
Il ritorno dei quattro di via Atri 36 : Serena Venditto ci riporta in giro per Napoli per risolvere un caso di omicidio. E per “salvare” una casa dal diventare l’ennesimo b&b.
Casa è dove noi – trama e recensione
È una settimana impegnativa per Malù Ferrari: deve discutere la tesi di dottorato e ha appena rotto con il fidanzato in partenza per la Svizzera. Come se non bastasse, il padrone di casa è costretto a vendere l’appartamento di via Atri in fretta e furia per farne un bed and breakfast. Ha bisogno di soldi: la moglie è agli arresti domiciliari, accusata di omicidio. Tutte le prove sono contro di lei: è stata trovata con un coltello insanguinato in mano davanti al cadavere del suo vicino di casa, mentre ripeteva ossessivamente “Che ho fatto!”. Lei non ricorda niente, ma si professa innocente. Per Malù, Ariel, Samuel e Kobe (per non parlare del gatto Mycroft) lasciare via Atri è fuori discussione, e c’è solo un modo per salvare la loro amatissima casa: trovare il vero assassino. D’altra parte, a Napoli, dove il turismo non si ferma mai e i bed and breakfast nascono come funghi, trovare una casa da affittare può essere un’impresa più ardua che risolvere un caso di omicidio. La nuova indagine dei quattro più uno di via Atri 36 si dipana fra interrogatori ben poco ortodossi, improvvisate disquisizioni d’arte, visite ad appartamenti improbabili, drammi sentimentali da operetta e bizzarre lezioni di yoga. Ma tutto è possibile se hai il fiuto di Malù, una famiglia elettiva abbastanza incosciente da assecondarti e un gatto nero dalla tua parte.
In Casa è dove noi (Mondadori, 2026) i quattro di via Atri sono di nuovo alle prese con un delitto: è stato ucciso un uomo, la colpevole è la moglie del loro proprietario di casa, che ha quindi bisogno di soldi per poter pagare le spese del processo e vuole vendere l’appartamento dove vivono i nostri. Questo delitto perciò colpisce direttamente anche i nostri 4 (anzi, 5), costretti a cercare una nuova casa. Malù ovviamente non ci sta: crede nell’innocenza della donna, e vuole salvare la casa in cui vive. Per questo inizia a indagare per conto suo: esce, fa domande, analizza, vede cose che gli investigatori non hanno notato. E per farlo coinvolge i suoi coinquilini, la solita ex professoressa di latino e greco, e tutte le persone che si trovano su questo cammino.
L’uomo ucciso è un farmacista, un uomo piacente, con un po’ di amanti. Chi lo ha ucciso è una inquilina del palazzo in cui viveva l’assassinato – che non è il palazzo di via Atri, 36. La donna è stata trovata accanto al corpo con in mano l’arma del delitto. Eppure qualcosa non torna.
Il movente. Ci sarebbe pure, ma è così debole che no, non può essere quello. Ecco che Malù aziona le meningi. In suo aiuto accorrono i suoi amici fidati: Ariel, Samuel e Kobe. E il gatto Mycroft. Anche se le hanno tenuto nascosto il fatto di aver iniziato a cercare una nuova casa, per tutti e 4, tutti e 5.
Malù però ha anche altri aiutanti, alcuni loro malgrado: le gemelle, figlie della donna accusata dell’omicidio e del proprietario di casa; la professoressa in pensione di latino e greco; un collega di storia dell’arte della professoressa; una dottoressa; una maestra di yoga etc etc.
Malù carpisce informazioni da chiunque, da qualsiasi cosa, il suo spirito di osservazione è meglio di quello di un detective, sfumature impercettibili, frasi che nascondono una verità diversa.
E infatti alla fine lei il mistero lo risolve. Una brutta verità, piena di rancore, di rabbia mai sopita, un inaspettato colpo di scena. E tutto grazie a un dipinto.
Questo romanzo non è solo un cozy crime, è anche la storia di una città e di quattro persone che hanno scelto questa città come luogo in cui vivere e costruire il futuro: tra lavori precari, amori messi in discussione, un dottorato da conseguire, un tailleur da recuperare, libri da leggere, posti da visitare, la città diventa casa e quattro sconosciuti più uno diventano famiglia.
Serena Venditto ha la capacità di viaggiare all’interno di Napoli per farci scoprire sì le sue meraviglie, ma anche per parlare delle sue criticità: l’argomento casa è un problema reale della città, non è un espediente letterario per raccontare di un omicidio. Il bisogno di Malù di risolvere il caso non è solo un modo per scoprire la verità, è la necessità di dimostrare come una casa non sia solo una casa, ma è senso di appartenenza, un nucleo familiare nuovo che però è diventato la nostra zona di conforto. Quattro coinquilini e un gatto, una donna da liberare, un appartamento da salvare.
Non solo omicidi, quindi, e casi da risolvere per Malù, Ariel, Samuel e Kobe: Serena Venditto anche stavolta ci ha raccontato più storie per accompagnarci alla soluzione del caso.
Un romanzo che sa essere a tratti divertente, una storia avvincente, un giallo che ci trascina nella profondità della rabbia: Casa è dove noi è tutto questo e tanto altro.
Valentina Cimino















































