Ceuta - Governo italiano
fonte immagine: geopop.it

Su Ceuta il Governo italiano gioca la carta della distrazione di massa. La sicurezza funziona sempre. Soprattutto quando l’economia non funziona.

Quello che è successo a Ceuta è, dal punto di vista geopolitico, gravissimo. Migliaia di disgraziati (poveri, sì, poveri) hanno cercato di entrare nell’enclave spagnola dal Marocco, molti anche via mare, in una situazione che difficilmente può essere descritta come un semplice movimento spontaneo e improvviso.

Conosciamo il precedente del 2021, quando Rabat allentò i controlli alla frontiera per fare pressione sulla Spagna. E sappiamo che il Marocco utilizza da anni il controllo dei flussi migratori come uno strumento diplomatico.

La tempistica, poi, non è irrilevante.

La Spagna si è recentemente riavvicinata all’Algeria, principale rivale regionale del Marocco e sostenitrice del Fronte Polisario nel Sahara Occidentale. Madrid sta cercando di ricostruire una relazione strategica con Algeri su gas, energia, sicurezza e cooperazione economica. Quanto accaduto a Ceuta è stato quindi un messaggio diretto del Marocco a Sánchez: possiamo controllare quella frontiera, ma possiamo anche smettere di controllarla.

Poi arriva il governo italiano, affidandosi alla consueta retorica propagandistica. Invece di chiedere spiegazioni al Marocco, invece di sostenere la Spagna, Meloni e Tajani trasformano immediatamente tutto in una polemica contro Sánchez, leader molto popolare in Italia per le posizioni su Israele e Trump. Parlano di sospendere Schengen con la Spagna. Una proposta sproporzionata, difficilmente applicabile nei termini in cui viene raccontata e pensata soprattutto per fare rumore.

Ma l’aspetto più grave resta la distorsione dei fatti.

Tajani afferma che la regolarizzazione dei migranti del Governo spagnolo li ha fatti venire in massa. Ma questa affermazione non corrisponde a verità: la Spagna non concede automaticamente la cittadinanza a centinaia di migliaia di persone. Non regala passaporti. Non riguarda i migranti appena arrivati a Ceuta.

Riguarda persone che vivevano già in Spagna prima di una determinata data, che devono dimostrare la propria permanenza nel Paese, non avere precedenti penali e rispettare una serie di requisiti per ottenere un permesso di soggiorno e di lavoro. Chi è entrato ora a Ceuta non può usufruirne.

Eppure il governo italiano mette insieme deliberatamente due questioni diverse per costruire la solita narrazione: Sánchez regolarizza gli immigrati, gli immigrati invadono Ceuta, la Spagna mette in pericolo tutta l’Europa.

È falso. Ed è un’operazione propagandistica del tutto fuorviante. Ed è l’ennesima distrazione di massa perché il claim della sicurezza funziona sempre meglio dei numeri economici.

Funziona meglio di una benzina che torna verso i due euro. Funziona meglio delle bollette energetiche tra le più alte d’Europa. Funziona meglio di una produzione industriale che ha perso terreno per anni. Funziona meglio di salari che faticano a recuperare il potere d’acquisto perso. Funziona meglio di una crescita dello zero virgola. L’Italia non è tecnicamente in recessione permanente. Ogni tanto cresce dello 0,2%, dello 0,5%, dello 0,7%. Ma è un Paese fondamentalmente fermo al palo.

Un Paese che da anni non riesce a migliorare seriamente produttività, salari, industria e prospettive delle nuove generazioni. E questo governo, nonostante una propaganda trionfalistica praticamente quotidiana, non è riuscito a invertire la rotta. Non ha rilanciato il Paese. Non ha risolto il problema dei salari. Non ha costruito una politica industriale capace di affrontare il costo dell’energia e la crisi della manifattura. Non ha trasformato la crescita dell’occupazione in una crescita equivalente della qualità del lavoro e dei redditi.

E allora arrivano gli immigrati.

Arriva Sánchez.

Arriva Schengen.

Arriva il nemico esterno da indicare.

Ogni volta che il governo dovrebbe parlare dei risultati concreti ottenuti, preferisce parlare di invasioni, confini, nemici e sicurezza. Perché discutere di Ceuta è molto più comodo che spiegare perché, dopo quasi quattro anni di governo, l’Italia continui a crescere pochissimo, produrre meno e pagare moltissimo energia, carburanti e beni essenziali.

La sicurezza è il loro prodotto politico migliore.

Soprattutto quando tutto il resto rimane fermo.

Luca Mullanu

Luca Mullanu
Lavoratore nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online insieme a Emanuele Tanzilli. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Ha sempre odiato le ingiustizie, non ama i dogmi. Per minacce o complimenti potete contattarlo all'indirizzo mail: lucamullanu@gmail.com

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