Marquez

Tanti piloti per un solo titolo. Tra una settimana circa la MotoGP riaccende i motori, pronta a regalare quelle emozioni che solo questo sport sa regalare. Il favorito numero uno resta Marquez, campione in carica, che a partire dal Qatar dovrà difendere il titolo, replicando le ottime prestazioni della passata stagione. Ci sarà  Dovizioso, il vice campione del mondo che vorrà rifarsi dopo aver praticamente sfiorato il successo nel 2017. Come dimenticare poi le Yamaha di Viñales, che punta a migliorare il terzo posto della passata stagione il Dottore, Valentino Rossi, che rincorre il decimo mondiale, ciliegina sulla torta di una carriera leggendaria. Impossibile omettere Jorge Lorenzo, per molti la grande delusione della passata stagione e che dopo il primo anno di ambientamento in Ducati, prova a rifarsi, forte di una moto che nei test ha fatto riscontrare dati incredibili. Ci sono poi gli outsider. Dani Pedrosa ha dimostrato anche l’anno scorso di essere un avversario temibile, salendo più volte sul podio e restando per buona parte della stagione, sebbene poco considerato da molto media, in gara addirittura per il titolo. Zarco e Petrucci hanno tanta voglia di stupire anche quest’anno. Non si trascurino, infine, le possibili sorprese, prima fra tutti una Suzuki che nei test con il suo Andrea Iannone è riuscita a stupire non poco gli avversari.

LE HONDA – Sono di certo le moto più attese, quelle che di norma partono male poi si rivelano come al solito le più forti. Il loro leader Marc Marquez ha dalla sua parte la voglia, l’età e dalla passata anche un’invidiabile intelligenza tattica. Come l’anno scorso una lettura puntuale della gara, prima ancora che verificare le condizioni della moto, sarà un elemento imprescindibile per la vittoria finale. Vincere il settimo mondiale vorrebbe dire portarsi a due sole distanze da quel leggendario Valentino. I risultati nei test  hanno dimostrato come questa sia la moto giusta per i  piloti giusti. Non trascurabile deve essere la presenza di Dani Pedrosa, che in effetti secondo non lo è mai stato e che ha sempre fatto la sua gara spingendo al meglio e creando difficoltà anche come a quel suo compagno di scuderia sempre acclamato. In casa Honda, insomma i presupposti per fare un’ottima stagione ci sono tutti.

DUCATI – C’è voglia di rivincita per le rosse. Dovizioso adesso ci ha preso gusto e il secondo posto adesso gli sta stretto. Andrea vuole vincere quel titolo tanto ambito, formando con la Ducati un binomio vincente tutto italiano. I test gli danno ragione e testimoniano la voglia da parte sua e del team di dar vita ad una grande stagione. Il 2018, però, potrebbe essere anche l’anno di Lorenzo, che come testimoniano i tempi, si è finalmente ambientato, abituandosi a quella Desmosedici così diversa dalla M1. In corsa per il titolo c’è, infatti, anche il maiorchino, che ha tutta la voglia di stupire e di vincere quel Motomondiale che ormai gli manca dal lontano 2009.

Dovizioso
Dovizioso

YAMAHA – Tra le 3 big nei test quella apparsa più in difficoltà, seppur lieve,  è stata proprio la Yamaha. Anche qui la parola “rivincita” sembra essere l’unico credo. Ha voglia di rivalsa Viñales che nella prima parte della passata stagione aveva guidato la classifica piloti, salvo poi avere un tracollo in quella finale, subendo il sorpasso di Dovizioso e Marquez, che hanno lottato per il titolo fino all’ultimo GP. Come dimenticare Valentino Rossi, forse il grande deluso del 2017, ostacolato da una frattura di tibia e perone che, però, non ha di certo ostacolato la sua voglia di far bene e di correre, conquistando risultati importanti in condizioni fisiche di certo non ottimali. I test in Qatar pur non essendo iniziati nel modo giusto hanno portato risultati importanti tra cui: il miglior tempo di Viñales nel primo giorno in Qatar, un secondo posto di Rossi il terzo giorno, preceduto dal solo Zarco, anch’egli pilota Yamaha.

Rossi
Rossi

SUZUKI – Impossibile omettere, infine, la casa giapponese. I suoi piloti, Iannone e Rins, hanno registrato tempi eccezionali. Sono stati apportati miglioramenti alle carrozzerie, al motore e all’elettronica che di certo hanno migliorato le prestazioni. Tra tanti litiganti per il titolo, insomma, la Suzuki sembra poter ritagliarsi un ruolo cruciale o quantomeno importante, soprattutto se ai risultati delle prove si darà continuità con prestazioni notevoli in gara.

Fonte immagine in evidenza: liberopensiero.eu

Giovanni Ruoppo

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