Social di estrema destra, Parler, Gab, 4chan
Immagine presa dal social network Parler

I social network “politicamente scorretti” di estrema destra, come Parler, Gab e 4chan, possono essere considerati una manifestazione della libera espressione?

Quando si pensa al fascismo si pensa quasi sempre a un regime fondato su presupposti di tipo sociale e anti-mercato, che comprime le libertà. Tuttavia, in realtà, esso è legittimato su basi “reazionarie”, dato che il suo intreccio con il capitalismo non è stato frutto della casualità, ma di una precisa scelta del capitalismo medesimo che nel fascismo vede uno strumento di riaffermazione del proprio predominio, seppure mediante uno Stato autoritario. Nel tentativo, infatti, di apportare trasformazioni alla struttura economica, il fascismo non modifica le gerarchie sociali vigenti. Al contrario, si trova a potenziare tali istanze tramite la propria ideologia, tanto da finire con il legittimarle. Dunque, il fascismo altro non è che una trasformazione delle istituzioni politiche, economiche e sociali che compongono la struttura capitalista, attuata con il fine di evitare un processo sociale veramente rivoluzionario.

Sostenendo ciò non si vuole accomunare liberismo e fascismo, ma far emergere la continuità che esiste tra queste due visioni del mondo solo apparentemente antitetiche. Come poter dimenticare le campagne imperialiste, iniziate da governi liberali e portate avanti da governi nazisti o fascisti; oppure le politiche fortemente deflazionistiche e recessive varate dallo Stato italiano fascista, in difesa del grande capitale che vedeva i suoi profitti perdere di valore con la svalutazione monetaria; e ancora la conferenza di Monaco, alla quale parteciparono il governo fascista italiano, il governo nazista tedesco e i due governi liberali di Francia e Inghilterra, che si concluse con un accordo che portò all’annessione di vasti territori della Cecoslovacchia da parte della Germania. In sostanza, liberismo e fascismo non saranno certamente la stessa ideologia, ma si contraddistinguono storicamente per la loro complicità opportunistica. Le persone, dunque, non “nascono” fasciste ma lo diventano, attraverso l’assunzione e la realizzazione, in maniera ortodossa, di valori e di norme che governano la società neoliberista. Una delle manifestazioni odierne che palesano questo connubio sinergico è rappresentato dai social di estrema destra come Parler, Gab e 4chan.

Le differenze soltanto apparenti tra Parler, Gab e 4chan

Oggigiorno, uno dei luoghi di incontro preferiti dai gruppi di estrema destra sono social network come Parler, Gab e 4chan. La tendenza a iscriversi a queste piattaforme virtuali alternative è incominciata nel momento in cui politici e noti personaggi dell’ultradestra americana si sono visti censurare messaggi e bloccare account dai colossi della Silicon Valley, quali Twitter, Facebook, Google e YouTube. Nel tempo, tale andamento ha portato ad attirare le frange più reazionarie della destra mondiale e trasformare questi social in veri e propri luoghi di proselitismo virtuale per questi estremismi. Di fatto, come riportato dal New York Times, è stato proprio attraverso questi due social alternativi che si è organizzato l’assalto a Capitol Hill avvenuto il 6 gennaio 2021. Fondato nel 2018 da John Matze Jr. e Jared Thomson, Parler è una piattaforma online che si propone di essere un posto virtuale dove poter pubblicare qualsiasi tipo di contenuto, ovvero si caratterizza per adottare un approccio apparentemente neutrale rispetto ai messaggi contenuti. Esso veniva ospitato dai server di Amazon, ma è stato prima oscurato e poi completamente rimosso dal colosso americano dopo il clamoroso episodio in Campidoglio.

Social di estrema destra, Parler, Gab, 4chan
Immagine presa dal social network Gab

Gab, invece, si caratterizza per essere espressamente il maggior luogo virtuale di ritrovo per chi si identifica con idee della destra radicale di fede cristiana. Fondato nel 2016 da Andrew Torba, imprenditore texano sovranista e fortemente cristiano, tale piattaforma ha una propria sezione notizie e accetta apertamente qualsiasi tipo di contenuto in nome della “libertà di parola”. Ne consegue che, nell’ottica di Gab, andrebbero tollerati discorsi che incitano al razzismo, al maschilismo, omofobi, islamofobi, ma anche minacce di morte, incitazioni alla violenza e contenuti di matrice terroristica. Dunque, a differenza di Parler, questa piattaforma si presenta nettamente schierata a favore di una certa posizione politica, ma non può essere silenziata come fatto da Amazon con Parler, poiché Torba è in possesso del server.

Infine c’è 4chan, una piattaforma online imageboard fondata da Christopher Poole nel 2003, e acquistata successivamente dall’imprenditore giapponese Hiroyuki Nishimura. Famoso soprattutto per essere un generatore continuo di linguaggi e contenuti virali politicamente scorretti, espressi sotto forma di meme, trovate digitali, slogan e quant’altro, questo social network viene associato a diverse subculture di internet, tra cui quella dell’ultradestra. In breve, è possibile sostenere che, per la loro permissività, questi social network alternativi sono diventati negli anni un ritrovo dei suprematisti bianchi, neonazisti e membri della destra alt-right che inneggiano all’odio, dato che i commenti non vengono moderati, segnalati o cancellati, come nel caso dei social network più diffusi.

Condannare i social di estrema destra non è la soluzione al problema

Ultimamente, per arginare l’universo social di estrema destra, si è incominciato a discutere sulla possibilità dei governi pubblici di regolamentare i social network. Si sta di fatto iniziando a riflettere sulla possibilità di emanare atti legislativi che abbiano l’intento di bilanciare il rispetto dei diritti fondamentali degli utenti con una maggiore responsabilità delle piattaforme social in merito ai propri contenuti, sottraendo così il monopolio della regolamentazione ai privati. La stessa Unione Europea sta valutando da tempo l’introduzione del Digital Services Act, ovvero una legislazione apposita che preveda che le piattaforme debbano spiegare come moderare i contenuti e stabilire in termini chiari a quali regole debbano attenersi gli utenti.

Social di estrema destra, Parler, Gab, 4chan
Immagine presa dal social network 4chan

Tuttavia, non è sufficiente liquidare la destra radicale tramite una semplice regolamentazione formale. Essa non si fonda sulla divergenza di opinioni sui social, né può essere spiegata come una popolazione di bianchi emarginati della classe lavoratrice che chiede un reddito di base universale. La destra estrema si basa su una solida tradizione di terrore, una deriva culturale di matrice nera che è frutto della nostra società. Dunque, per quanto minacciosi possano essere i social di estrema destra come Parler, Gab e 4chan, in un prossimo futuro essi potrebbero facilmente essere sostituiti con qualcos’altro. Tutt’oggi essi sono visti e utilizzati soltanto come contenitore di odio di un’ideologia politica, che va ben oltre queste piattaforme virtuali.

Vedere quindi il neonazismo e il neofascismo come un fenomeni isolati e alimentati dalle sole piattaforme virtuali consentirebbe di risolvere un problema specifico, ma impedirebbe di affrontare la complessità del fenomeno. Dunque, la regolamentazione dei social network non deve essere il fine ultimo, bensì il primo passo verso la defascistizzazione della società. Al contrario, le accuse al fascismo diventano prive di fondamento se non si mettono in discussione le istituzioni politiche, economiche e sociali, e si incomincia ad apportare un mutamento profondo e sostanziale alla società capitalista in cui viviamo.

Gabriele Caruso

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