
Sembra che le elezioni politiche tedesche del prossimo febbraio lascino già presagire quali saranno gli esiti, con i cristiano-democratici in testa seguiti dall’estrema destra di AfD che riesce incredibilmente a trovarsi in accordo, in alcuni casi, con l’estrema sinistra di Wagenknecht. In Spagna invece, nonostante le difficoltà e i continui attacchi da parte dell’opposizione nel tentativo di far cadere il suo governo, Pedro Sánchez continua imperterrito il suo secondo mandato, l’unico socialdemocratico a mantenere buoni consensi in un’Europa ormai tutta spostata a destra.
Il discorso durante “Espana en libertad”: la difesa della democrazia
Nel corso di “España en libertad”, l’evento celebrativo svoltosi l’8 gennaio scorso per ricordare i 50 anni dalla caduta della dittatura franchista, il Primo Ministro Sánchez ha tenuto un discorso dall’impatto politico significativo, invitando i presenti a riflettere attentamente sui pericoli del nuovo fascismo e sottolineando la necessità di proteggere la democrazia da ogni minaccia.
«Il fascismo che pensavamo di esserci lasciati alle spalle è ora la terza forza politica in Europa e il movimento reazionario internazionale – o il movimento internazionale di estrema destra di cui abbiamo messo in guardia per anni in Spagna – che in questo caso è guidato dall’uomo più ricco del pianeta, sta attaccando apertamente le nostre istituzioni, incitando all’odio e invitando apertamente la gente a sostenere gli eredi del nazismo in Germania nelle prossime elezioni che si terranno nella più importante economia europea», ha affermato Il Primo Ministro spagnolo.
Ha poi continuato affermando che «Quando si è trascorsa la vita sotto il suo velo protettivo, è facile dimenticare gli enormi punti di forza della democrazia e lasciarsi sedurre da coloro che promettono alla gente ordine, sicurezza e ricchezza» sottolineando poi l’essenza dell’esercizio democratico cioè quello di garantire alle persone “il potere di scegliere il proprio destino“.
Il governo Sánchez: ultimo baluardo della socialdemocrazia in Europa
Esiste una motivazione chiara se il governo Sánchez rappresenta, come afferma il giornalista e commentatore politico Sam Jones, l’ultimo baluardo di socialdemocrazia in un continente sempre più a destra? Il perché, ovviamente, risiede nei fatti.
Sempre nel discorso pronunciato durante la commemorazione, il Primo Ministro socialista ha precisato che ora più che mai è necessario fortificare la democrazia e per farlo, aggiunge, c’è bisogno di consolidare i diritti e le libertà di ognunə. Le proposte di legge avanzate dal suo governo, infatti, sono state concepite ed ispirate dalla convinzione che la democrazia si alimenti grazie all’inclusione e l’estensione a più fasce della popolazione di diritti sociali e civili.
Le diverse riforme del lavoro approvate dal suo governo, come la legge sul congedo mestruale o il riconoscimento della figura del rider come lavoratorə dipendente garaniscono a chi lavora più tutele, mentre i numerosi decreti emanati riguardanti diritti civili come la legge sull’eutanasia, la legge sull’aborto e l’approvazione di uno schema sul reddito minimo di base riflettono nel governo Sánchez una improrogabile volontà di inclusione sociale.
In tema di immigrazione, invece, il Primo Ministro spagnolo ha aspramente criticato le politiche anti-migratorie europee ed ha emanato una serie di riforme volte a semplificare la burocrazia garantendo inclusione affermando che l’immigrazione e la sua tutela sono l’unico mezzo realistico per far crescere l’economia e sostenere lo stato sociale in un paese in cui il tasso di natalità è tra i più bassi dell’UE.
L’offensiva dell’opposizione: Feijóo e Vox contro il Primo Ministro
Nonostante i successi ottenuti durante i mandati di Pedro Sánchez, che hanno portato l’economia spagnola a essere definita la più forte tra i Paesi OCSE nel 2024 secondo The Economist, il suo governo è stato messo a dura prova da critiche e attacchi incessanti da parte dell’opposizione di centro-destra e di destra.
In particolare, il leader del partito di opposizione Partido Popular (PP) Alberto Núñez Feijóo e il partito di estrema destra Vox pare che abbiano iniziato una serie di massicci attacchi politici contro Sánchez ed il suo governo con l’intento di farlo cadere e provocare elezioni anticipate. Proprio in occasione della commemorazione “Espana en libertad”, Feijóo ha criticato aspramente il Primo Ministro accusandolo di aver politicizzato la commemorazione (attraverso un discorso che celebrava la democrazia) rendendola un’occasione di speculazione politica.
Nel dibattito parlamentare di fine anno, Feijóo ha rincarato la dose ironizzando sui problemi legali del governo Sánchez e sintetizzando il 2024 come “12 mesi, 12 casi legali”. Tra questi, due scandali hanno avuto un impatto significativo sulla stabilità del governo, coinvolgendo persone vicine al Primo Ministro.
Il primo, il caso Koldo, prende il nome da Koldo Garcia, braccio destro dell’ex ministro dei trasporti José Luis Ábalos. I due sono stati accusati a febbraio 2024 di tangenti per 4 milioni di euro per l’acquisto di mascherine durante la pandemia. I due sono stati subito espulsi dal partito della maggioranza del Partido Socialista Obrero Español (PSOE) e dimessi dalle loro cariche istituzionali. Lo scorso dicembre, però, si sono presentati volontariamente davanti la Corte Suprema spagnola per rivendicare la propria innocenza.
Ad aprile 2024 invece, un giudice spagnolo ha aperto un’indagine per corruzione contro la first lady Begoña Gómez dopo la denuncia del sindacato dei dipendenti pubblici Manos Limpias, organizzazione molto vicina agli ambienti di Vox. Ad oggi Gómez risulta sotto indagine ma il Primo Ministro spagnolo afferma che le accuse rivolte a sua moglie siano frutto di una campagna diffamatoria che cerca di ledere la stabilità del governo.
Questi due casi, uniti alle pressioni politiche dell’opposizione, hanno reso il 2024 un anno estremamente difficile per Pedro Sánchez, mettendo a dura prova la tenuta del suo esecutivo.
Le sfide del governo spagnolo tra estremismi e conservatorismo
Pedro Sánchez e il suo governo rappresentano l’ultimo barlume di socialismo democratico presente in un’Europa sempre più minacciata dal buio di estremismi e nazionalismi che credevamo aver sconfitto il secolo scorso ma che, purtroppo, si sono ripresentati, obbligandoci a fare i conti con il passato, riaprendo ferite che credevamo ormai rimarginate e ripresentandoci gli stessi schemi e modelli che fino a qualche anno fa vedevamo rappresentati soltanto in un qualsiasi film storico ambientato agli inizi del Novecento.
Il lavoro che toccherà al Primo Ministro nei prossimi due anni di mandato sarà arduo poiché ostacolato dai continui e spregiudicati attacchi dell’opposizione. Fino ad agosto 2027, con la fine del mandato di Sánchez, la Spagna resterà ancora l’ultimo baluardo di socialdemocrazia progressista capace di resistere all’impeto conservatore e nazionalista che continua ad investire l’Europa?
Benedetta Gravina
















































