CBD: perché è utile contro l'ansia?

Tutti sappiamo cos’è il CBD, il cannabidiolo. Negli ultimi anni, praticamente solo chi ha vissuto isolato dal mondo non ha mai sentito parlare di questo fitocannabinoide, il più famoso dopo il THC. Da diverso tempo, le sue peculiari proprietà sono sotto la lente della comunità scientifica. Normalissimo: sono infatti numerose e tutte molto interessanti. Nell’elenco, è possibile ricordare la sua capacità di tenere sotto controllo gli effetti di una problematica che, oggi come oggi, ha un impatto potente a livello sociale: l’ansia.

Quasi sicuramente hai sentito parlare di questo beneficio. Magari ti è capitato di udire dei riferimenti ad esso da parte di un amico o di un parente che ha acquistato l’olio CBD con lo scopo di combattere la situazione sopra citata. Perché il cannabidiolo aiuta a combattere l’ansia? Scopriamolo assieme.

CBD: come agisce contro l’ansia?

Sono diversi gli studi che hanno cercato di capire in che modo il CBD agisce contro l’ansia. In questo novero è possibile includere una revisione congiunta statunitense e spagnola, lavoro scientifico che ha visto coinvolti, tra i vari esperti, anche studiosi della New York University School of Medicine. Uscita nel 2015, la suddetta revisione ha permesso di scoprire che il cannabidiolo interagisce, oltre che con il recettore CB1 del sistema endocannabinoide, anche con quello 5-HT 1A, legato invece alla serotonina, l’ormone del buonumore.

Oltre a ciò, è fondamentale ricordare la sua influenza, scientificamente dimostrata, su recettori a loro volta collegati a comportamenti di ansia e paura. L’aspetto interessante del suddetto lavoro scientifico riguarda la conclusione, che vede il CBD utile non solo in caso di disturbo d’ansia generalizzato, ma anche quando si ha a che fare con una situazione ben più specifica, ossia il disturbo post traumatico da stress.

Lo stesso si può dire per problematiche come il disturbo ossessivo compulsivo e quello da ansia sociale. Attenzione: non stiamo dicendo che il ricorso al cannabidiolo permette di mettere da parte percorsi di terapia. La situazione va valutata caso per caso e, nelle situazioni in cui la si vive in prima persona o si ha un parente o un amico che la sperimenta direttamente, è il caso di rivolgersi al medico di fiducia o convincere il soggetto appena citato a prendere tale strada.

Cosa sapere sui dosaggi

Data la diffusione del problema, è naturale la curiosità relativa ai dosaggi di CBD ideali contro l’ansia. La comunità scientifica internazionale non è ancora arrivata a mettere in primo piano linee guida univoche in merito. Si può fare però riferimento ad alcuni studi degli ultimi anni.

Tra questi è possibile citare un lavoro scientifico uscito nel 2019 e portato avanti da diversi esperti provenienti dall’Università di San Paolo. Gli studiosi in questione hanno coinvolto un campione di 57 maschi adulti sani. I soggetti appena menzionati sono stati sottoposti a una procedura in doppio cieco. Quelli che avevano assunto il CBD invece del placebo, al follow up hanno riportato una riduzione significativa dei sintomi di ansia. A fronte di che dosaggio? Una quantità compresa fra i 300 e i 600 mg di cannabidiolo.

Il dosaggio necessario dipende anche dalla tollerabilità del singolo rispetto al fitocannabinoide. Il consiglio che si tende a dare ai neofiti è quello di partire con prodotti – olio di CBD – a basso livello di purezza (massimo 10%). Man mano che si va avanti con il tempo e iniziando con poche gocce al giorno, si monitorano le reazioni del corpo e si vede come regolarsi per quelle successive.

Come già accennato, l’olio è la strada migliore. In virtù della necessità di scioglierlo sotto la lingua, consente di apprezzare effetti più rapidi grazie all’assorbimento veloce. Concludiamo rammentando che, soprattutto se si è alle prime armi, è bene evitare il ricorso ai cristalli.

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