Di cosa viviamo, Birgit Birnbacher su Mar dei Sargassi Edizioni

Di cosa viviamo” non è solo il titolo del nuovo romanzo di Birgit Birnbacher, ma anche un interrogativo profondo che la letteratura ci spinge a esplorare. Attraverso le pagine di questa sociologa e autrice pluripremiata, che solo in Germania ha conquistato ventimila lettori, siamo invitati a un viaggio intimo nell’animo umano, guidati da una narrativa potente, capace di esplorare l’animo umano attraverso riflessioni profonde e una misurata sensibilità. 

Birgit Birnbacher, l’autrice e il romanzo 

Birgit Birnbacher vive a Salisburgo, dove ha iniziato la sua carriera letteraria con una raccolta di racconti che le ha valso il suo primo premio letterario. Tuttavia, è nel 2019 che ha vinto il prestigioso premio Ingeborg Bachmann. “Di cosa viviamo” è il suo secondo romanzo edito in Italia da Mar dei Sargassi Edizioni. Ancora una volta, l’autrice riconferma il suo stile capace di mettere in luce le contraddizioni della società

“Di cosa viviamo”, una trama a doppio filo 

Julia è un’infermiera indipendente che ha costruito la sua vita e la sua carriera di proposito in opposizione a quello che gli altri credevano o volevano per lei. Per una serie di circostanze, perde il lavoro ed è costretta a tornare nel paesino di provincia da cui aveva sempre desiderato allontanarsi. Nel frattempo, però, se tutto è cambiato a causa della chiusura di una fabbrica, il modo di pensare della gente del paese è rimasto quello di una volta e le idee di Julia, ora più che mai, non convergono affatto con quelle di suo padre, tipico uomo distaccato e dedito al lavoro che si aspetta nient’altro che devozione e filiale assistenza, da quando anche la moglie lo ha abbandonato per costruirsi una vita vera invece di una spenta sopravvivenza.

Per riprendere in mano la sua vita, Julia tenta di ribellarsi a quello che sembra un destino già segnato. Grazie a Oskar, un cittadino che ha avuto dalla vita una seconda occasione e ha deciso di trasferirsi nel paesino per mettervi finalmente radici; e grazie all’amicizia di Bea, una personalità decisa e positiva che, come lei, ha sfidato tutte le altrui aspettative, Julia impara a conoscere ciò che vuole davvero. La trama del romanzo sembra quasi dipanarsi di pari passo con l’animo dei protagonisti quasi che fossero due fili intrecciati indissolubilmente, destinati a formare un ordito che tende verso un’unica direzione.

L’animo umano e il rapporto con gli altri 

“Da qualche parte dentro di noi siamo ancora quei bambini. Da qualche parte dentro di noi tutto è ancora a posto.” – Birgit Birnbacher 

L’autrice descrive accuratamente le riflessioni interiori della protagonista che indaga se stessa e rivede le proprie emozioni, scaturite dal rapporto con gli altri. A un certo punto, il percorso della protagonista è destinato a scontrarsi con la realtà, realtà che molto spesso costringe a delle scelte. L’animo dunque ha il diritto di vivere in libertà o deve piegarsi al volere della società e alle esigenze delle circostanze? Tutta l’esperienza dell’autrice emerge, quindi, nel rapporto della protagonista con gli altri: nel confronto col cittadino che ha deciso di restare, con sua madre che è riuscita a sottrarsi al dovere, con la sua amica venuta a patti con se stessa, con suo fratello malato di mente, con suo padre da cui vuole prendere disperatamente le distanze ma con cui, tuttavia, finisce per assomigliarsi in alcune scelte. Di conseguenza, il dovere si rafforza in ragione delle circostanze e delle aspettative e quello che si era tentato di allontanare torna a esigere il proprio tributo.  

Il potere riflessivo della narrativa 

“Io, un tronco senza radici né foglie, ma quando il vento soffia dentro di me, c’è resistenza, forse persino un piccolo canto.” – Birgit Birnbacher 

In questa favola moderna è quasi possibile rintracciare una morale, un ideale verghiano. Ciò che ne decreta il successo, tuttavia, è indubbiamente la protagonista stessa: un modello in cui chiunque, uomo o donna, può identificarsi e riconoscere i limiti imposti dalla propria condizione o dalla società. 

In altre parole, il lettore può fare propria la narrazione, per maturare spunti e riflessioni personali e in cui ognuno può ritrovarsi. Non è solo la morale didascalica a elevare la riflessione, ma la sua capacità di trasformare l‘inevitabile sconfitta in uno specchio universale, offrendo non risposte, ma nuovi punti di partenza che risuonano ben oltre le pagine e che aprono a nuovi viaggi e nuove scoperte di sé stessi. 

Simona Esposito

Simona Esposito
Sono Simona Esposito e mi occupo di libri e cultura. Avendo ricevuto una formazione classica e avendo continuato a insegnare, mi sono appassionata sempre più al mondo della letteratura e della cultura. Nel tempo libero, oltre alla lettura, mi dedico alle escursioni in montagna, al teatro e sono un'appassionata della natura e della fauna selvatica!

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