Mentre tutti dormono. Tre gialli notturni
fonte immagine: ufficio stampa Homo Scrivens

La notte è il momento migliore per chi scrive gialli. Le tenebre nascondono misteri e segreti, la luce notturna provoca inquietudine.

In Mentre tutti dormono. Tre gialli notturni (Homo Scrivens, 2026) Sara Bilotti, Armando Guarino e Martin Rua ci accompagnano a risolvere i misteri delle notti napoletane. Tre racconti, tre storie di assassini, vittime, intrecci psicologici e mostri del passato.

Tre gialli

La stanza di sotto di Sara Bilotti è la storia di tre donne le cui vite sono intrecciate. Barbara, la compagna di Alessandro, gelosa e opprimente, Monica, amante di Alessandro, disposta a tutto per averlo… e una misteriosa donna in cantina. Chi è? Chi l’ha rinchiusa là sotto? Qualcuno potrà mai sentirla?

La realtà appare definita. Semplice. La storia di un uomo e una donna, un rapporto di amore, tradimenti, bugie. Un cliché, quasi. Ma la verità è un’altra. Sara Bilotti ci accompagna nei buchi più profondi della psiche umana, arrivando a un finale assolutamente inaspettato. Un racconto breve ma intenso.

In Non è colpa della notte di Armando Guarino, la psicologa Susy Scala, di ritorno da una serata con le amiche, viene attirata dalla richiesta di aiuto di una ragazza. Chiamato in soccorso l’ispettore Corrado Rota, scopriranno un video agghiacciante che riprende un pericolosissimo esperimento scientifico psicologico.

Chi è stato? Perché lo ha fatto? Un racconto pieno di suspense, di domande, e quando si arriva al finale se ne rimane spiazzati. Un esperimento psicologico, una farsa teatrale, il desiderio di vendetta – o giustizia, chissà.

In La notte del Corvo Martin Rua ci conduce nei meandri oscuri della città, fra sette segrete ed esoterismo, sulle tracce del leggendario Uovo di Virgilio: a indagare sulla sparizione di una giovane archeologa è l’ispettrice capo della Mobile Nicoletta “Nico” Partanna, detta il Corvo.

Una setta, l’Uovo di Virgilio, una giovane archeologa in pericolo, l’ispettrice capo che ha un conto in sospeso con un uomo che le ha rovinato la vita: il terzo racconto è un viaggio nella Napoli esoterica, tra leggende e uomini violenti, personaggi particolari e casuali, ma soprattutto il bisogno di vendetta.

Sono tre storie di dolore. Tre storie in cui si racconta la fragilità umana: nel racconto di Sara Bilotti la protagonista è immersa in una vita al limite, allucinata, pericolosa, in cui verità e finzione si intrecciano fino ad arrivare alla soluzione del mistero. Nulla è come sembra, spesso è molto peggio, ma nascosto così bene che può essere svelato solo da un colpo di scena. Nel racconto di Guarino la fragilità è mascherata da una arroganza fastidiosa, e anche qui molto pericolosa: un delirio di onnipotenza in nome della scienza, che altro non è se non un profondo narcisismo. E prima o poi se ne pagano le conseguenze. Nel terzo racconto, di Rua, c’è la fame di vendetta, una vendetta che acceca: il dolore provocato da un uomo violento, che ha stravolto più vite, e la necessità che si compia il rito finale, quello della giustizia. Fittizia o reale, dipende dai punti di vista, dipende dalla nostra capacità di sentire il male, quello meschino, violento, quello che continua la sua vita perché coperto dagli altri.

Le protagoniste sono donne che hanno a che fare con la disperazione. E spesso, anzi quasi sempre, la disperazione rende folli. Queste donne hanno bisogno di veder riconosciuto il loro dolore, che non è invenzione, è verità. Attraversare queste pagine significa anche vedere che spesso ciò che ci circonda è stato edulcorato per sopravvivere. Tutti i nodi, però, prima o poi vengono al pettine.

E anche se può sembrare esagerato – non lo è -, bisogna capire che è la vittima a meritare rispetto, non il carnefice. Che è la vittima la parte lesa, che ha subito un blocco nella sua esistenza.

Chi legge viene trascinato in storie pericolosissime perché umane. Non sono solo la notte e il buio vissuti nella città di Napoli, è la notte ed è il buio della mente umana.

La notte cela, ma la notte riesce anche a svelare: quando ci si sente così protetti, è lì che si ha il coraggio di raccontare.

Una lettura bellissima. Profonda. Vivida. Penetrante.

E alla fine di questo libro, troviamo una piccola autobiografia dove l’autrice e gli autori raccontano un po’ di loro stessi. E, infine, un racconto di Ciro Sabatino, Pioveva, che spiega come è nato il Collettivo Scrittori Campani di Crime.

Valentina Cimino

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