Sfridoo, il social network della spazzatura per l'economia circolare
https://www.helpconsumatori.it/primo-piano/clima-raddoppiare-il-tasso-per-tagliare-il-39-di-co2/

La necessità di un’economia circolare

La nostra società è caratterizzata da un modello di economia lineare che si basa su uno schema specifico: produzione, consumo e smaltimento. Questo sistema economico vede come fondamento la continua crescita – senza tenere conto del fatto che le risorse che ci vengono offerte dalla Terra non sono infinite – e dà luogo ad un consumo smisurato. È dalla seconda metà del Novecento che il modello lineare è in crisi, con il progredire dell’emergenza ambientale. Diventa sempre più necessaria una transizione di modello, in grado di promuovere lo sviluppo sostenibile.

Il modello dell’economia circolare rappresenta una soluzione. La Ellen MacArthur Foundation – uno dei più grandi enti occupati nell’economia circolare – ha definito l’economia circolare come «pensata per potersi rigenerare da sola». Questo modello economico parte del fondamento di riutilizzare i materiali nei cicli produttivi successivi per poter ridurre gli sprechi il più possibile. Si tratta di «un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcuno altro», mentre con l’economia lineare «terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto, che diventa rifiuto».
L’idea di un’economia circolare risale agli anni ’70 e, poiché gli effetti del consumo sfrenato delle risorse e della crisi climatica si fanno sempre più evidenti, resta fondamentale ed attuale.

Le iniziative e i progetti volti alla transizione verso l’economia circolare sono in aumento.
Nel 2015 l’Unione Europea ha elaborato il primo Pacchetto sull’economia circolare (EC), composto da 54 azioni per facilitare la transizione. Alcune di queste sono: ridurre gli sprechi alimentari entro il 2030; sviluppare standard di qualità per le materia prime seconde; elaborare una strategia sulla plastica nell’economia circolare.
Nel 2020 è stato elaborato il Circular Economy Action Plan, che segue le linee guida del pacchetto EC. Le azioni previste sono: rendere i prodotti sostenibili una norma nell’UE; responsabilizzare i consumatori e gli acquirenti; garantire meno sprechi; far funzionare la circolarità per persone, regioni e città.

Secondo il “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2021” – ad opera del Circular Economy Network (CEN) – il nostro Paese si trova al primo posto in Europa per il terzo anno di seguito. Il primato, però, è a rischio: rispetto al 2020 non ci sono stati miglioramenti significativi. Sarebbe un peccato perdere tale primato, visto l’impatto positivo dell’economia circolare nella lotta alla crisi ambientale.
Nel Bel paese, fortunatamente, si stanno sviluppando alcune realtà e progetti che cercano di contribuire alla causa, favorite dall’uso delle piattaforme digitali, che possono fornire aiuto utile nello sviluppo dell’economia circolare.

Sfridoo

Smau
Fonte: https://www.sfridoo.com/

Sfridoo è una start up bolognese nata nel 2017 che punta a rivitalizzare l’economia circolare. È stata fondata da un gruppo di giovani architetti: Marco Battaglia, Andrea Cavagna e Mario Lazzaroni.
Si tratta della prima piattaforma italiana che consente alle aziende di comprare e vendere i propri scarti di produzione, cespiti aziendali, sottoprodotti e avanzi di magazzino. Così gli sprechi vengono ottimizzati con l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Il nome della start up deriva proprio dal termine tecnico “sfrido”, che indica il residuo della lavorazione di materiali e prodotti vari.

«La visione di Sfridoo è quella di eliminare il concetto di Rifiuto puntando a quello di Risorsa»

Sfridoo mette in contatto le aziende che vogliono liberarsi dei propri rifiuti con quelle che vogliono trasformare tali rifiuti in materia prima seconda, coinvolgendo sia le PMI (piccole e medie imprese) che le Grandi aziende. Sul sito di Sfridoo è possibile inserire gratuitamente i propri scarti, ricevere offerte e comprare residui, sottoprodotti e cespiti con l’aiuto del team di esperti di Sfridoo.
È un’azienda pluripremiata, che offre vari servizi tecnico-consulenziali: supporta le aziende che vogliono migliorare il modello di gestione dei sottoprodotti; fornisce consulenze per trasformare le aziende da lineari a circolari; emette l’attestato per le aziende Plastic-free; offre digital tools per implementare le strategie di economia circolare nelle aziende.
Il Plastic-free certificate di Sfridoo segue i punti del Ministero dell’Ambiente ed è il primo attestato italiano in materia. Visto l’aumento esponenziale del consumo della plastica, sostenere il movimento Plastic-free – che soprattutto negli ultimi anni si sta battendo per una maggiore sensibilizzazione – è sempre più importante. La plastica, infatti, è ormai onnipresente, in particolare quella monouso.

Sfridoo punta a generare una simbiosi industriale: un collegamento tra diverse aziende per poter massimizzare lo scambio di scarti e avanzi tra esse.
I fondatori della start up sono riusciti a sfruttare la digitalizzazione come mezzo per raggiungere gli obiettivi dell’Unione Europea per creare un’economia sostenibile e competitiva. Sfridoo costituisce una novità molto utile per vari motivi. Grazie alla piattaforma, per le aziende è possibile eliminare i costi di smaltimento, che sono aumentati notevolmente; le aziende, inoltre, possono guadagnare dai loro rifiuti e avanzi di magazzino. Il vantaggio principale riguarda l’ambiente: la start up favorisce la sostenibilità e la riduzione nell’impatto ambientale.

Cindy Delfini

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