Il Maggio dei Monumenti: ripercorriamo l'edizione dedicata a Totò
Fonte: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/32620

Era il 2017 e il “Maggio dei Monumenti” celebrava Antonio de Curtis, in arte Totò a 50 anni dalla scomparsa. Da quando è stato istituito per la prima volta nel 1994, questo evento rappresenta senza dubbio un appuntamento imperdibile per Napoli.

Da metà aprile agli inizi di giugno, la città partenopea diventa teatro di manifestazioni culturali, eventi artistici, spettacoli, visite guidate e rassegne che animano la città, mentre si avvicina l’estate e diventa sempre più piacevole stare in giro. Mostre e collezioni private sono in questo periodo accessibili, spesso anche gratuitamente. È l’occasione per scoprire e riscoprire il patrimonio artistico e culturale della magnifica città napoletana e per celebrarla.

Quest’anno anche il Maggio dei Monumenti è stato vittima del Covid19. Mentre la crisi epidemiologica continua e da questa settimana ha avuto inizio la famigerata Fase 2, è chiaro che anche questo evento tanto atteso doveva spostarsi online.

A malincuore dobbiamo rinunciare a tutti gli eventi e manifestazioni in presenza, anche se sicuramente tutte le iniziative fruibili online saranno un piacevole diversivo in questi giorni in cui, comunque, siamo costretti a passare la maggior parte dei nostro tempo in casa.

Con piacere ricordiamo le edizioni passate e soprattutto ricordiamo quella del 2017 dedicata al principe della risata, Totò.

Totò Il Maggio dei Monumenti Antonio de Curtis Napoli
Fonte: https://www.napolidavivere.it/2020/04/18/25-film-di-toto-su-rai-play/

Personaggio straordinario e altamente simbolico nell’immaginario partenopeo, Antonio de Curtis in arte Totò nasce il 15 febbraio del 1898. Registrato all’anagrafe inizialmente come Antonio Clemente, assumerà il cognome di De Curtis solo in seguito al matrimonio della madre con il marchese De Curtis che lo riconoscerà come figlio.

È della madre il merito del famoso nomignolo con cui egli diverrà famoso in tutto il mondo: Totò.

Fin da giovanissimo, Antonio de Curtis manifesta il suo amore per il teatro. È principalmente questo il motivo per cui abbandonerà il collegio in cui studiava: un famoso aneddoto, inoltre, racconta che nell’istituto Antonio fu colpito da un ceffone da un educatore e ciò gli devierà il setto nasale. Il motivo? Probabilmente la sua irrequietezza e vivacità. Fatto sta che in seguito a questo episodio il volto del comico, a causa della atrofizzazione della parte sinistra del naso, assumerà la sua caratterizzazione inconfondibile, quella “maschera” comica che gli valse l’appellativo di “principe della risata“.

Così Totò, seguendo la sua grande passione, inizia a recitare nei teatri di periferie: tuttavia fatica a sfondare e, in seguito allo scarso entusiasmo suscitato nel pubblico, decide di arruolarsi.

Ma Antonio de Curtis non è fatto per la vita nell’esercito: insofferente alle differenze gerarchiche, riuscì con  uno stratagemma ad evitare la Grande Guerra. Totò torna a Napoli e riprende a recitare: dopo qualche anno finalmente riesce a raggiungere il successo prima a Roma e poi la sua consacrazione arriverà proprio a Napoli. 

Carismatico, esuberante e trascinatore, Totò affascina il pubblico in un modo tutto suo, unico. L’espressività del suo volto, la capacità di usarne le asimmetrie per evidenziare i momenti comici è alla base del suo successo, soprattutto popolare.  Animale da palcoscenico e genio comico, Totò debutta presto anche al cinema e arriva ad interpretare circa un centinaio di film.

La verve creativa di Totò non si esuarisce solo nella recitazione: è suo il capolavoro musicale “Malafemmena”. Ancora,  si dedica anche alla poesia, pubblicando la raccolta “A livella” e una biografica “Siamo uomini o caporali?”.

È il 15 aprile del 1967 quando Totò, dopo un susseguirsi di vari attacchi cardiaci, si spegne alle tre e mezzo del mattino.

50 anni dopo Napoli celebra il mai dimenticato Toto con “‘O Maggio a Totò“. Quella del 2017 è stato un’ edizione de “Il Maggio dei Monumenti” piena di eventi, concerti e spettacoli.

Come non ricordare la mostra Totò Genio che ha aperto le celebrazioni dedicate allo scugnizzo napoletano? Divisa in tre diverse mostre in altrettanti luoghi di Napoli, “Totò Genio” celebrava l’artista novecentesco in tutta la sua grandezza, ripercorrendone la vita e l’arte.

E come non citare il concerto che La Banda dei Carabinieri ha dedicato alla commemorazione di Totò? Lì, a piazza Mercato, nello stesso luogo in cui 50 anni prima Napoli ha dato l’ultimo saluto al principe della risata. È l’Inno di Mameli ad aprire la marcia, per poi spaziare in brani della tradizione fino all’immancabile “Malafemmena”, oltre che le proiezioni di famosi spezzoni cinematografici.

La piazza è piena di gente, così come nel giorno della sua scomparsa, in un momento di pura condivisione, di quelli che hanno la loro forza proprio in virtù dello stare insieme. Sono quelli i momenti di cui oggi più che mai apprezziamo l’importanza.

Vi era poi il progetto artistico “Grazie Totò – Principe della Risata” che invitava gli artisti e i poeti ad entrare in contatto con l’arte e lo spirito di Totò. Era un vero e proprio percorso da vivere nel tessuto urbano, caratterizzato da diverse istallazioni e articolato a capitoli con tre titoli tematici: Il riso nutre il corpo e lo spirito, il Bosco e Lo Spirito di Totò. Un vero e proprio invito a “scoprire” il genio.

Molte altre sono state le iniziative e gli eventi che hanno animato “O Maggio a Totò”, celebrando questo personaggio dalla napoletaneità verace. E così sono state anche le altre edizioni, sempre piene di iniziative, eventi e dedicate ogni volta ad una figura simbolo.

E noi non vediamo l’ora di poter tornare ad apprezzare, anche grazie a “Il Maggio dei Monumenti“, il meraviglio patrimonio culturale della nostra splendida Napoli: perché se è vero che il virtuale può fare tanto, l’arte è da vivere in presenza.

Vanessa Vaia

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