Matteo Salvini pensi alla Lombardia invece che a Speranza
Fonte: money.it

Il fatto che la Lega di Matteo Salvini stia attraversando un periodo politicamente complicato, lo abbiamo capito. Non è servita neanche la crisi interna al Movimento 5 stelle a far risalire il partito, che sta soffrendo il peggior calo nei sondaggi degli ultimi tre anni, scendendo anche sotto quota 23%. In parte, ciò è dovuto alla semi-impossibilità di Salvini di criticare aspramente l’operato del premier Mario Draghi, come avrebbe fatto se le stesse decisioni fossero state prese da Giuseppe Conte, essendo questa volta parte integrante della coalizione che sostiene il governo. Proprio questo dato di fatto che lo ha spinto a rivolgere le proprie attenzioni verso un bersaglio sicuramente più facile: Roberto Speranza, ministro della Salute, nonché esponente della Sinistra di ART1-MDP. 

Le critiche del leader del Carroccio sono state espresse in merito all’ultimo decreto anti Covid-19 che è entrato in vigore il 7 aprile: non solo, infatti, l’Italia è stata blindata come zona rossa nel corso delle festività pasquali, ma, a detta di Speranza, sarà improbabile vedere regioni gialle nei prossimi giorni. Secondo Salvini, c’è la possibilità che la scelta di preservare una linea di rigore «sia una scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza», che vedrebbe “rosso” letteralmente per partito preso. Per quanto condivisibile o meno quest’affermazione, rimane doveroso ricordare alla Lega che in un’Italia dove la campagna vaccinale procede fra singhiozzi ed imbarazzi, i dati aggiornati al 3 aprile ci parlano ancora di 21.261 contagi e 376 morti. Troppi per potersi rilassare. 

Nessuna regione può esimersi da questo giudizio di valore. In un anno di pandemia, i casi di inefficienza e inadempienza si sono verificati da Milano a Reggio Calabria, passando dalla Sicilia con l’ultimo scandalo che la vede protagonista. Ciononostante c’è una regione che sicuramente più di tutte ha stupito in negativo per le sue imbarazzanti carenze organizzative. Non solo non si tratta di una regione governata dal centro-sinistra, sulle cui problematicità Matteo Salvini avrebbe potuto costruire un’intera campagna elettorale in vista delle prossime amministrative, ma è anche una regione presieduta da un esponente del suo partito: il leghista Attilio Fontana.

Parlare di «sequestro di persona» come ha fatto Salvini, senza considerare che dei 21.261 casi del 3 aprile, più di 4 mila riguardano unicamente la Lombardia, regione che nell’ultimo anno si è resa protagonista di una serie di errori imperdonabili nella gestione dell’emergenza, appare riduttivo. Soprattutto senza considerare che la campagna vaccinale locale, organizzata tramite la partecipata Aria SPA (lottizzata interamente dalla maggioranza della regione lombarda) è stata segnata da continue disfunzioni grossolane. Andando con ordine: nel luglio 2020 il direttore generale di Aria, ha deciso di dimettersi in seguito all’inchiesta legata all’azienda Dama, che si occupava della fornitura di materiale sanitario, tra cui camici per medici, alla regione. Inchiesta in cui ad oggi risulta indagato lo stesso Fontana per auto-riciclaggio e false dichiarazioni. 

Nel corso dello stesso anno Aria è stata implicata anche nello scandalo dei vaccini antinfluenzali, giunti estremamente in ritardo nella regione e generando addirittura lo scetticismo di Giulio Gallera, ex assessore lombardo al welfare, noto per ben altri scivoloni relativi alla gestione del Covid e per questo costretto alle dimissioni.  

Si sperava che peggio di così la Lombardia non potesse fare, e invece il sistema prenotazioni dei vaccini di Aria lo scorso marzo è andato nel caos: gli sms non sono partiti e la campagna vaccinale ha subito l’ennesimo arresto. Ne sono conseguite le dimissioni dell’intero Cda di Aria, mentre Attilio Fontana, il minimo comune denominatore di tutti questi incidenti, è rimasto alla guida della regione che a detta di Salvini, sarebbe la più virtuosa e meglio organizzata d’Italia. 

Forse Matteo Salvini, prima di puntare il dito su Speranza dovrebbe rivolgere le proprie attenzioni alla Lombardia (che in molti hanno chiesto di commissariare) e alle figure che la governano. Questo soprattutto in seguito all’arrivo di Letizia Moratti non solo in sostituzione dell’assessore Gallera, ma anche nel ruolo di vicepresidente della regione, che avrebbe dovuto comportare una sospirata svolta. 

Per quanto Salvini critichi le misure adottate dal Ministro della Salute, la verità è che sono le regioni a gestire con pressoché totale margine di autonomia l’organizzazione sanitaria all’interno dei propri confini. Roberto Speranza agisce sulla base dei dati che le singole regioni inviano a Roma attraverso il coordinamento con il CTS, ma la responsabilità primaria che questi dati non peggiorino, ricade anche e soprattutto sulla responsabilità delle regioni stesse. Ricade, quindi, sulla Lombardia. Ricade su Attilio Fontana. Ricade, infine, anche sulla Lega di Matteo Salvini, e i recenti sondaggi lo dimostrano.

Giulia Esposito

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