Super Green Pass
Fonte: pensarlapandemia.com

Il certificato verde, più comunemente chiamato Green Pass, è diventato “Super” dal 6 dicembre: il Consiglio dei Ministri del 24 novembre ha dato via libera al decreto-legge che ha portato alla nascita del nuovo Super Green Pass il quale, a detta del governo, servirà a salvare il Natale dai contagi ma che, in realtà, vista la sua totale irrazionalità e illogicità, non è nient’altro che uno strumento di coercizione indiretta per spingere le persone alla vaccinazione senza che lo Stato, o le case farmaceutiche, si assumano alcuna responsabilità.

Il vecchio Green Pass ha di fatto limitato l’accesso in molti luoghi pubblici ai cosiddetti no-vax arrivando, in extrema ratio, a togliergli la possibilità di lavorare e, dunque, di generare reddito, in barba a qualsiasi precetto costituzionale. Senza voler dare un giudizio definitivo sulla bontà di tale dispositivo, è indubbio che una decisione del genere ha di fatto scoperto il fianco alle proteste dei no-vax diventando un bersaglio di facilissimo attacco: il punto nevralgico e maggiormente illogico di tale ragionamento è stato quello della narrazione della «creazione di posti sicuri e covid-free con l’utilizzo del Green Pass». Nulla di più errato.

Come abbiamo avuto modo di constatare, infatti, le persone vaccinate sono sicuramente molto meno esposte alla pericolosità del virus, ma non sono persone immuni ad esso. Pertanto, un vaccinato, seppure spesso con carica virale bassa, può teoricamente contagiare al pari di un non vaccinato. Inoltre, la possibilità di avere un Green Pass temporaneo con l’utilizzo di test antigenici rapidi a pagamento, di dubbia affidabilità visti i numerosissimi casi di falsi-negativi, ha ulteriormente indebolito la narrazione del governo riguardo la safety zone dei luoghi in cui viene richiesto il Green Pass all’accesso. In maniera telegrafica: non esistono luoghi in cui il virus non circola ma esistono luoghi in cui si potrebbe limitarne la circolazione o la pericolosità con gli strumenti che tutti abbiamo imparato a conoscere come i vaccini, le mascherine e il distanziamento fisico.

Cosa cambia col Super Green Pass?

Da un punto di vista prettamente sanitario, un piccolo passo in avanti è stato fatto con il Super Green Pass che ha abolito la possibilità di avere il certificato verde con un semplice tampone rapido. Quello che tozza però col ragionamento è che, se davvero si fossero voluti creare dei luoghi in cui la circolazione del virus sia ridotta, si sarebbe lasciata la possibilità di ottenere il certificato verde quantomeno a chi fosse risultato negativo ad un tampone molecolare; seguendo un ragionamento minimamente logico, un tamponato molecolare con risultato negativo è certamente non infetto a differenza di chi è vaccinato che non ha alcuna certezza di esserlo.

Eppure, con il Super Green Pass viene interdetto ai tamponati con risultato negativo l’accesso a moltissimi luoghi pubblici, esternando così facendo tutta l’irrazionalità di fondo di questa misura, e confermando quello che ormai sappiamo tutti, da Crisanti al più convinto dei no-vax: il Super Green Pass non è altro che un ulteriore inasprimento della misura precedentemente varata per portare le persone a vaccinarsi, senza alcun fondamento logico e sanitario.

Non è un caso, infatti, che l’efficacia e la copertura dei vaccini non coincidano con la durata e la validità del Green Pass, poiché i dati in questo senso sono ancora incerti sulla durata precisa dell’efficacia dei vaccini. Citando l’ISS: «confrontando i dati tra gennaio e giugno 2021, periodo in cui predominava la variante alfa, con quelli tra luglio e agosto, a prevalenza delta, emerge una riduzione dell’efficacia contro l’infezione dall’84,8% al 67,1%. Resta invece alta l’efficacia contro i ricoveri (91,7% contro 88,7%). L’apparente riduzione di efficacia dei vaccini nel prevenire l’infezione potrebbe essere dovuta al tempo intercorso dalla vaccinazione e/o ad una diminuita efficacia contro la variante delta». La durata del Green Pass, invece, verrà ridotta da 12 a 9 mesi a partire dal 15 dicembre, decisione che non è né coerente né razionale rispetto alle informazioni precedentemente illustrate sull’efficacia vaccini.

In questo contesto di enorme confusione, sono i peggiori movimenti no-vax che hanno trovato terreno fertile per fare proselitismo ed incalzare la narrazione fallace ed ingannevole del governo. Se davvero, come i dati evidenziano, i vaccini rappresentano uno degli strumenti di lotta più efficaci rispetto all’infezione da covid-19, allora ci si prenda la responsabilità di inserire l’obbligo di vaccinazione collettiva, senza quelle titubanze che hanno fino ad ora dato solo adito e vigore ai movimenti complottisti.

Inoltre, anche la stregua difesa del mantenimento dei brevetti vaccinali da parte del governo, non ha senso alcuno: raggiungere alte percentuali di vaccinati mentre nel resto del mondo il virus continua a circolare indisturbatamente mutando in pericolose varianti che ci ritroveremo poi in casa nostra, è del tutto inutile da un punto di vista logico e addirittura controproducente da un punto di vista sanitario. «Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!» diceva Mao Zedong; ebbene la confusione sarà anche tanta, ma la situazione invece è nera, in tutti i sensi.

Nicolo Di Luccio

5 x mille Survival
Analista di scenario pedante e polemico. Studio l'economia da una prospettiva sociologica. Amo la musica, il vino, l'ozio e i discorsi esistenzialisti, ma ho anche dei difetti.

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