Telescopio James Webb: tutte le immagini della NASA spiegate
Foto di Pixabay

Quando nel 1990 gli astronomi e gli scienziati della National Aeronautics and Space Administration (NASA)lanciarono il telescopio spaziale Hubble nell’orbita bassa della Terra, le scienze astronomiche donarono all’umanità una tanto diversa quanto straordinaria e più dettagliata visione del cosmo. Trentadue anni e dieci miliardi di dollari dopo dal Centro spaziale situato a Kourou, nella Guyana francese, il razzo Ariane 5 ha cominciato il suo viaggio lungo 1,5 milioni di chilometri per portare in orbita un’altra meraviglia della scienza astronomica: il telescopio James Webb (JWST – James Webb Space Telescope), uno strumento capace di osservare l’universo come non era mai stato fatto prima. Con uno specchio di 6,5 metri di diametro, il JWST è in grado di raccogliere la luce proveniente da oggetti molto lontani e di fornire agli scienziati nitide immagini di galassie e stelle lontane miliardi di anni luce. Non si sono fatte attendere le prime immagini della NASA che oggi spopolano sul web e sui social network. Riproduzioni sbalorditive in grado di farci viaggiare nel tempo e di farci sentire piccoli e insignificanti come non mai. Foto così dettagliate da non poter non sorprenderci e che, cosa ancora più importante, che ci confermano ancora una volta l’importanza delle scienze e della ricerca. Con uno sguardo rivolto verso il cielo e con la mente che viaggia tra gli oscuri e profondi segreti del cosmo, analizziamo e spieghiamo in maniera chiara il contenuto delle immagini della NASA donateci dal telescopio James Webb.

Tutte le immagini del telescopio James Webb spiegate ai non addetti al lavoro

SMACS 0723

Telescopio James Webb: tutte le immagini della NASA spiegate
Credits: NASA, ESA, CSA, and STScI

L’ammasso di galassie SMACS 0723 è la prima delle immagini della NASA pubblicate in questi giorni. In occasione del White House Briefing to Unveil Imagery from James Webb Space Telescope tenutosi l’11 luglio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha condiviso questa immagine ritraente migliaia di galassie contenute in un minuscolo frammento dell’infinito universo. Una foto, quella scattata dal telescopio James Webb, che rappresenta la riproduzione più nitida e dettagliata dell’universo lontano mai fornita prima d’ora. Un vero e proprio viaggio nel tempo se si considera che la luce dell’immagine ha impiegato 13,1 miliardi di anni per raggiungere gli specchi del JWST. «Quando osserviamo le galassie più giovani contenute in questa foto, stiamo guardando indietro nel tempo, in un periodo compreso in un miliardo di anni dopo il Big Bang» scrivono i ricercatore della NASA.

CARINA NEBULA

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Credits: NASA, ESA, CSA, and STScI

Come nascono le stelle? La capacità del telescopio James Webb di scrutare attraverso la polvere cosmica ha permesso alla NASA di fornirci uno sguardo dettagliato sui vivai stellari emergenti, luoghi magici in cui il collasso di polvere e nubi di gas provocano la nascita di nuove stelle. Nella giovane regione denominata NGC 3324, situata a 7.600 anni luce di distanza e contenuta nella Carina Nebula, la scogliera cosmica copre la comparsa di giovani stelle. Queste ultime possono impiegare dai 50.000 ai 100.000 anni per formarsi. Il JWST è stato il primo strumento in grado di fotografare questo evento. «Cosa determina il numero di stelle che si formano in una determinata regione? Perché le stelle si formano con una certa massa?». A queste e ad altre domande proverà a fornire una risposta il James Webb Space Telescope.

STEPHAN’S QUINTET

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Credits: NASA, ESA, CSA, and STScI

Cinque galassie e un buco nero in una sola immagine. È lo Stephan’s Quintet, un raggruppamento di galassie, conosciute come Hickson Compact Group 92 (HCG 92), contornate da milioni di stelle scintillanti e vivai stellari emergenti. La galassia più a sinistra, denominata NGC 7320, dista ben 40 miloni di anni luce dalla Terra, mentre le restanti quattro galassie (NGC 7317, NGC 7318A, NGC 7318B e NGC 7319), coinvolte in quella che viene chiamata “danza cosmica”, sono lontane 290 milioni di anni luce dal nostro pianeta. Grazie a questa immagine gli astronomi saranno in grado di studiare in maniera più approfondita la fusione e le interazioni tra galassie. Nella galassia NGC 7319, quella più in alto, è presente un nucleo galattico attivo ovvero un buco nero supermassiccio ventiquattro milioni di volte più grande del Sole, capace di attirare materiale cosmico e di generare energia luminosa pari a 40 miliardi di “Soli”.

SOUTHERN RING NEBULA

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Credits: NASA, ESA, CSA, and STScI

Cosa accade quando muore una stella? Il telescopio James Webb ha fotografato gli anelli di gas e polvere sprigionati dal collasso di stelle morenti lontane 2.500 anni luce dalla Terra. Un immagine che ritrae anche la presenza di galassie e che aiuterà gli astronomi a comprendere meglio l’evoluzione delle stelle e la trasformazione dei loro ambienti. L’NGC 3132, informalmente conosciuta col nome di Southern Ring Nebula, esiste da decine di migliaia di anni e, come altre nebulose planetarie, ci permette di capire i processi che si svolgono durante la fase finale di una stella. Secondo gli scienziati della NASA «Osservare la nebulosa è come guardare un film al rallentatore. Quando la stella espelle gusci di materiale, polvere e molecole si formano al loro interno, cambiando il paesaggio. Questa polvere finirà per arricchire le aree circostanti e potrebbe viaggiare nello spazio per miliardi di anni e incorporarsi in una nuova stella o pianeta».

WASP 96-b

Telescopio James Webb: tutte le immagini della NASA spiegate
Crediti: NASA, ESA, CSA e STScI

Il telescopio James Webb è riuscito a catturare l’inequivocabile “firma dell’acqua” e prove di nuvole e foschia presenti nell’atmosfera di WASP 96-b, uno degli oltre 5.000 esopianeti della Via Lattea distante circa 1.150 anni luce dalla Terra. Grazie al JWST i ricercatori della NASA hanno potuto inoltre calcolare la temperatura dell’atmosfera di WASP 96-b che si attesta attorno a una media di 725°C. Un’osservazione fondamentale per le scienze astronomiche che da oggi saranno in grado di analizzare le caratteristiche delle atmosfere degli esopianeti e dei pianeti potenzialmente abitabili.

Marco Pisano

5 x mille Survival
Sono Marco, un quasi trentenne appassionato di musica, lettura e agricoltura. Da tre e più anni mi occupo di difesa ambientale e, grazie a Libero Pensiero, torno a parlarne nello spazio concessomi. Anch'io come Andy Warhol "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare". Pace interiore!

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