Con il termine biodiversità si intende la varietà di esseri viventi che popolano la Terra. Essa è frutto di lunghi processi evolutivi e si misura a livello di geni, specie, popolazioni ed ecosistemi.

Sempre più spesso sentiamo parlare di come sia importante difenderla, preservarla. Perchè è necessario farlo? Innanzitutto è fondamentale chiarire che ogni specie, sottospecie o varietà che si estingue viene persa per sempre e, con essa, vengono perse anche le relazioni che le legano alle altre specie e che determinano i sistemi naturali.

La perdita della biodiversità, quindi, costituisce una seria minaccia per gli ecosistemi naturali e per la loro funzionalità. Ma a quanto pare buttare al vento tutto ciò che l’evoluzione ha creato in milioni di anni sta diventando pratica consolidata tra gli esseri umani e, cosa peggiore, lo stesso uomo, che altro non è che una piccola parte dell’immensa biodiversità presente sulla Terra, etichetta questa folle distruzione come poco importante, sottovalutando tutto ciò che ne potrebbe conseguire. Come far fronte a tutto questo? Come coinvolgere singoli cittadini, già stanchi di sentir parlare di catastrofi naturali, in un progetto riguardante la difesa della biodiversità?

La risposta sta tutta nella citizen science, letteralmente scienza dei cittadini, definita dall’Oxford English Dictionary come “attività scientifica condotta da membri del pubblico indistinto in collaborazione con scienziati o sotto la direzione di scienziati professionisti e istituzioni specifiche”.

Il primo progetto italiano di citizen science è il CSMON-LIFE ovvero una app che permette a tutti noi di scattare foto a specie vegetali o animali obiettivo del progetto per poi inviarle al database del Network nazionale sulla biodiversità (Nnb). Una volta nel database le segnalazioni verranno valutate da un’équipe di scienziati e avranno a tutti gli effetti valore scientifico.

Il coordinatore del progetto Stefano Martellos ha spiegato: “Le campagne di Citizen Scienze sono lo strumento migliore per la raccolta su vasta scala di dati potenzialmente di elevato valore scientifico”. Grazie all’aiuto della popolazione è, infatti, possibile raccogliere una grande quantità di dati che non sarebbe altrimenti possibile ottenere. Martellos continua spiegando che questo progetto rappresenta anche “…un mezzo efficace per aiutare la diffusione della cultura scientifica verso il grande pubblico”. Il coinvolgimento attivo quindi può essere un utile strumento per avvicinare i semplici cittadini al mondo scientifico e, come in questo caso, alla lotta ambientale attraverso la difesa della biodiversità.

E’ possibile scaricare gratuitamente l’app direttamente dal sito. Su quest’ultimo è possibile anche consultare i dati fin’ora raccolti, informarsi sulle campagne attualmente attive o sulle specie aliene che, se introdotte in ecosistemi già fragili, possono mettere a rischio la sopravvivenza di piante a animali originari.

L’applicazione di cui abbiamo parlato oggi ovviamente è solo una delle numerose soluzioni utili a preservare la biodiversità. L’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ci avverte sul fatto che ogni nostra azione, ogni acquisto che facciamo ha un impatto sulla biodiversità. Non c’è affatto bisogno di stravolgere la nostra vita, le nostre abitudini per fare la differenza. Ad esempio scegliere di acquistare solo prodotti stagionali, prodotti localmente e biologicamente, ridurre il consumo di carne, di energia, ridurre lo spreco d’acqua e la produzione di rifiuti, preferire alimenti prodotti col metodo estensivo piuttosto che intensivo, ridurre il consumo di alimenti che derivano dalle monocolture, sono tutti piccoli gesti da poter compiere a favore della salvaguardia dell’ambiente. Sono proprio i piccoli gesti, le scelte giuste dettate dalla consapevolezza di essere parte di un complesso quanto meraviglioso ecosistema, e non padroni di esso, che ci possono aiutare a cambiare tutto questo, a difendere la biodiversità, a difendere noi stessi.

Marco Pisano