Cina, al via la riforestazione e numerosi progetti contro l'inquinamento

La Cina ha deciso di promuovere nuovi progetti contro l’inquinamento dilagante, che, stando a recenti studi, ha raggiunto un’intensità tale da provocare ogni anno la morte di circa 1mln di persone.

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dallOrganizzazione Mondiale della Sanità (Oms) svolto da ricercatori dell’Università di Bath attraverso l’installazione di 3000 satelliti in tutto il mondo il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi fortemente inquinati con altissimo rischio per la salute. Le zone più colpite sarebbero zone del Mediterraneo orientale, Sud-Est asiatico e Pacifico occidentale con particolare attenzione allo Stato Cinese.

Le conseguenze dell’inquinamento ambientale sull’uomo possono provocare una serie di malattie croniche degenerative capaci di portare anche alla morte: ictus, infezioni e infiammazioni respiratorie, tumori e patologie cardiovascolari.

La situazione ambientale cinese ha avuto un fortissimo impatto in tutto il mondo grazie al film denuncia “Smog Journeys” realizzato da Jia Zhangke e promosso da Greenpeace vincitore del Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2006 che affronta il tema degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute e sulla vita delle famiglie cinesi.

Mentre in alcune parti del mondo, come ad esempio gli USA, i capi di governo non sono per nulla intenzionati ad intraprendere politiche green  il governo cinese ha capito la gravità del fenomeno inquinamento per la popolazione e sta attuando un progetto di riforestazione che prevede l’aumento della copertura arborea del 23% entro il 2020. Un piano decisamente ambizioso costato quasi 83 miliardi di dollari, ma necessario per la salute del popolo cinese.

Questo cambiamento evidenzia una presa di coscienza da parte del governo e dei cittadini costretti ad indossare mascherine anti-smog per evitare il contatto con le polveri sottili, talmente fitte da causare la morte di 1,6 milioni di persone all’anno e l’inquinamento dell’80% delle acque di superficie e delle falde acquifere.

Per far fronte al problema il governo cinese si è posto l’obiettivo è di piantare 6,6 milioni di ettari di alberi entro la fine dell’anno (una superficie pari a quella dell’Italia), ristrutturare preziosi habitat degradati e contrastare i cambiamenti climatici.

La Cina ha, inoltre, avviato il progetto “ecological red line” che impone a province e regioni di ridurre le costruzioni di industrie e fabbriche in prossimità di fiumi, foreste e parchi nazionali. Quindici province hanno già aderito all’iniziativa creando appositi piani urbanistici; altre sedici province si attiveranno il più presto possibile. Si auspica che grazie a questi progetti il problema inquinamento venga arginato una volta per tutte.

Nicoletta Crescenzo

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