casa di foglie Danielewski https://www.ilpost.it/2019/11/16/casa-di-foglie-mark-z-danielewski/
Fonte: https://www.ilpost.it/2019/11/16/casa-di-foglie-mark-z-danielewski/

“Casa di foglie” è il romanzo d’esordio di Mark Z. Danielewski. Pubblicato il 7 marzo 2000, è diventato subito un bestseller negli Stati Uniti, ma in Italia ha visto la luce solo nel 2005 per Mondadori e successivamente nel 2019 con l’editore 66THAND2ND.
Questo ritardo editoriale contribuì ad avvolgere di mistero l’opera che già di per sé faticava ad essere etichettata in uno specifico genere letterario per la sua struttura narrativa ardita, il suo fluire labirintico e le sfumature horror, romantiche e saggistiche che si concatenano creando un gioco di scatole cinesi.
Dopo un primo periodo in cui il libro era pressoché introvabile (nel 2013 giravano su Ebay copie a 165 €), Isabella Ferretti, direttrice editoriale di 66thand2nd, decise di accogliere Casa di foglie e di renderla fruibile al pubblico italiano:

«Le sfide erano molteplici: da un lato bisognava rendere le diverse voci che si inseguono tra le pagine, rimbalzando dal testo principale alle note; dall’altro bisogna individuare e tener conto dei giochi di parole, degli acrostici, delle stratificazioni di senso, dei brani o delle parole ripetute, disseminate in oltre 700 pagine, che hanno costretto i traduttori a decifrare alcuni passaggi come fossero giochi enigmistici. Senza contare i brani in lingue straniere, le citazioni di poesie o di altri libri, che hanno obbligato i traduttori e la redazione a varie ricerche bibliografiche, a caccia della versione accreditata, allungando così i tempi di lavorazione. Un discorso a parte va fatto poi per tutti gli ostacoli grafici, i testi barrati o cancellati, perfino i refusi – tutti intenzionali, secondo l’autore, e dunque lasciati o ripristinati dopo aver chiesto lumi a Danielewski.»

Secondo il gergo degli esperti di videogiochi e di narrativa sperimentale, Casa di foglie è un romanzo “ergodico”, cioè che chiede al lettore di affrontare la lettura con un certo sforzo sia intellettuale/mnemonico (bisogna seguire le storie di più personaggi che vivono anche piani spazio – temporali diversi), che fisico (perché spesso bisogna rigirare il libro per poterlo leggere, usare uno specchio, oppure tenere il segno in più punti per inseguire una nota).
Danielewski inizia infatti il romanzo con una narrazione in prima persona di Johnny Truant, un giovane tatuatore di Los Angeles dal corpo segnato da vistose cicatrici. Truant è in cerca di un nuovo appartamento, quando il suo amico Lude lo informa che nel suo condominio se ne è appena liberato uno, appartenuto a Zampanò, un anziano cieco deceduto di recente. Nell’appartamento di Zampanò, Truant viene accolto da ammassi di carte, che si rivelano essere un saggio accademico dell’anziano su una pellicola documentaristica intitolata The Navidson Record, incentrata sulle indagini compiute dalla famiglia Navidson su una serie di inspiegabili ed inquietanti fenomeni fisici verificatesi nella loro nuova casa.
L’opera ha quindi più livelli di lettura: la storia del giovane derelitto Truant che procede e trova connettivi con il saggio di Zampanò, ricostruito da Jhonny, uno studente che ha lasciato numerose note a pie’ di pagina. Dopo l’uscita del libro, Danielewsk ha inoltre ripubblicato come romanzo autonomo un plico di lettere (Le lettere di Whalestoe) di un quarto narratore, la madre di Johnny, che fa da contraltare alla narrazione autobiografica del figlio.

«Per me, [il libro] era una combinazione di teatro e musica, immagino “Casa di Foglie” come un coro di molte voci diverse come quelle di un musical.» ha dichiarato Danielewsk all’intervistatore Eric Wittmershaus.
L’opera è quindi sfaccettata e parla a un pubblico variegato. Il nucleo horror prende tutta la sua forza espressiva nelle storie delle case infestate, capaci di inquietare i fruitori trasformando in un luogo ignoto e oscuro quello che prima era un nido fatto di calore e di protezione. L’abitazione dei Navidson cresce, animata da corridoi in cui è impossibile vedere la fine, se non con la perdita del senno. La malinconia, la perdita e l’ossessione si frappongono poco a poco in una coppia unita da un matrimonio solido e nutrito da tutto l’amore possibile, fino a creare importanti fratture. I due figli sviluppano intanto un legame unico e viscerale con la casa e sembrano gli unici a sentire il respiro di mattonelle e calcinacci, pedine di un percorso narrativo che Danielewsk fa precipitare verso una soffocante claustrofobia.
Mentre la trama della pellicola – un video reale o frutto del lavoro di un abile montatore? – viene man mano sviscerata, Zampanò racconta miti e leggende, storie arcaiche affrontate in stile accademico, per rendere la vicenda universale: il Minotauro, Dedalo e Icaro, Narciso… sono immagini articolate che nascondono i più reconditi desideri umani. Questa complessa e inquietante enciclopedia farà da muto interlocutore al problematico Truant, in cerca di una bussola, desideroso di trovare un ordine nella sua vita, così come era già accaduto per Johnny.

Alessia Sicuro

Laureata in lettere moderne, ha in seguito ha conseguito una laurea magistrale alla facoltà di filologia moderna dell'università Federico II. Ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose: accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire e affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale!

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