntare alla riscoperta dell’identità etrusca, ma allo stesso tempo può rappresentare un inno alla convivenza dei popoli.

Senza contare che si tratta di una delle prime mostre inaugurate all’uscita dal lockdown, e quindi rappresenta un segnale positivo per il Mann e Napoli in generale.

Informazioni:

Prenotazione obbligatoria sui seguenti siti web:

Tariffe biglietti (sino al 31 dicembre 2020):

  • Intero: 8 €
  • Due adulti over 25 anni: 12 €
  • Ridotto: 2 € per cittadini dell’UE tra i 18 e i 25 anni non compiuti
  • Ridotto speciale: 4 €
  • Ingresso gratuito per i minori di 18 anni e i possessori dell’applicazione 18app
  • Ingresso incluso nell’abbonamento OpenMan

Vanessa Vaia

Vanessa Vaia
Vanessa Vaia nasce a Santa Maria Capua Vetere il 20/07/93. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico, si iscrive a "Scienze e Tecnologie della comunicazione" all'università la Sapienza di Roma. Si laurea con una tesi sulle nuove pratiche di narrazione e fruizione delle serie televisive "Game of Series".

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