Nella giornata di ieri, la società audiovisiva spagnola Mediapro si è aggiudicata i diritti della Serie A per il triennio 2018-21, superando la cifra minima d’asta di un miliardo e 50 milioni di euro che la Lega si aspettava di ricevere per il pacchetto. Un’offerta che ha sorpreso tutti, in particolar modo Sky, che ha diffidato la lega dal procedere alla vendita dei diritti agli spagnoli, rei di aver violato l’articolo 9.4 del decreto Melandri secondo cui un intermediario indipendente può svolgere le sue attività solo al servizio del “Trading”, senza quindi essere legato né con il rivenditore, né con l’acquirente, mentre invece gli spagnoli si proporrebbero come vero e proprio operatore di comunicazione.

La privatizzazione della Serie A da parte di Mediapro, peraltro auspicata da diversi presidenti di club (come Cairode Laurentiis), sarebbe una vera e propria rivoluzione per il calcio italiano. Il piano degli spagnoli era inizialmente quello della creazione di un canale tematico della Serie A, con programmi di approfondimento e partite, offerta che però è stata respinta per il momento dalla Lega, ma che potrebbe in futuro portare alla nascita di un’ipotetica “SerieA Tv”. Gli spagnoli potrebbero quindi decidere di stringere accordi con i singoli rivenditori (Sky e Mediaset in primis), per far si che venga venduto agli acquirenti il singolo pacchetto delle sole partite di Serie A, anziché i soliti pacchetti generali rivolti al Calcio o allo Sport venduti ora, con l’obiettivo di dare maggior risalto al nostro campionato. Altro punto forte della rivoluzione Mediapro è la suddivisione della giornata calcistica non più in 5 finestre ma in 8, aggiungendo in pianta stabile un match di sabato alle 15, di domenica alle 18 e di lunedì alle 20:45. Una giornata maggiormente “spezzettata” che farebbe storcere il naso ai nostalgici ed ai fantallenatori ma che aumenterebbe notevolmente il possibile bacino di utenza del campionato sia in Italia che all’estero e, come fatto notare dal subcommissario Nicoletti, con l’obiettivo di “dare maggior centralità al tifoso e al prodotto calcio, da distribuire in maniera più qualitativa e con una base più ampia possibile”. Una rivoluzione che si andrebbe a completare con l’inclusione di piattaforme IpTV (tv su internet) e dispositivi Android e iOS sui quali si potranno vedere tutte le partite di Serie A, pagando un solo abbonamento (che include ovviamente i classici canali su digitale terrestre e satellite).

I subcommissari di Lega ed i dirigenti Mediapro

L’obiettivo di Mediapro, come dichiarato da uno dei fondatori Tatxo Benet, è di creare un prodotto che vada bene per tutti, senza che una piattaforma uccida un’altra e far in modo che, tramite la sinergia di produttore, distributore, lega e Club si ottengano più abbonati di quanti ce ne siano attualmente, e di vendere il calcio italiano al minor prezzo possibile, ma con la qualità migliore possibile. Un modus operandi che porterebbe anche al ribasso dei prezzi per il consumatore finale e porterebbe in Italia la tanto ammirata tecnologia in 4K-HDR e le riprese a 360°, già viste più di una volta nel clasico di Liga tra Real Madrid e Barcellona (i cui diritti sono gestiti sempre da Mediapro).

La dichiarazione della Lega Serie A

Tuttavia, proprio per la presunta violazione del decreto Melandri, l’acquisizione dei diritti verrà ufficializzata solo quando l’Antitrust avrà legittimato l’offerta del gruppo spagnolo (entro 45 giorni). La proposta di Mediapro potrebbe però dare al calcio italiano quella ventata di aria fresca che serve al nostro calcio, ancora senza un presidente di Lega, rendendo il calcio più accessibile ai tifosi, non più costretti a seguire solo la squadra del cuore ma l’intero spettacolo della nostra Serie A.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: lastampa.it

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