Il presidente del CONI e Commissario Straordinario della Lega Serie AGiovanni Malagò, al termine della Assemblea di Serie A, ha annunciato le importanti modifiche che verranno applicate al calendario del nostro Campionato, a partire dalla stagione 2018/2019, oltre alla nomina di Gaetano Micciché come presidente di Lega, che avverrà il 19 marzo e con il consenso di tutti i club di A.

La rivoluzione al calendario di Serie A non riguarderà le date di inizio e conclusione, che rimangono rispettivamente il 19 agosto ed il 26 maggio, bensì quelle delle due sessioni di calciomercato: non ci saranno più le chiusure al 31 agosto ed al 31 gennaio, sostituite dalle due date del 18 agosto, per quella estiva, e del 19 gennaio per quella invernale. Entrambe quindi avverranno un giorno prima della ripresa delle partite, con la sosta invernale che è stata programmata dal 29 dicembre al 20 gennaio, con la classica partita del “giorno della Befana” che viene quindi eliminata dal Calendario, almeno per la prossima stagione.

Una novità che è stata accolta con grande entusiasmo dagli addetti ai lavori, dal D.T. della Sampdoria Pradé a quello del Crotone Urbino, e che sicuramente verrà accolta con ancora più entusiasmo dagli allenatori, che avranno la garanzia di poter contare su quegli uomini almeno fino al mese di gennaio, senza il rischio di perderli dopo averli schierati nelle prime battute di campionato, con la squadra che è sicuramente più tranquilla e concentrata solo sulle partite. Alcuni si auspicavano addirittura una chiusura al 31 luglio, come l’organizzatore del calciomercato Fulvio Catellani, e sicuramente in linea con le idee degli allenatori, che preferiscono avere la rosa pronta già durante il ritiro. Altri come l’agente Vincenzo Cavaliere, la reputano “una stupidaggine“, perché espone le società alla mercé delle squadre estere, il cui calciomercato si chiude ancora il 31 agosto (a eccezion fatta di quello di quello inglese che da calendario termina il 9 agosto), e senza alcuna garanzia che i calciatori possano rimanere nei club italiani. Altro importante tema di discussione è stato quello delle clausole rescissorie, ma il direttore Pradé ha assicurato che la maggior parte di esse perde validità già a luglio, evitando così di esporre le società al rischio di perdere i propri gioielli senza poter far nulla per impedirlo.

Una decisione che appare più che giusta, sia per tutelare le squadre che per il lavoro degli stessi allenatori, che spesso perdono pezzi importanti (basti pensare a Borriello, passato alla SPAL dopo aver già giocato con il Cagliari) e si ritrovano con volti nuovi o addirittura senza un ricambio adeguato fino al mercato di riparazione. Mercato di riparazione che ora dura soltanto 19 giorni e che ci risparmierà diverse telenovelas di mercato, come quelle clamorose di Verdi Politano, avvenute mentre il campionato era già in svolgimento.

Oltre agli annunci dei turni infrasettimanali del 26 settembre e del 3 aprile (due, non tre come questa stagione), delle soste per la Nazionale (9/09, 14/10, 18/11, 24/03) e la conferma dei match del 22 e del 29 dicembre, è stato aggiunto al calendario anche il cosiddetto “Boxing Day“, il tradizionale giorno calcistico inglese del 26 dicembre che diverrà quindi parte integrante del nostro campionato, nel giorno di Santo Stefano. Un vantaggio sicuramente economico per le società ma che permetterà anche a chi normalmente non frequenta gli stadi di poter assistere alla propria squadra del cuore dal vivo. Importanti riforme annunciate anche per la Coppa Italia: sarà giocato un turno il 13 gennaio e verrà eliminata la partita in casa per le “teste di serie”, per permettere anche alle squadre meno blasonate di poter usufruire di un turno in casa, in caso di sorteggio favorevole.

Una Serie A che dunque cerca di seguire i passi del campionato più ricco d’Europa (la Premier League) modificando il suo calendario e la sua Coppa Italia per favorire lo spettacolo anche durante le festività natalizie e cercando di tutelare il lavoro di direttori sportivi ed allenatori con l’accorciamento delle estenuanti sessioni di mercato. Uno svecchiamento delle formule esistenti che sembra essere il primo passo per rilanciare sia il Campionato che la Nazionale, con la speranza che Gaetano Miccichè possa continuare un’opera di rinnovamento necessaria per il calcio italiano.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: attualità.com

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