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Fonte: www.WeEuropeans.eu

In vista delle elezioni europee di maggio si affaccia una grande novità: la consultazione civica più grande mai realizzata in Europa, WeEuropeans, ideata allo scopo di rimettere i cittadini europei al centro della vita democratica.

Il nome dell’iniziativa è, come anticipato, WeEuropeans, ovvero noi europei, un nome che suona come un invito rivolto ai cittadini europei per far sì che il popolo del vecchio continente torni a interessarsi della vita politica e pubblica in maniera responsabile e democratica, influenzando le azioni di coloro che governano.

Come nasce la consultazione civica europea

L’iniziativa è partita dalla piattaforma civica MAKE.ORG e dall’associazione civica transnazionale CIVICO Europa: insieme, il 15 dicembre 2018, hanno dato vita all’iniziativa WeEuropeans con l’obiettivo di rimettere i cittadini al centro della democrazia.

Secondo due associazioni, ad oggi i cittadini europei si sentono particolarmente distanti dai loro leader politici e di conseguenza anche dalle Istituzioni europee. Per questo motivo l’obiettivo primario è quello di restituire ai cittadini la convinzione di poter cambiare le cose con gesti semplici. 

E cosa può esserci di più semplice di una lista di proposte che ogni cittadino può votare e che successivamente saranno rese note alle Istituzioni politiche? 

La consultazione ha luogo sui social media. Qui ogni cittadino deve fondamentalmente rispondere a una domanda, chiara ma fondamentale: quali sono i concreti passi che possiamo percorrere per ricostruire l’Europa? Oltre a rispondere a questa semplice domanda ogni cittadino può votare le proposte altrui in modo tale da avere un feedback più ampio possibile.

Le fasi di WeEuropeans

La consultazione si svolge in più fasi, alcune delle quali non ancora complete: dall’8 febbraio al 7 marzo i cittadini hanno potuto rispondere alla domanda sopracitata e votare le proposte altrui. Dal 7 marzo invece saranno selezionate le dieci proposte maggiormente votate per ogni Stato dell’Unione, per un totale di 270 domande.

La fase successiva (che durerà fino al 15 marzo) prevede che i cittadini dei 27 Stati membri votino le dieci migliori proposte (anche degli altri Stati, tradotte ovviamente nelle diverse lingue europee) che comporranno l’Agenda dei Cittadini.

La penultima fase partirà dal 22 marzo e prevede la diffusione dell’Agenda in modo tale da essere conosciuta dagli agenti politici e civici europei presso il Parlamento Europeo. Nell’ultima fase, che va da marzo fino alle elezioni del 23-26 maggio, l’Agenda sarà messa a disposizione di tutti i cittadini europei e successivamente indirizzata agli attori della società politica.

Unico punto intermedio da marzo a maggio è rappresentato dalla giornata del 9 maggio dove l’Agenda nata dalla consultazione sarà presentata al Consiglio per il futuro dell’Unione Europea, così da mostrare come i cittadini immaginano l’Europa del futuro.

L’Europa del domani: WeEuropeans e il suo significato

A supportare la consultazione civica in tutta Europa sono arrivate le voci di grandi intellettuali ma anche di persone avulse dal contesto politico. Come detto precedentemente il progetto è stato lanciato il 15 dicembre 2018 e a firmare la pubblicazione si sono affrettati ben 150 personaggi noti di diversa estrazione sociale, ma anche con idee politiche divergenti.

Per l’Italia a firmarla sono state ben 21 persone che spaziano da attrici come Anna Bonaiuto, per passare a scrittori come Roberto Saviano, per concludere poi anche con politici presenti nel Parlamento Europeo come Brando Benifei ed Elly Schlein.

Le europee saranno con molta probabilità incerte nei risultati e nelle idee propugnate dalle grandi compagini politiche. Una cosa però è certa: per ripartire è necessario mettere al centro di tutto la voglia di collaborare, di interessarsi alla vita politica comunitaria e di sviluppare un nuovo senso europeo comune (cosa che non è mai riuscita a pieno fin dagli albori della comunità europea).

L’iniziativa WeEuropeans, che si esprime tramite la consultazione dei cittadini, coinvolge tutti i 27 Stati dell’Unione Europea e potrebbe essere il punto di partenza per sviluppare una mentalità paneuropea e iniziare così ad agire non solo per migliorare la nostra città e la nostra nazione, ma per rendere più familiare e coinvolgente l’esperienza europea.

In tal modo si cercherebbe di superare i confini nazionali e unificare tanti popoli diversi che hanno un fondo di identità comune. Popoli che, anziché dividersi e schierarsi al di là di un confine, potrebbero collaborare e rendere finalmente l’Europa una realtà democratica, unita e socialmente avanzata.

Alessandro Leuci

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