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Fonte: @Avvenire, Mich Seixas / Operazione Mediterranea

Salvini non è soddisfatto del lavoro fatto con il Decreto Sicurezza e va verso il Decreto Sicurezza bis. Confermando il detto per cui non ci sia mai limite al peggio, il Ministro dell’Interno riesce nella difficile impresa di elaborare una bozza di legge in pieno contrasto con le norme internazionali e la Costituzione italiana per quanto riguarda la parte relativa all’immigrazione e al soccorso in mare. La direzione intrapresa è, ancora una volta, quella della criminalizzazione delle ONG.

È recente la notizia di una nuova bozza, già battezzata Decreto Sicurezza bis. Nei primi due articoli vengono prese misure per regolamentare e disincentivare il lavoro di chi, volontario, salva vite in mare. Il provvedimento, che inizialmente prevedeva una multa per singolo migrante trasportato, dopo l’intervento del Quirinale, è incappato in sostanziose modifiche.

Decreto Sicurezza bis si riconferma contro le ONG in mare

Per quanto riguarda le sanzioni a migrante, queste sono scomparse per lasciare spazio a sanzioni generalizzate dai 10.000 ai 50.000 euro per tutte quelle unità navali che violano le acque territoriali italiane senza dovuta autorizzazione. Al secondo articolo del Decreto Sicurezza bis, invece, il tentativo fatto da Salvini è quello di invadere l’aria di competenza del suo collega Toninelli, ministro delle Infrastrutture. In questo caso, il Viminale si prenderebbe carico di “limitare o vietare il transito” di unità navali in acque territoriali italiane.

Dunque, lo scopo del Decreto Sicurezza bis sarebbe quello di disincentivare il lavoro delle ONG. Ma Salvini dimentica un piccolo dettaglio e cioè che le ONG adempiono ad un dovere etico riconosciuto dalle normative internazionali a cui la legge italiana, come stabilito dall’articolo 16 della Costituzione, deve conformarsi.

La propaganda di Salvini sulla pelle dei migranti

Di conseguenza, il Ministro sta combattendo una battaglia contro i mulini a vento, sperando di portare acqua al proprio mulino: quello della propaganda elettorale. Nonostante anche il PM di Catania Zuccaro abbia dovuto concludere che non vi siano connessioni tra ONG e scafisti, Salvini continua nella propria crociata contro chi, di fatto, salva vite umane.

Ci sarebbe da chiedersi il perché di un’offensiva tanto spaventosa, nel modo in cui viene dato un prezzo alla vita di uomini e donne, quanto sbilenca e inconcludente. Forse la ragione risiede nel fatto che la Lega, da qualche settimana, ha smesso di crescere. Forse è solo la vicinanza alle elezioni europee a motivare tanta operosità e zelo da parte di un ministro che si presenta in parlamento sì e no una decina di giorni al mese.

Qualunque sia la ragione, e quella conclamata è sempre di azzerare gli sbarchi, non bisogna dimenticare che il Ministro, pur avendo un certo potere, non ha certo quello di imporre la propria volontà sui propri alleati di governo, scettici, né tantomeno sul Quirinale, critico. Una volta tolta la grottesca (e, soprattutto, incostituzionale) norma per cui a ogni migrante trasportato corrisponde un sanzione in denaro, la bozza diventa molto meno chiara e meno efficace, nonostante segua una direzione ben precisa.

Infatti, ciò che conta è la normativa internazionale, che riconosce il dovere etico di salvare vite umane. Il salvataggio, per legge, non si conclude con la presa in carico dei migranti da parte di una qualunque unità navale, bensì con l’approdo a un porto sicuro. Considerato che la Libia non lo è, le opzioni rimanenti sono poche; pertanto la bozza è in contrasto con la normativa internazionale e, se dovesse passare, creerebbe non pochi problemi ai magistrati nostrani.

Ciò detto, per fortuna, il decreto è ancora in forma di bozza e non scalda certo gli animi dei 5 Stelle. Probabilmente, vista anche l’incompetenza del Ministro dell’Interno, si tratta solo di una mossa pre-elettorale per mettere un po’ di carne (umana) al fuoco. Ciò che è certo è che gli sbarchi non diminuiranno attraverso la criminalizzazione delle ONG ma disincentivando i flussi all’origine. Ciò che il Ministro sta facendo è una crociata che spera possa portargli benefici elettorali, una crociata che a suon di bozze e decreti viene combattuta sulla pelle di uomini e donne che mettono la vita delle persone al primo posto.

Davide Leoni

2 Commenti

  1. Si evince che l’autore di questo articolo non apprezza molto il nuovo governo… lui invece, vuole traslocare l’intero terzo mondo in Italia, sì… magari aprendo le porte di camera sua ad una decina di aitanti maschioni africani… altrimenti non si spiega il motivo per cui è tanto interessato a loro

    • Cerco di fare un’analisi a prescindere dalle mie convinzioni politiche. Se una norma è in contrasto con la costituzione e le normative internazionali, da un punto di vista giuridico non ha futuro. Un ministro certe cose dovrebbe saperle, prima di proporre decreti legge tanto pomposi quanto inattuabili. Ti saluto come farebbe il tuo capitano, con un bacino.

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