will smith matrix

«Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare», così parlava Don Vito Corleone ne Il Padrino: una delle citazioni più celebri ed utilizzate di sempre, ad Hollywood e non solo.
Chissà quante volte qualcuno si è rivolto a noi in questo modo e chissà quante altre volte ognuno di noi quell’offerta, poi, l’ha rifiutata. Ogni tanto perfino tirando un sospiro di sollievo.

Si sa, è capitato a tutti di pentirsi di una scelta fatta, di rimproverare a se stessi la scarsa lungimiranza o forse l’ingenuità nel lasciare andare un’occasione d’oro che solo alla fine si sarebbe rivelata tale.
Ma non preoccupatevi, succede anche ai migliori.
Lo conferma Will Smith, che pochi giorni fa ha pubblicato un video sul suo canale Youtube. Il titolo: “Why I Turned Down The Matrix“, ovvero Perché ho rifiutato il ruolo in Matrix.

Will Smith Hollywood

Mentre il resto di Hollywood si preparava freneticamente alla 91esima edizione degli Oscar, il Principe di Bel-Air si sentiva in dovere di spiegare ai suoi più grandi fans perché quella volta, nel 1998, ha detto «no» alla proposta dei fratelli (ora sorelle) Wachowski di interpretare Neo nel loro nuovo film. Un film che avrebbe poi fatto la storia, vincendo quattro Oscar e diventando un vero e proprio successo mondiale nonché un caposaldo sci-fi con uno sbanco da record al botteghino.

«Questa è una di quelle storie di cui non vado fiero» , confessa con ironia Will Smith, «ma è la verità». Così inizia il video e così l’attore si spiega con quel suo fare comico che ci ha conquistati tutti già anni fa, chiedendo però ai suoi fans «di non saltare a conclusioni affrettate», perché i motivi per cui ha declinato l’offerta, all’epoca, avevano senso.

«Nel 1996 era uscito Independence Day, poi arrivò Men in Black, e non volevo essere il “tipo dei film con gli alieni» confessa Smith. Aggiungendo poi che, quando gli venne proposto Matrix, i Wachowski erano pressoché sconosciuti e che, dal modo in cui gli era stata presentato il pitch originale del film, non sembrava affatto poterne uscire un capolavoro.
«Quindi ho fatto Wild Wild West», dice con l’espressione di chi, almeno un po’, se ne è pentito. Un errore di calcolo, insomma.

Will Smith Hollywood

Eppure pare che ad Hollywood di errori di calcolo ce ne siano stati tanti, e che Will Smith non sia stato l’unico a commetterne.
Denzel Washington, ad esempio, non ha mai nascosto di essersi pentito per aver rifiutato il ruolo del protagonista in Michael Clayton, poi andato a George Clooney.

A sbagliare anche Leonardo Di Caprio, il quale avrebbe dovuto interpretare Patrick Bateman in American Psycho. Tradito dal timore di perdere quei fans legati al Jack di Titanic, però, Leo tornò sui suoi passi lasciando spazio a Christian Bale, che con la sua interpretazione fece la storia del cinema.

Sorprende perfino la scelta di Jack Nicholson di dire «no» al già citato Michael Corleone, protagonista de Il Padrino. Come tutti sappiamo, il ruolo andò invece ad Al Pacino e il film divenne una delle pellicole più viste di sempre. E chissà cosa portò John Travolta a declinare la scritturazione per Forrest Gump, uno dei migliori personaggi di Tom Hanks.

Michelle Pfeiffer ha, invece, confessato di aver commesso un grande errore nel rifiutare il ruolo di Clarence Sterling ne Il silenzio degli innocenti, per il quale Jodie Foster vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista. Mentre Sandra Bullock ha lasciato il posto a Hillary Swank e al suo secondo Academy Award quando negò la sua disponibilità per il ruolo di Maggie in Million Dollar Baby.

Ma in fondo piangere sul latte versato non serve: «Mi dispiace ragazzi, ma alla fine non sarebbe stato lo stesso senza Keanu Reeves e Laurence Fishburne, che erano perfetti per il film», conclude Will Smith nel suo video, «se avessi interpretato Neo, dal momento che sono nero, Morpheus avrebbe dovuto essere bianco e il ruolo sarebbe andato a Val Kilmer. Avrei probabilmente incasinato l’intero film di Matrix. Insomma, gli ho fatto un favore».

Che stia cercando di convincere noi oppure se stesso, una cosa è certa: se Will Smith avesse accettato, Matrix non sarebbe stato lo stesso.
E nonostante il detto “le cose vanno come devono andare” rimanga una banalità, in fin dei conti, i «no» delle famose star di Hollywood hanno contribuito a fare la storia del cinema e noi, da spettatori, non possiamo far altro che ringraziarli.

Ludovica Grimaldi

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