Osservatore e Match Analyst: la nuova frontiera del calcio
Fonte immagine: ilposticipo.it

Osservatore Calcistico e match analyst, due ruoli che ormai i grandi appassionati di calcio stanno imparando a conoscere come una vera e propria nuova frontiera, soprattutto in questo particolare periodo in cui il mondo “pallonaro” – costretto ai boxes dal nemico Coronavirus – ne approfitta per guardare al futuro.

Se, però, già quella dell’osservatore è una figura nota da tempo agli appassionati di calcio, quello del match analyst rappresenta sicuramente un ruolo nuovo e sicuramente tutto da esplorare.

ANALOGIE

Le due figure presentano molte caratteristiche comuni ma anche importanti differenze. Tra gli aspetti comuni vi sono sicuramente l’esame dei particolari ed un’adeguata abilità tecnologica. Sia l’osservatore che l’analista, infatti, sono chiamati a visionare con attenzione le partite da cui dovranno cercare di far emergere i particolari necessari per completare la propria attività. Un’altra importante similitudine, poi, è sicuramente quella relativa all’uso della tecnologia, aspetto che risulta oggi francamente imprescindibile per entrambe le attività.

Lo scout, infatti, anche attraverso le varie piattaforme presenti sul web, può procedere con migliore criterio nella ricerca dei giovani talenti da sottoporre alla propria società stendendo un’adeguata relazione. L’analista, peraltro, grazie all’uso di telecamera, software, pc e tablet può vivisezionare in maniera completa i matches da esaminare al fine di fornire al mister del proprio staff un report il più possibile completo ed adeguato.

LA NOVITÀ: IL RUOLO DELL’ANALISTA

Se le analogie sono innegabili, non si passano sotto traccia le differenze che intercorrono tra le due figure. La capacità di osservare e di guardare al particolare, infatti, nei due ruoli deve essere diversamente orientata. L’osservatore deve saper individuare il “potenziale fenomeno” anche nei sabbiosi ed interrati campetti di periferia. L’analista, al contrario, deve procedere con un’analisi approfondita e completa del match, spezzettando la partita in diverse sezioni, anche relative alla fase di gioco da esaminare. Il tutto con lo scopo di fornire al mister, in tempo quasi reale, un report approfondito sulle varie caratteristiche della propria squadra e di quella avversaria per consentirgli di intervenire anche a partita in corso.

Siamo quindi in presenza di un collaboratore del tecnico della prima squadra, che ha l’importante compito di controllare, in maniera analitica e dettagliata, tutto ciò che riguarda la vita del proprio team. Una figura, quindi, del tutto nuovo sul panorama calcistico nazionale e che è venuta fuori solo recentemente, in maniera repentina, avvalendosi delle più moderne tecnologie per poter svolgere in maniera adeguata il proprio compito consistente nell’analisi delle partite delle squadre avversarie, nella creazione di un video sintetico in cui vengono spiegate al proprio mister pregi e difetti dei prossimi avversari e un report di dati relativi alle varie fasi di gioco.

Si comprende bene, quindi, quanto sia diventato importante questa figura, soprattutto nel calcio attuale, dove l’abilità di saper intervenire a partita in corso diventa determinante per poter portare a casa il risultato. Non stupisce, pertanto, che oggi l’analista sia diventato un ruolo presente in ogni staff che si rispetti. Né stupisce, peraltro, il clamore che si sta diffondendo intorno a questa importante figura, anche in considerazione dei rivoluzionari strumenti che vengono utilizzati per portare a termine il lavoro.

Indimenticabile, a tal proposito, è l’uso di droni che Maurizio Sarri, con il suo staff di analisti, utilizzava a Castelvolturno ai tempi in cui era l’allenatore del Napoli. Non di soli droni vive, però, il match analyst se è vero che sono numerosi altri gli strumenti che si aggiungono, come, ad esempio, le indicazioni sui posizionamenti e i movimenti acquisiti tramite i GPS (Global Positioning System) indossati dai calciatori.

L’EVOLUZIONE DELLA MATCH ANALYSIS

Strumenti tecnologici evoluti; report e dati forniti in maniera capillare ed in tempo reale; capacità spiccata di problem solving; sostegno continuo a tutto lo staff. Se queste sono le premesse, non stupisce l’importanza che la figura del match analyst ha assunto nel calcio moderno. Tale ruolo è diventato talmente importante che oramai è previsto con regolarità nello staff di ogni tecnico e di ogni società (tra gli antesignani si annoverano anche Mancini e Mihajlovic). Peraltro, gli stessi analisti in Italia si sono da poco riuniti in un’associazione (l‘AIAPC) con l’evidente scopo ed il chiaro obiettivo di darsi una struttura in grado di tutelare i propri diritti.

L’AIAPC, in particolare, nasce e si sviluppa proprio con l’obiettivo di risolvere tutte le problematiche lavorative cui può andare incontro questa nuova ed importante figura professionale e lo fa con l’obiettivo di consentire all’analista italiano di allinearsi ed uniformarsi agli standard internazionali registrati in materia di performance analysis. Ulteriore obiettivo dell’AIAPC, poi, è proprio quello di incentivare e migliorare l’accesso alla match analysis operando attraverso una formazione che riguardi non solo l’attività dell’analista ma anche lo studio e l’approfondimento dei vari mezzi tecnologici indispensabili per questa attività che viene a toccare diversi rami e scienze fra loro inevitabilmente intrecciate.

IL FUTURO DEL CALCIO

Non si sbaglia, quindi, se si definiscono l’osservatore e l’analista come le due nuove figure di un calcio che si evolve; entrambe rappresentano le diverse declinazioni delle attività off-screen, quelle poco visibili agli occhi di un appassionato, ma determinanti nella costruzione di un team competitivo. Sì, perché è dove si incontrano l’analogico e il digitale che definiscono rispettivamente i due lavori che si può elaborare la ricetta perfetta di una squadra vincente.

Appare, infatti, altamente credibile che molte squadre si attiveranno sempre di più per potenziare la ricerca smisurata di talenti e per migliorare l’analisi dei dati della propria squadra e di quella avversaria, sviluppando tale lavoro attraverso anche delle modalità online di certo compatibili con l’attuale situazione di smart working ed affidandosi a figure professionali formate e competenti.

Ciò anche al fine di assicurarsi un futuro sportivo economico adeguato senza lasciarsi sfuggire giovani talenti o futuribili campioni. Anche da qui, di conseguenza, il decuplicarsi di piattaforme virtuali dove svolgere il predetto lavoro e di vari corsi di formazione, anche svolti direttamente presso le Federazioni Nazionali, evidentemente consapevoli dell’importanza di queste nuove figure che si affacciano sul palcoscenico nazionale.

Salvatore Fiori

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Salvatore Fiori
Mi laureo in Giurisprudenza nel 2002 presso l’Università di Bologna e inizio subito la pratica presso uno studio legale fiorentino occupandomi di diritto civile e penale. Ottenuta l’abilitazione alla professione di avvocato, mi specializzo in diritto dei consumatori e diritto sportivo. Divento, nel frattempo, referente di un’associazione dei consumatori aprendone anche uno sportello presso il mio studio. Parallelamente, coltivo anche la mia passione per l'insegnamento collaborando con alcune scuole private quale insegnante di Diritto. Appassionato di sport in generale e di calcio in particolare e di politica latu sensu intesa, nutro una spiccata propensione per le esigenze dei più deboli, ispirandomi ai principi di giustizia sociale che da sempre muovono il mio pensare e quindi il mio agire.

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