Ischia, isola verde

“Il sole radioso di quest’angolo di cielo trasfigura ogni cosa anche la morte”

Così scriveva il poeta e scrittore francese Alphonse De Lamartine a proposito di Ischia, quando recatosi all’isola insieme alla famiglia all’età di 20 anni, al fine di effettuare delle cure termali, ne rimase abbagliato dalla bellezza.

Ischia, perla del Golfo di Napoli, tra mare, leggende e letteratura

All’estremità settentrionale del Golfo di Napoli, poco lontana dalle altre due isole che formano l’arcipelago delle Flegree, Procida e Vivara, è lì che si trova Ischia, isola magica e letteraria che a tanti artisti e viaggiatori ha saputo nel tempo – e sa tuttora – offrire suggestioni uniche.

Tante le leggende e i luoghi magici sull’isola, moltissimi i riferimenti letterari: si pensi a quello della Grotta del Mago, una grotta che si apre nel versante sud dell’isola. Luogo di antichissimi culti solari, la grotta si caratterizza da una leggenda. I pescatori, un tempo, vi si rifugiavano per ripararsi dalla pioggia e la chiamavano Grotta del Mago, perché dicevano di aver visto un vecchio gigantesco, con chioma e barba fluenti, seduto su una delle rocce della grotta. I pescatori attribuivano all’aiuto di quel misterioso spirito benigno, il Mago, la proficua pesca. Si pensa che l’allucinazione visiva fosse dovuta alla fosforescenza argentea che caratterizza le acque della grotta, collegata ad un ambiente misterioso – probabilmente una cavità di origine neolitica, legata al culto del Sole – da un cunicolo ostruito da molti massi.

Diversi i romanzi ambientati ad Ischia. Tra gli ultimi L’amica geniale, il bestseller di Elena Ferrante, che porta Elena, la protagonista, a recarsi proprio ad Ischia per le vacanze estive della sua giovinezza, dapprima da sola, su invito della maestra Oliviero, e successivamente insieme alla grande amica/nemica Lila. Ma anche ‘Tu, mio’ di Erri De Luca, uno dei più celebri scrittori napoletani contemporanei, che si confronta con Ischia in un breve romanzo autobiografico, in cui racconta un’estate trascorsa sull’isola durante il complicato periodo dell’adolescenza. Ma l’isola Verde è presenta già nelle Argonautiche di Apollonio Rodio, poema epico greco del III secolo a.C., in cui si fa riferimento al mito di Tifeo.

Secondo gli antichi infatti, Ischia, l’isola nata dal mare, era il frutto della fiera lotta dei Titani contro Zeus, il re degli Dei, che adirato per la loro ribellione, scagliò un monte contro il gigante Tifeo che, caduto in mare vicino alla spiaggia di Miseno, formò con esso sulla pancia una nuova isola. La leggenda di Tifeo ribelle che, con gli altri Titani, voleva dare l’assalto all’Olimpo, è ancora viva nei racconti degli ischitani, soprattutto nei nomi di alcune località isolane: là dove sta Testaccio è la testa di Tifeo, dov’è Panza il suo corpo e il ventre è a Lacco Ameno.

Una visione antica e fantastica dell’Isola, tramandata, nei millenni, di padre in figlio, che serviva a spiegare fenomeni naturali e geologici, quali i sismi – che per gli antichi corrispondevano al respiro affannoso di Tifeo – le sorgenti termali, la terra fertile e rigoglioso della sua campagna e la presenza del vulcano, il Monte Epomeo.

C’è poi un colore che si lega a filo doppio ad Ischia e alla sua storia: il verde. Verde come il famoso raggio, un fenomeno atmosferico straordinario e peculiare di Ischia, che si osserva bene da Forio, uno dei 6 comuni dell’isola, in presenza di particolari condizioni. Si tratta di un bagliore di colore verde smeraldo che si può osservare dopo che il sole sorge o tramonta e dipende dalla rifrazione della luce nell’aria. È visibile solo quando il cielo è molto limpido e non c’è foschia. Tra leggenda e realtà, il raggio verde affascina da secoli poeti e artisti. Una manciata di istanti, circa 3-4 secondi in tutto, attesi da migliaia di abitanti e visitatori.

Ischia, isola verde

Infine il verde dell’appellativo di Ischia, l’Isola Verde, che non si riferisce – come si potrebbe pensare – alla straripante vegetazione isolana, quanto invece al tufo del Monte Epomeo, la pietra preziosa dell’isola. Una pietra grigio-verde che, secondo la tesi più accreditata in ambito geologico, deve il suo colore particolare al lungo contatto con l’acqua di mare.

Antonella Di Lucia

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