Calcio e sostenibilità
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Gli anni passano, e il calcio italiano continua a cambiare. Mai come quest’anno, poi, la sfida della sostenibilità finanziaria si è fatta più accesa, esponendo i club del massimo campionato a fare i conti con la necessità di quadrarli e di non perdere la competitività in ambito internazionale.

Peraltro, è del tutto lecito affermare che quello attualmente in corso, e oramai al giro di boa, è il torneo più “straniero” mai visto prima. Sulle 20 squadre che prendono parte alla Serie A, infatti, è esattamente della metà (10) la quota di coloro che hanno proprietà non italiana: Bologna, Como, Genoa, Fiorentina, Inter, Milan, Parma, Roma, Venezia, e l’Atalanta, che anche se Percassi è la figura di riferimento, è partecipata per il 55% dall’imprenditore americano Stephen Pagliuca.

Se poi volessimo guardare bene alle compagini sociali, potrebbe rientrare in questa lista, in qualità di undicesima squadra straniera, anche la Juventus: italianissima sì, ma con il controllo della holding Exor, che ha invece sede nei Paesi Bassi, anche se è poi controllata dalla holding Giovanni Agnelli Bv, che ha sede a Torino.

Perché gli stranieri investono in Italia

Ma per quale motivo gli stranieri investono così frequentemente in Italia, aggiudicandosi le quote di maggioranza dei capitali sociali delle squadre di Serie A?

Sebbene sia apparentemente buona cosa che le aziende internazionali mostrino interesse nei confronti dei club calcistici della massima serie (e non solo), giova sottolineare come sia ben diversa la natura delle operazioni.

Se infatti in Premier League si investe sapendo che i club possono subito portare a grandi utili, in Italia l’interesse è legato maggiormente alla possibilità di acquisire le società a prezzi bassi, in vista di prospettive di futuro sviluppo dei club.

Molte volte, le prospettive di sviluppo passano per l’opportunità di costruire un nuovo stadio: un’ambizione che non di rado si deve scontrare con la burocrazia italiana, che rallenta o blocca i progetti più ambiziosi.

A tal proposito, risulterà molto interessante capire quale sarà l’evoluzione dei progetti delle grandi squadre tricolori, come il Milan, l’Inter e la Roma, che sembrano essere interessate a costruire un nuovo impianto. Lo stesso si può dire di altre squadre di più piccole dimensioni, come il Cagliari, che ha intrapreso questa strada rimanendo tuttavia arenata nelle lungaggini amministrative.

La tendenza alla sostenibilità economica

Con tutto ciò in premessa, non stupisce che molte società abbiano posto la tendenza alla piena sostenibilità economica come proprio mantra. Il Milan chiude per esempio il proprio secondo bilancio in utile consecutivo, dopo che il fondo Elliot aveva salvato il club, mentre l’Inter ha i conti della gestione ordinaria in forte miglioramento ed è oramai prossima al pareggio di bilancio.

Anche senza ricorrere alle proprietà straniere, in Italia ci sono altri esempi che dimostrano come le proprietà di calcio abbiano intrapreso la strada della corretta gestione dei conti: il Napoli, per esempio, così come il Bari (entrambe di De Laurentiis) hanno i conti in ordine e in costante miglioramento.

I riflessi della sostenibilità

Peraltro, si consideri anche come questo scenario di crescente internazionalizzazione e ricerca della sostenibilità finanziaria ha avuto ripercussioni anche in altri settori non certo immuni da ciò, come il mondo delle scommesse sportive. Gli investitori stranieri e la maggiore solidità economica dei club hanno infatti contribuito ad aumentare la credibilità e l’attrattività del calcio italiano sui mercati internazionali del betting, come dimostrano le scommesse di Great Win.

Le quote e i volumi di gioco sulla Serie A hanno registrato un incremento significativo, specialmente sui mercati asiatici e americani, dove le nuove proprietà hanno contribuito a rinnovare l’interesse verso il campionato italiano. Non è un caso che gli operatori del settore stiano dedicando sempre maggiore attenzione all’analisi degli assetti societari e dei bilanci dei club, considerandoli indicatori cruciali per valutare le prospettive di lungo termine delle squadre e, di conseguenza, orientare le proprie strategie di quotazione.

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